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Intervista alla band di Seregno "Chi ascolta metal ci accusa di essere troppo hardcore,
e chi ascolta hardcore di essere troppo metal!”

 

Se pensate che il dolore sia catartico, allora siate pronti a farvi male con l’hardcore-metal (e non metalcore) dei Drunk Side: i loro veloci scambi rullante-batteria, la loro accordatura in do, i loro riff violentemente distorti e la voce in stile growl/screaming vi aiuteranno a liberarvi da qualunque restrizione di pensiero, dai condizionamenti e dalle mode stereotipate.

Il quartetto brianzolo, infatti, grazie alla propria musica trova uno sfogo, con testi che non prendono le vie traverse dell’inglese, bensì mirano “dritti al punto”, tesi ad essere capiti, quindi scritti in italiano.

Un genere musicale “di nicchia”, che a loro detta “piace sia a chi ascolta hardcore, sia a chi ascolta metal. Solo che chi ascolta metal ci accusa di essere troppo hardcore, e chi ascolta hardcore di essere troppo metal!”.

Di sicuro fanno scuotere le vostre teste. E non solo in senso fisico.

 

 

 

Quando è come è nato il gruppo?

Noi siamo amici da una vita. Siamo sempre andati in giro per concerti, e c’era la passione condivisa di uno stesso genere. Nel 2002 abbiamo deciso di provarci anche noi e da allora esistono i Drunk Side.

 

CD/demo/EP all’attivo?

Il primo demo è stato registrato nel 2003, quando ancora avevamo la vecchia formazione (Boris, il bassista, è subentrato più tardi); nel 2007 abbiamo pubblicato, invece, il nostro primo album Drunk Side, e stasera siamo qui a presentare il nostro nuovo EP, Rinchiuso in un Corpo. Tutti e tre sono totalmente autorpodotti, ma per quest’ultimo abbiamo collaborato con Rancore.it, dove è possibile ascoltare e scaricare tutte le canzoni gratuitamente; è una nostra scelta dato che la nostra priorità è quella di farci sentire. Volendo, poi, c’è anche l’opportunità di comprare un digi-pack a soli 5 euro.

 

Concerti all’attivo, invece?

Possiamo dire che siamo intorno alla cinquantina, contando anche le esibizioni al di fuori della Lombardia. È un numero che ci soddisfa, dato il genere che proponiamo, non proprio adatto a tutti i tipi di orecchio.

 

Il fatto di essere prima amici che membri dei Drunk Side ha rischiato delle volte di minare il rapporto?

No, in questi anni non si è mai rovinato niente! Le discussioni, ovviamente, ci sono, le arrabbiature anche, ma il fatto di essere così amici ci aiuta a risolvere le questioni al momento: non dirci le cose in faccia sarebbe prima di tutto pugnalarci alle spalle. Il vantaggio, poi, è conoscerci di già, sapere già come siamo fatti, eliminando un sacco di incomprensioni. Essere prima amici, tante volte, è anche meglio!

 

Come vedete la situazione di Monza e Brianza nel trovare i membri per un gruppo?

Di sicuro gente che suona ce n’è, non sono i musicisti a mancare; piuttosto quello che non si trova è la voglia e la disponibilità a mettersi in gioco: avere una costanza settimanale nelle prove, occupare parte del proprio tempo per girare con i live…non tutti sono disposti a farlo.

 

Com’è la situazione nella nostra zona, invece, per quanto riguarda i locali dove suonare?

La situazione è molto difficile: i locali sono sempre meno, soprattutto quelli che fanno suonare i gruppi con pezzi originali. Per quanto riguarda il nostro genere, poi, la questione si complica ulteriormente.

 

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Voi solitamente come vi muovete per trovare locali in cui suonare?

Di solito mandiamo delle e-mail in cui ci proponiamo. Se il locale è invece in zona si può anche passare personalmente e chiedere. La prima cosa che ci viene chiesta in entrambi i casi è sempre la stessa: quanta gente riusciamo a portare.

 

E questo è un problema che avete riscontrato solo da noi?

Purtroppo no. Suonando anche fuori dalla nostra zona, abbiamo visto che l’interesse dei gestori dei locali è sempre lo stesso: il guadagno. L’assurdo è pretendere che, al livello a cui siamo noi, ci sia il gruppo di amici/fans che ci segue a centinaia di chilometri da casa. Sarebbe meglio, piuttosto, organizzare una serata in cui, tra i gruppi locali, vengano inserite anche band che vengono da fuori, in modo da dare spazio e visibilità a tutti.

 

Dove vedete voi il problema della musica dal vivo?

Per quanto riguarda il nostro genere, il problema sta soprattutto nei giovani: l’hardcore spopolava negli anni 90, quando i ragazzi erano molto più “incazzati” e questo genere serviva per esprimere un disagio. I ragazzi d’oggi, invece, sono molto più dediti a farsi inquadrare, ad isolarsi, a seguire una moda [i più presi di mira sono gli emo, ndr] per cui c’è molta meno gente che ci ascolta, e di conseguenza molte meno possibilità per noi di farci ascoltare.

 

Che soluzioni proporreste per questo tipo di problema?

Per far tornare in vista la musica dal vivo, soprattutto originale, probabilmente ci vorrebbe più passione da parte dei gestori dei locali, oppure più interventi a livello comunale, con sovvenzioni, aiuti nell’organizzare magari dei festival, dei centri giovanili, sale prove…

 

A chi suggerireste di ascoltare i Drunk Side?

Diciamo che grazie al nostro genere riusciamo a piacere sia a chi ascolta hardcore sia a chi ascolta metal, il pubblico potrebbe essere molto ampio. Di sicuro ci consigliamo a tutti quelli che non si fanno influenzare e che, come noi, amano pensare con la propria testa.

 

Drunk Side live @ Honky Tonky

 

Componenti: Boris (basso); Giane (chitarra); Ivan (voce); Carlo (batteria).

Città: Seregno, Meda.

Genere: hardcore-metal

MySpace: http://www.myspace.com/drunksidehc