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Teatro. Scuola, vita e poesia secondo Alan Bennet per la regia di Ferdinando Bruni e Elio de Capitani

 

Q

ualsiasi alunno, specialmente adolescente, si sarà domandato quale sia il senso dell'istruzione e della cultura, soprattutto quando i libri sulla scrivania aumentano a dismisura, fuori splende il sole e la vita che palpita al di là di quell'inchiostro nero è un richiamo irresistibile. Che senso hanno la storia, la letteratura, la poesia? A cosa servono nella vita? “Studere studere post mortem quid valere?”

A queste domande cerca di rispondere lo spettacolo “The History Boys” di Ferdinando Bruni e Elio de Capitani, tratto da “Gli studenti di storia” del drammaturgo inglese Alan Bennett. Nella pièce, infatti, la preparazione degli esami di ammissione alle patinatissime università di Oxford e Cambridge diventa occasione di confronto e crescita per otto giovani alunni, i loro tre insegnanti e l'ambizioso preside della scuola al passo con i tempi (gli anni '80, per esattezza). Tra lezioni di storia, poesie declamate, canti e scherzi goliardici, si delineano i caratteri dei protagonisti, la loro visione del mondo, le reciproche relazioni. C'è Hector (Elio de Capitani), l'insegnante d'inglese eccentrico e idealista, che dispensa umanità e poesia come antidoto alla freddezza di una società mediatica e competitiva; c'è Irwin (Marco Cacciola), il giovane insegnante di storia per il quale “oggi la storia non ruota intorno alle convinzioni. È performance, è spettacolo. E quando non lo è fate in modo che lo diventi”; infine Mrs Lintott (Debora Zuin) che insegna con stile classico la Storia che non diventa spettacolo ma la Storia che forse può e deve essere Magistra Vitae. Intorno ai tre insegnanti ruotano Rudge, Dakin, Timms, Scripps, Lockwood, Crowther, Posner, Akthar in una danza fresca e vitale di parole, note, caratteri umani dai quali emerge forza, energia, vitalità, così come timidezza e fragilità. Chiude il cerchio il Preside della scuola che, con i piedi ben radicati a terra, fronteggia una realtà quotidiana fatta di punteggi e burocrazia.

La scrittura di Bennett è snella, ironica, intelligente e rende The History Boys una brillante commedia contemporanea. La regia di Bruni e De Capitani merita ancora una volta la lode, soprattutto grazie alla splendida performance degli otto giovani attori, che hanno vinto nel 2011 il premio Ubu come miglior attore under 30.

Lo spettacolo ha debuttato al teatro Elfo Puccini di Milano il 10 dicembre 2010 ma continua a replicare dato il grande successo di pubblico e critica. Il 12/13 gennaio lo spettacolo è approdato al Binario 7 di Monza dove ha registrato il tutto esaurito.

Da vedere se avete nostalgia delle superiori, vi piace la storia o avete voglia di sorridere un po'!