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« Le 84 osservazioni presentate chiedono all’amministrazione comunale di approvare un PGT finalizzato ad un effettivo e non burocratico “zero consumo di suolo”, visti gli alti livelli raggiunti in Città e in Brianza».

 

Riceviamo e pubblichiamo

Il Coordinamento di alcune associazioni e comitati di cittadini di Monza ha presentato in Comune le proprie osservazioni al PGT adottato dal Consiglio comunale il 7 luglio scorso.

Le 84 osservazioni presentate chiedono all’amministrazione comunale di approvare un PGT finalizzato ad un effettivo e non burocratico “zero consumo di suolo”, visti gli alti livelli raggiunti in Città e in Brianza.

Infatti:

  • una decina di Ambiti di Trasformazione (AT) del Documento di Piano, prevedono un consumo suolo pari a oltre 8 ettari (82.418 mq). E’ stato quindi chiesto che tali AT vengano invece tutelati e interamente destinati a verde.

AT PGT ridotta

  • una ventina di altri Ambiti di Trasformazione (AT), pur su aree dismesse, vedono rilevanti quantità destinate ad uso residenziale, fino al 90%. Si è invece chiesto che la quantità di residenziale venga ridotta al 50%, a favore di una effettiva “mixitè funzionale”, considerata anche la situazione attuale del mercato edilizio che vede almeno 4.000 alloggi sfitti e circa 14.000 stanze non occupate,

  • nel PGT adottato in luglio ci sono poi 8 Ambiti compatibili con le trasformazioni (AcT), sparsi in città (San Fruttuoso, Bettola, Industrie, zona Stadio, zona Cave), per usi industriali e terziari, che consumerebbero altro suolo libero. Anche per questi, con le osservazioni consegnate, si è chiesto di eliminare tale classificazione edificatoria e di ridestinarli a un uso agricolo o a verde. In caso di necessità esistono numerose aree dismesse da riutilizzare anche a fini produttivi o si potrà sempre fare una variante al PGT.

AcT PGT ridotta

  • viene inoltre riconfermato il consumo di suolo per quasi 10 ettari dell’ex Piano Particolareggiato industriale Pompei Ercolano, rimasto inattuato nei suoi dieci anni di validità, con la riproposizione di una serie di Piani attuativi produttivi (D1p. del Piano delle regole) su aree attualmente libere e coltivate, per le quali invece si chiede, almeno in parte, la restituzione alla destinazione agricola originaria.

  • ci sono poi 10 Aree C – Comparti residenziali di completamento - sparse in città, di cui 5 sono nel quartiere Cazzaniga e che consumano suolo per altri 3,2 ettari. Anche per queste si è chiesta una salvaguardia a verde.

  • Aree C PGT ridotta

    Non bisogna poi dimenticare che questa amministrazione, dopo la scadenza del Documento di piano del PGT 2007 (dicembre 2012) e prima dell’adozione del nuovo Piano (luglio 2016), in 4 anni, ha approvato ben 18 Piani attuativi (PA), di cui 12 su aree libere, che scaricheranno in futuro più di 300.000 metri cubi di nuova residenza in città (circa 3.000 nuovi abitanti e più di 1.300 nuovi appartamenti).

    Se poi consideriamo anche i 440.000 metri cubi residenziali (altri 4.000 nuovi abitanti e 1.700 alloggi), autorizzati con titoli edilizi diretti dal 1/1/2008 al 31/12/2014 (dato neppure aggiornato al 2016), si capirebbe che il fabbisogno di nuova residenza in Città è già abbondantemente coperto, per più di 7 mila nuovi abitanti complessivi. Non vi è quindi un fabbisogno pregresso di nuova residenza da soddisfare.

    Discutibile quindi il bilancio del consumo di suolo effettuato nel PGT, con una semplice somma algebrica, che invece è stimabile in circa 28 ettari di suolo libero che viene reso edificabile.

    Un discorso a parte meritano i cosiddetti Ambiti funzionali alle trasformazioni (AfT), legati in modo biunivoco agli interventi su alcune aree dismesse. Per esempio: chi acquisterà e vorrà intervenire sulla ex Fossati e Lamperti (AT 17) e la TMP (AT 16), entrambe aree di proprietà comunale, per realizzare i circa 180.000 mc lì previsti dal PGT, dovrà cedere al Comune le aree agricole della Cascinazza (ed eventuali altre), cioè circa 500.000 mq (Cascina compresa).  Questa impostazione, a nostro parere, non risulta condivisibile, in quanto lega volumetrie edificabili alla cessione al Comune di aree agricole le quali, come noto, non devono invece essere indennizzate con volumetrie o altro escamotage.

