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Comunicati stampa

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I lavoratori chiedono di tornare a lavorare per aprire alla cittadinanza i cancelli della Villa Reale!

Nei giorni scorsi la FILCAMS CGIL unitamente ai rappresentanti dei lavoratori dell’azienda Cultura Domani, concessionario che ha in gestione dal Consorzio della Villa Reale le attività del corpo centrale della Villa Reale di Monza ha richiesto di poter brevemente intervenire ai lavori del Consiglio Comunale di Monza che si è svolto ieri, 26 Ottobre 2020.

La richiesta di intervento diretto è stata da noi avanzata anche in conseguenza di un impegno di coinvolgimento dei Rappresentanti dei lavoratori ai lavori del Consiglio Comunale convocato ad hoc nella serata di ieri, che il Sindaco aveva assunto direttamente durante un incontro svoltosi il giorno 8 Settembre 2020, per dare spazio alle richieste dei lavoratori che dal mese di Marzo sono in cassa integrazione a 0 ore, senza alcuna anticipazione economica da parte dell’azienda.

Ieri il sig. Presidente del Consiglio Comunale ci ha risposto, dopo un nostro sollecito, dichiarando l’impossibilità della nostra partecipazione ai lavori, impegnandosi a promuovere un incontro anche con I sig.ri Consiglieri Comunali per dare voce alle richieste dei lavoratori a salvaguardia dell’occupazione.

Nonostante il disappunto perchè non ci è stato consentito di far sentire ai Consiglieri e al Consorzio la voce dei lavoratori che da mesi sono vittime di questa situazione, abbiamo seguito comunque con molta attenzione tutti i lavori della seduta e abbiamo preso atto positivamente della convergenza di tutti gli interventi nel definire come massima priorità la riapertura in tempi stretti del principale bene culturale della città di Monza.

Sollecitiamo una convocazione con la massima celerità con la richiesta che l’Istituzione e il Consorzio creino concretamente le condizioni per la riapertura della Villa e per far riprendere al più presto l’attività lavorativa, anche con una gestione diretta dei lavoratori, attualmente impiegati presso Cultura Domani, che in questi anni hanno con il loro lavoro garantito la fruibilità di questo bene culturale di rilevanza internazionale.

E’ inaccettabile che il bene continui ad essere chiuso al pubblico per decisione di un privato e che I lavoratori continuino ad essere danneggiati economicamente insieme ai cittadini.


 

 

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MONZA, VERTENZE URBANISTICHE APERTE

Da 10 anni siamo presenti in città con un Coordinamento di alcune associazioni e una decina di comitati di quartiere che si fanno costantemente sentire con osservazioni e proposte alternative ai piani e ai programmi edificatori del Comune, anche con comunicati, conferenze stampa, raccolte firme e iniziative pubbliche.

Se si prevede razionalmente che Monza sarà, e sarà opportuno che resti, una città di circa 120 mila abitanti, che ha indici di affollamento e di cementificazione già eccessivi, i programmi urbanistici debbono puntare su restauri, ristrutturazioni e valorizzazione dell’esistente. Soprattutto occorre bloccare il consumo di suolo, condizione essenziale per il recupero di aree dismesse o degradate.

Riconfermiamo dunque oggi le proposte inviate al Comune dal nostro Coordinamento nel marzo 2019 con le quali si chiede che la variante del PGT di Monza sia non solo normativa ma anche cartografica, con obiettivo zero consumo di suolo, creazione di nuovi parchi, interventi sul patrimonio edilizio esistente e potenziamento della mobilità sostenibile. Nel frattempo è necessario un provvedimento di salvaguardia su tutte le aree libere, per evitare ulteriore cementificazione di aree verdi ed agricole.

Riteniamo che sia giunto il momento di mettere a punto il terzo LIBRO BIANCO SULLA CITTA’, che uscirà nel 2021, al quale ci aspettiamo pervengano contributi anche da nuovi Comitati e/o semplici gruppi di cittadini, attenti al bene comune e pronti ad offrire il proprio contributo alla costruzione di un futuro migliore per la nostra città.

Tra i cittadini monzesi comincia a farsi strada la consapevolezza sulla dannosità degli interventi edilizi che l’A.C. sta portando avanti, e lo dimostra il moltiplicarsi di vertenze aperte, che trovano illustrazione più nel dettaglio nel documento allegato.

