20090326-parco-gimmi-bollo

Sabato 21 marzo, incontro a Monza organizzato dalla lista Città persone.
Milano non riconosce il suo debito pregresso.

 

Sabato 21 marzo, presso la sala Maddalena a Monza, la lista Città Persone (ex Lista Faglia) ha organizzato un incontro pubblico dedicato al nuovo Consorzio Villa Reale e Parco di Monza. L'appuntamento è giunto ad appena una settimana dall'approvazione a grande maggioranza, in Consiglio Comunale, dello statuto del nuovo Consorzio. Ha rappresentato un momento importante di discussione, dopo quello organizzato dal Partito Democratico il 6 marzo di cui abbiamo scritto qui.

alt

I presenti all'inizio dell'incontro: da sinistra l'agronomo Giorgio Buizza, la giornalista Monica Guzzi, l'assessore al Parco Pierfranco Maffè, al microfono l'architetto Michele Faglia, ex sindaco di Monza ed oggi consigliere comunale, infine l'architetto Alfredo Viganò, ex assessore all'Urbanistica di Monza ed oggi consigliere comunale.

Di fronte ad un pubblico qualificato, presenti anche esponenti delle amministrazioni di Vedano al Lambro e Villasanta, gli interventi dei relatori hanno permesso di ripercorrere da molti punti di vista differenti le vicende degli ultimi anni.

Michele Faglia ha ripercorso le vicende del concorso per il restauro della Villa Reale, organizzato in collaborazione con la Regione Lombardia, L'assessore Maffè ha ricordato che la Villa Reale venne ceduta dal Demanio al Comune di Monza ed alla Regione Lombardia solo nel 1996, ed ha sottolineato il debito, stimato in 4 milioni di Euro, che il Comune di Milano deve a quello di Monza per le spese degli ultimi anni relative alle parti di proprietà comune del Parco.

Molto interessante l'intervento dell'agronomo Giorgio Buizza, che dal 1984, prima attraverso la responsabilità tecnica del binomio Giardini Parco, poi attraverso il Parco della Valle del Lambro, infine come incaricato di progettazione e Direzione Lavori per un progetto di ripristino dei cannocchiali e dei rondò nel Parco, ha acquisito una grande esperienza sul tema.

Molto preziosi, quindi, suoi consigli, basati su di un grande buon senso, sulle reali necessità del Parco:

1.    La conoscenza e l'esperienza diretta: la situazione del Parco è complessa ed in evoluzione, non è possibile intervenire da lontano in base a conoscenze superficiali, come purtroppo alcuni fanno. Per esempio, nell'accordo col Ministero del 1996, occasione di riunificazione dell'intero patrimonio, ci si è dimenticati della Villa Mirabellino. Evidentemente tra coloro che hanno steso l'accordo nessuno era a conoscenza del differente titolo di proprietà sancito molti decenni prima

2.    La programmazione: Parco e Villa hanno bisogno di strumenti (piani e programmi di lungo respiro) adeguati alla loro storia e alla loro monumentalità. E' necessario decidere gli obiettivi strategici, dove si vuole andare a parare: vanno fatte scelte precise.

3.    La continuità: Bisogna trovare il modo di togliere ogni possibilità di invertire i programmi e le scelte ad ogni mutar di giunta, di Sindaco, di assessore a cui viene affidata la delega. Serve un programma condiviso e la volontà di attuarlo fino in fondo, anche a rate, a prescindere da chi taglia i nastri in quel momento. e dalle pressioni di chi vorrebbe asservire il Parco e i suoi spazi agli interessi o alle convenienze del momento.

4.    La gestione: deve essere locale e presente, coinvolta direttamente dalla vita quotidiana del Parco. Costante. Dentro un quadro programmatico chiaro le scelte operative, il coordinamento, l'organizzazione, l'individuazione delle priorità, la continuità possono essere garantite solo da una gestione locale, organizzata e qualificata. I giardinieri dei Giardini Reali devono essere i giardinieri della Villa Reale; non possono essere oggi di Monza, domani di Milano, oggi di un'impresa domani di un'altra.

Tutte cose che finora, nel Parco, hanno scarseggiato.

alt

La mappa distribuita durante la serata, che illustra le differenti proprietà nel Parco di Monza. Notare la macchia azzurra, Villa Mirabellino, che è rimasta al Demanio dello Stato

L'intervento che ha portato novità molto interessanti è stato quello di Carlo Montalbetti, consigliere comunale a Milano della Lista Ferrante, giunto ad incontro già inoltrato. Prima di tutto ha confermato che a Milano lo statuto del nuovo Consorzio Villa Reale e Parco di Monza non è ancora all'ordine del giorno, a dimostrazione che, come al solito, la metropoli su questi temi non ha fretta.

Ma la vera notizia portata da Montalbetti è la risposta degli assessori alla casa Gianni Verga, ed al Verde Maurizio Cadeo, ad una sua interpellanza sul tema del consorzio e del debito pregresso di Milano verso Monza. Vengono riepilogati gli stanziamenti, molto limitati, che il Comune di Milano ha messo a bilancio negli scorsi anni per il Parco di Monza e si sostiene che sono adeguati, attribuendo gran parte dei 4 milioni stimati a spese straordinarie, quindi non di competenza di Milano. Inoltre, con una evidente visione milanocentrica vi si sostiene che il nuovo Consorzio:

"La partecipazione al Consorzio, lungi dall'essere onerosa per l'Amministrazione, rappresenta un modo [...] anche per "riappropriarsi" della Villa Reale che, come è noto, nell'anno 2002 è stata ceduta dal Comune di Milano alla Regione Lombardia" (NdR: per la parte di sua competenza, naturalmente).

Le cifre stanziate a bilancio dal Comune di Milano sono andate diminuendo in modo sensibile, dimezzandosi una prima volta nel 2003, ed una seconda volta nel 2006, arrivando senza motivazione a circa un quarto (63.000 Euro) rispetto a quanto stanziato nel 2002 (250.000 Euro), risalendo un poco nel 2007 e 2008 per arrivare a 110.000 Euro nell'anno corrente.

In ogni caso il totale di quanto stanziato dal Comune di Milano e finora non versato a quello di Monza è di poco meno di 842.000 Euro. Cifra ben distante dai 4 milioni di Euro calcolati a Monza.E' con un certo coraggio, quindi, che la risposta degli assessori milanesi si conclude affermando:

"Non si ritiene ci siano margini di rischio per la partecipazione al Consorzio sulla base di quanto in premessa"

Trovi qui l'interpellanza del consigliere Montalbetti.

Trovi qui la risposta degli assessori Milanesi.

E' forte il timore, ora, che si apra un contenzioso tra i due comuni.

Ha chiuso gli interventi dei relatori Alfredo Viganò, ex assessore all'Urbanistica di Monza ed ora consigliere comunale della Lista Città Persone. Il suo è stato un competente inquadramento territoriale del Parco come cuore del territorio brianzolo, nel quale ha sottolineato la necessità di una accessibilità anche su ferro, ribadendo inoltre il collegamento tra Parco ed area della Cascinazza e concludendo sulla fondamentale necessità della difesa delle aree agricole rimaste.

La discussione, al termine, ha visto l'intervento di amministratori dei comuni circostanti, di ambientalisti ed appassionati, e del comitato genitori dell'Istituto d'Arte, preoccupato per il destino della storica scuola, che ha invitato tutti i partecipanti all'incontro che sta organizzando per il 4 aprile.