    Se consideriamo che a Monza ci sono aree agricole, di fatto e di diritto (PGT), per oltre 4,2 milioni di mq, ben possiamo immaginare le rilevanti quantità di edificazioni che potrebbero essere costruite (circa 1,7 milioni di mc) se si attuasse ovunque, per equità, questo meccanismo su tutte le aree agricole in Città. Per tali motivi si è chiesto che gli AfT previsti vengano cassati e le aree in cessione vengano confermate come rurali o a verde pubblico, senza che quelle stesse aree libere facciano scaturire volumetrie, direttamente o indirettamente.

  • AfT PGT ridotta

    In un’ottica di strategie complessive per la città si chiede di recuperare l’intero comparto territoriale inizialmente denominato Parco del riciclo come Parco periurbano, per la creazione di una vasta zona destinata al rimboschimento e al fitorimedio, e, all’interno di essa, per la realizzazione di un anfiteatro-arena naturale (ex cave Rocca) per manifestazioni e concerti di rilievo che, a sistema con le altre attrezzature per lo sport e lo svago dislocate lungo l’asse V.le Industrie - V.le Stucchi (stadio, palazzetto dello sport), diano una alternativa seria all’uso improprio del Parco Reale.

    Per il Parco e la Villa Reale di Monza, si è osservato che il semplice rinvio all’art. 17 delle Norme del Piano territoriale (PTC) del Parco della valle del Lambro, risulta del tutto insufficiente e generico, trattandosi invece di una parte rilevante della Città che avrebbe dovuto essere considerata con una diversa attenzione e approfondimento. Con un’osservazione si è chiesto poi di prevedere esplicitamente la demolizione, almeno parziale, dell’anello di alta velocità (curve sopraelevate), pista in disuso da anni, deturpante 60 ettari del Parco particolarmente pregiati dal punto di vista paesaggistico, pista la cui demolizione  è stata prevista da diversi studi e piani urbanistici, così come indicato dal PTC della Valle del Lambro e riproposto anche in un recente convegno dello stesso Partito di maggioranza che governa la Città.

    Le osservazioni hanno infine evidenziato che le tutele per gli edifici storici – testimoniali, rischiano di ridursi alla conservazione della sola facciata. E’ stata invece chiesta la tutela dell’intero involucro edilizio, individuato puntualmente come degno di memoria storica e quindi da salvaguardare in toto.

    Sono poi state presentate osservazioni da parte di alcuni Comitati che hanno trattato parti specifiche della città.

    Per le aree dismesse intorno al polo scolastico Frisi-Mosè Bianchi-Hensenberger (ex Pagnoni, ex Buonpastore, vecchio Ospedale Umberto I), si chiede di prevedere destinazioni ad aule, palestre e a spazi per le scuole che sono carenti di quelle strutture. Si chiede altresì un intervento rapido sull'area abbandonata di via Boccaccio e sugli ex Cinema Apollo (da destinare a spazi per le scuole vicine),  ex Corallo in via Lecco, e sull'ex-carcere di via Mentana.

Il Comitato di San Donato, ha chiesto di vincolare in modo esplicito (concreto e non burocratico) il recupero dell’area ex Macello al trasferimento delle scuole Citterio e Bellani e alla realizzazione di strutture con funzioni formative. Le scuole citate sono attualmente ospitate in edifici obsoleti, contenenti amianto ed in un avanzato stato di precarie condizioni di sicurezza e devono pertanto essere spostate. Il recupero dell’ex Macello deve garantire la ricollocazione di funzioni pubbliche di primaria necessità, quali le scuole e i servizi di quartiere, oltre che facilitare lo sviluppo di attività strettamente connesse ai poli interculturali.

Queste osservazioni non hanno certo la pretesa di risolvere tutti i problemi sollevati da questa Variante al PGT, ma vogliono essere un segnale per dimostrare che è possibile un'idea diversa di città, più vivibile e più rispettosa dell'ambiente.

Per tutti questi motivi si chiede che le osservazioni vengano attentamente valutate dal Consiglio comunale, il cui ruolo di indirizzo non può non tener conto delle preoccupazioni espresse dai cittadini che dovrebbero rappresentare.

Il coordinamento delle Associazioni e Comitati di Monza:

Legambiente Circolo di Monza, CCR Monza - Gruppo ambiente e territorio, GreenMan Monza, Comitato per il Parco A. Cederna, Comitato Bastacemento, Comitato via Boito Monteverdi, Comitato via Monte Bianco, Comitato via Blandoria, Comitato quartiere S. Albino, Comitato quartiere S. Donato - Regina Pacis, Comitato viale Lombardia 246, Comitato quartiere San Carlo e San Giuseppe, Comitato di via Messa - Giordani.

Si veda anche la petizione europea promossa da centinaia di associazioni: www.salvailsuolo.it

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