  1. Ex Buon Pastore di via Cavallotti, via Pellettier. 
  2. Modifica del PII sull’ ex Feltrificio Scotti di viale Cesare Battisti.
  3. Ex Monzacar di via Foscolo.
  4. Ex Macello e scuole Bellani e Citterio.
  5. Ex Ospedale Umberto I° di via Solferino. 
  6. Area verde di via Perosi, via Birona (Cazzaniga).
  7. Area di via Bosisio, Aguggiari, Gallarana (Libertà). 
  8. Nuovo PII in Piazzale Virgilio
  9. Parco e Villa Reale
  10. I problemi ambientali di Sant’Albino
  11. La situazione a San Fruttuoso
  12. Adesione al Parco sovracomunale del GruBria.

Il testo integrale del Comunicato stampa a questo link:

https://www.dropbox.com/s/ct3qqocednrp7pc/Comunicato%20stampa%2017%20ottobre%202020%20finale.pdf?dl=0

 

 

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Nelle scorse ore La Rondine ha lanciato una raccolta firme e una petizione online per fermare l'urbanizzazione di oltre 97.000 metri quadri nei pressi di via Kennedy, a Concorezzo. Si tratta di un'area verde, di sicuro valore ambientale, da tempo oggetto di particolari attenzioni. 

Spero tu possa trovare un paio di minuti per firmare e vorrei proporti qualche spunto di riflessione in proposito, per provare a chiarire perché credo sia importante il tuo sostegno.

https://www.change.org/p/amministrazione-comunale-di-concorezzo-stop-alla-cementificazione-di-via-kennedy?

Troppo cemento. Qualche dato sulla Provincia e su Concorezzo. 

La Provincia di Monza e Brianza è la più cementificata d'Italia, come certificano da tempo i rapporti ISPRA pubblicati ogni anno. Dovrebbero imporsi politiche di sviluppo che tengano conto dei limiti strutturali del territorio, per invertire la rotta e gestire le conseguenze dell'urbanizzazione disordinata degli ultimi anni. Queste politiche, urgentissime, tardano a essere implementate. Per rendersene conto, possiamo considerare il caso concorezzese. Con circa il 42% di suolo consumato, Concorezzo è al di sopra della media provinciale. Allargando lo sguardo, è facile rendersi conto di come il consumo di suolo sia più preoccupante nelle città vicine a Milano, con picchi notevoli nell'Hinterland (Sesto S. Giovanni, 69%), e nella cintura di comuni che insistono direttamente su Monza. Percorrendo la provinciale da Concorezzo verso Milano, incontriamo città con un crescente problema di consumo: Monza (49.3%), Brugherio (54,5%), Cologno Monzese (62%). Se ci orientiamo verso il Vimercatese, la situazione cambia drasticamente: Vimercate (29%), Bellusco (28,8%), Usmate (29,3%).

Concorezzo. Alcuni segnali del processo di assorbimento nella "periferia ampia" di Milano. 

Concorezzo è l'ultima cittadina collegata direttamente a Milano da territori urbanizzati, senza una corona verde che ne delimiti nettamente il confine. Il processo di assorbimento nella "periferia ampia" dell'Hinterland è reso evidente dalla lettura di alcuni indicatori. L'edilizia residenziale si è articolata prediligendo una formula a densità medio-alta, con molti nuovi palazzi di notevoli dimensioni, ammassati nelle fasce più esterne della città. In poco tempo, sono stati costruiti diversi fast food e discount del tutto estranei al tessuto commerciale preesistente, oggi investito da una crisi preoccupante. L'area industriale della città, non priva di comparti abbandonati, manca di una progettazione ordinata e qualificante, talvolta producendo situazioni di grande criticità (si veda il caso di Asfalti Brianza). Diversi spazi verdi sono stati cementificati senza produrre compensazioni, né benefici per la cittadinanza. Alcune aree vivono situazioni di degrado persistente, non solo nei quartieri più esterni. Il verde pubblico, sempre più compresso, è sistematicamente trascurato e manca una programmazione pensata per valorizzarlo. In definitiva, il progressivo indebolimento dell'identità della cittadina, anche dal punto di vista urbanistico, si sposa con una visibile perdita di attrattività del territorio.

Come risponde la politica? La cattiva gestione di un caso concreto.

Nonostante tutti questi elementi, certa politica pare intenzionata a procedere come se nulla fosse cambiato. L'area di via Kennedy dovrebbe essere tutelata, con un consumo ridotto al minimo e solo per ospitare servizi di interesse pubblico. Le intenzioni dell'Amministrazione suggeriscono, invece, obiettivi molto differenti: oltre alla nuova RSA (un intervento di per sé ragionevole), altro residenziale nonostante le tante case sfitte o invendute, anche a poche centinaia di metri. Concorezzo deve scegliere: divenire definitivamente l'ultimo prolungamento della periferia ampia di Milano o provare a invertire la tendenza, ancorandosi ad un modello di sviluppo urbano più riconoscibile nel Vimercatese. La politica degli ultimi anni, anche a livello locale, pare incapace di dotarsi degli strumenti necessari per gestire consapevolmente questo tipo di passaggio: l'approssimazione con cui si prova a liquidare il futuro di via Kennedy, l'ultima area verde davvero rilevante rimasta nelle disponibilità della città, è un chiaro segnale in tal senso.

Quando chi amministra dimostra di non aver compreso fino in fondo i problemi del nostro tempo, spetta ai cittadini battere un colpo. In questo senso, occorre promuovere un punto di vista differente sul futuro di via Kennedy, a partire da una semplice firma. 

Francesco Facciuto

 

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 Domenica 25 ottobre 2020, ritorna il Festival del Parco di Monza, giunto alla sua quarta edizione, la prima caratterizzata da una programmazione interamente on line, a causa della diffusione della pandemia.

 A partire dalle ore 10.00, le pagine Facebook e quelle dei siti del Festival, della Reggia di Monza e dell’associazione Novaluna, trasmetteranno in diretta streaming oltre 60 eventi, tra incontri, video, performance artistiche e musicali, interviste, visite guidate, collegamenti in diretta con autori, artisti ed esperti conoscitori del Parco e della Villa Reale. 

Numerosi momenti e nuove occasioni per assaporare e vivere dalla propria casa la straordinaria bellezza del Parco. Una soluzione ideata per questa circostanza ma che rappresenta un’opportunità per far vivere il Parco nel tempo, anche in preparazione dell’edizione numero 5 che potrà prevedere un’alternanza tra eventi live (la maggior parte) e on line.

Durante il corso della giornata, saranno trasmessi video inediti, realizzati in esclusiva per il Festival, che consentiranno di conoscere luoghi del Parco di Monza nascosti, difficilmente raggiungibili o preclusi al pubblico. Immagini e servizi che rimarranno a disposizione dei cittadini, delle istituzioni e delle associazioni e che nel tempo e andranno a costituire un patrimonio di conoscenza ampio e articolato finora inesistente.

 “Questo - sottolinea Cristina Sello del Comitato organizzatore e responsabile della comunicazione del Festival del Parco di Monza - è un modo per mettere in contatto il Parco, inteso come monumento di grande valore culturale, ambientale, artistico, paesaggistico e storico, con le persone che lo vivono, al massimo, solo come uno spazio verde o che nemmeno ne conoscono l’esistenza. Significa rendere i cittadini consapevoli del bene e, di conseguenza, educarli al suo rispetto, da una parte; dall’altra farne persone consapevoli e attive, avvicinandole all’arte e alla cultura superando il divario tra istituzioni preposte alla cura del patrimonio culturale e artistico e società civile”. 

Oggi far conoscere il Parco significa diffondere cultura, creare un volano turistico importante, dare identità definita alla città di Monza, con ricadute importanti anche dal punto di vista economico. “Si tratta di avere una visione globale e lungimirante – conclude Sello - per far conoscere ed apprezzare il Parco: il Festival vuole essere l’occasione per evidenziare le buone pratiche che si potrebbero mettere in atto, le potenzialità culturali e ambientali, la grande opportunità di avere un patrimonio di tale valore: insomma stimolare con idee e proposte le istituzioni e le realtà territoriali che hanno il compito di gestirlo, proteggerlo e valorizzarlo. Il tutto con una progettualità coerente che si sviluppi nel tempo”.

 “In questo momento particolare ritengo fondamentale dare continuità al progetto del “Festival del Parco”che si propone anche di valorizzare e promuovere la conoscenza del complesso monumentale della Reggia di Monza - spiega il Presidente del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Dario Allevi - Le tecnologie digitali, in questa edizione speciale, ci verranno in aiuto e potranno divenire strumento di coinvolgimento anche di altre realtà di eccellenza simili alla nostra nel panorama italiano”.

 Tra gli appuntamenti più attesi del IV Festival del Parco si segnalano Il Parco: nell’arte il suo futuro (alle ore 12.10), con Giancarlo Neri, autore della scultura Lo scrittore ospitata dal Parco, e l’intervento di Giovanna Forlanelli Rovati, vice-presidente Fondazione Rovati. Ancora CaterParco. Per fare una città ci vuole l’albero: alberi e tutela dei parchi urbani (alle ore 16.00), con Marco Ardemagni di Caterpillar AM (Rai Radio 2) e Massimo Cirri di Caterpillar (Rai Radio 2), Arte, patrimonio culturale e cittadinanza (alle ore 18.00), con lo storico dell’arte Tomaso Montanari.

 Note storiche 

Il Festival del Parco di Monza è nato nel 2017 e si è sviluppato nelle sue 3 edizioni, grazie alla volontà e determinazione dei promotori, l’Associazione Novaluna di Monza insieme a Reggia di Monza, con la collaborazione “in rete” di realtà professionali e associazioni di volontariato, con il sostegno e l’adesione di istituzioni, fondazioni e realtà imprenditoriali del territorio. 

Nelle scorse edizioni ha coinvolto nei vari progetti oltre 50 partner tra enti pubblici, fondazioni, realtà private e associazioni nazionali e del territorio e visto la partecipazione di più di 8.000 persone. 

Il Festival è ecosostenibile, con la certificazione GreenFEST – Green Festivals and Events through Sustainable Tenders, riconosciuta da Anci Lombardia in quanto risponde ai Criteri Ambientali Minimi per l’organizzazione e la gestione degli eventi culturali. 

Monza, ottobre 2020 

FESTIVAL DEL PARCO DI MONZA – IV EDIZIONE 

Domenica 25 ottobre 2020, dalle 10.00 alle 18.30 
Trasmesso in streaming su: 

Facebook

 fb.me/festivaldelparcodimonza

 Siti internet

 www.festivaldelparcodimonza.it

 www.reggiadimonza.it 
Festival del Parco: www.festivaldelpardodimonza.it

 

 

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Puliamo il Mondo 2020 Domenica 18 ottobre, un altro giro di pulizie del Canale Villoresi

Quest’anno ricorrono i 130 anni dall'inaugurazione definitiva del canale Villoresi. Dalla diga del Pan Perduto all’Adda, si snoda per 86 km, ed è il secondo canale artificiale più lungo d’Italia. Di certo il suo creatore, Eugenio Villoresi, che l'ha ideato per irrigare i campi circostanti, non avrebbe pensato né che lungo il canale ci sarebbe stata tanta gente che correva, camminava e andava in bici, con grande beneficio per il corpo e per lo spirito, né che ci sarebbe stata tanta gente che buttava, nell'alveo e sulle sponde, rifiuti di ogni genere. Ora il canale è in secca, per importanti lavori di impermeabilizzazione, avviati a primavera e interrotti a causa del lockdown.

Il circolo Legambiente Alexander Langer di Monza, anche per dare un segnale di cura per un luogo così importante non solo per i monzesi, ma per tutti coloro che abitano lungo il suo percorso, ha organizzato una mattina di pulizie. Questa volta viene fatta in collaborazione con il Consorzio Est Ticino Villoresi, che sarà presente con alcuni suoi operatori e con il suo patrocinio.

Verrà pulito il tratto che va da Viale Lombardia alla Boscherona. Inoltre, ci saranno alcuni studenti della International School of Monza, ai quali sarà dedicato un secondo punto di raccolta, all’incrocio fra via Solferino, dove si trova la scuola, e il canale stesso. È, questa, una collaborazione molto importante che speriamo di poter ripetere.

L’appuntamento è per domenica 18 ottobre alle ore 10, al banchetto di Legambiente tra viale Lombardia e canale Villoresi. Ogni partecipante deve venire munito di mascherina e deve prendere visione del documento informativo di sintesi sui comportamenti da seguire per la corretta gestione del rischio da contagio e firmarlo per accettazione. I guanti, il materiale necessario per la raccolta dei rifiuti e il dispenser con soluzione alcolica saranno messi a disposizione dal circolo. Si consiglia di indossare calzature idonee per camminare nell’erba umida. Tutti i cittadini sono invitati!

 

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Ancora sulla Villa Reale tra Consorzio e Concessionario

Abbiamo appreso che, a differenza di quanto dichiarato dal Presidente del Consorzio, Allevi, già l’11 settembre la Corte dei Conti aveva respinto al mittente la richiesta di un parere sull’ipotesi di danno erariale nel caso in cui il Consorzio avesse firmato una transazione che concedeva 4 milioni di “buona uscita” dalla Villa Reale al concessionario inadempiente;

Abbiamo appreso anche che alla Corte dei Conti era stato sottoposto dal Consorzio un secondo quesito: se i 4 milioni benevolmente riconosciuti al concessionario avrebbero potuto essere sottratti dai 55 milioni destinati alla realizzazione del masterplan per la rinascita di Parco e Villa;

La risposta perentoria, e anche un po’ seccata, del Supremo organo di controllo della contabilità pubblica lascia ben pochi dubbi sull’approssimazione con cui il Consiglio di Gestione dell’organo che ha in mano le sorti del complesso monumentale si sta muovendo su una situazione gravissima che sta mettendo in dubbio il futuro dell’apertura della Villa e la garanzia della continuità del lavoro per i dipendenti. A ciò si aggiunge l’indebita ipotesi di stornare 4 milioni dai fondi del masterplan per destinarli a coprire errori gestionali che a soli 6 anni dal restauro hanno portato a chiudere i cancelli della Villa a tempo indeterminato per decisione del concessionario.

Ribadiamo che per uscire dal guado è necessario che la questione venga chiarita nelle sedi giudiziarie opportune affinché siano stabilite inequivocabilmente le responsabilità senza cedere in alcun modo a risoluzioni di compromesso che ricadrebbero solo sulle spalle della collettività, già vittima di una situazione intollerabile.

Nel frattempo chiediamo che il Consorzio assuma la gestione temporanea del bene e promuova nel caso tutte le iniziative anche giudiziarie perché sia assicurata al più presto la riapertura della Villa Reale al pubblico.

I portavoce: Bianca Montrasio e Roberto D’Achille

 

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Per ridurre i picchi di traffico su viale Lombardia va soppresso il casello San Rocco della Tangenziale Nord Cosa c’entra? Ecco la spiegazione (e altro) Si torna periodicamente a parlare del traffico sul nuovo viale Lombardia, sopra il tunnel, e si moltiplicano le idee e le proposte per cercare di migliorare la situazione. Ma la memoria corta, specie da parte degli enti pubblici, finisce per alimentare illusioni ed essere di ostacolo a soluzioni vere ed efficaci.

Diciamolo subito in sintesi: per migliorare la situazione, la prima cosa da fare è eliminare il casello di San Rocco-Sesto San Giovanni sulla Tangenziale Nord. Circa la metà del traffico che oggi transita su viale Lombardia è di puro attraversamento, quindi è traffico “parassita” per la nostra città e causa di congestioni nelle ore di punta.

  • Al primo posto c’è un fenomeno imprevisto: una buona quota del traffico su viale Lombardia, è proveniente da nord e da ovest della Brianza il mattino e diretto in quelle zone la sera, ed è rappresentato da veicoli che interrompono a metà l’uso della Tangenziale Nord allo scopo di “saltare” il pedaggio al casello di San Rocco/Sesto. Sono migliaia di veicoli che entrano ed escono dalla A52 a Sesto Vulcano e poi si spostano sulla rete stradale ordinaria, coinvolgendo pesantemente viale Lombardia. Questo fenomeno era già stato rilevato negli anni recenti da indagini sugli spostamenti tra le province di Monza e Milano, confermato da osservazioni dei tecnici del Comune di Monza ed anche da nostre rilevazioni con domande agli automobilisti fermi ai semafori lungo l’itinerario. Per questo negli anni passati, insieme ad altre associazioni di cittadini, abbiamo ripetutamente chiesto a Regione e Area Metropolitana che il casello della A52 Nord a San Rocco venga soppresso, così come peraltro era stato più volte promesso. Va poi ricordato che il sopratunnel di Monza, insieme al tunnel sotterraneo, fanno parte di un sistema di viabilità più ampio. I calibri e le caratteristiche delle strade sono stati realizzati tenendo conto di diversi elementi previsti, i principali dei quali:
  • la futura entrata in funzione della Pedemontana, con intersezione con la SS36 a Desio, capace di ridurre notevolmente i flussi dalla Brianza verso Torino/Varese/Como e viceversa, traffico che oggi passa da Monza utilizzando la A4 con ingresso e uscita a Cinisello;
  • la futura entrata in funzione della intera e completa variante SP6 dietro l’Ospedale, cioè un collegamento rapido e diretto tra la Monza-Carate e la SS36 a nord della galleria urbana;
  • la futura entrata in servizio di una linea metropolitana che attraversi Monza da nord a sud, da tempo prevista e oggi concretamente più vicina con il finanziamento e la progettazione del prolungamento della M5.

La mancata realizzazione, sinora, di quanto sopra, contribuisce ulteriormente a determinare allo stato attuale un sovraccarico di traffico di attraversamento su viale Lombardia di Monza, in particolare nelle ore di punta. Una situazione che, va sempre ricordato, è comunque ben lontana dalla congestione su otto corsie totali, 24 ore su 24, che esisteva pre-tunnel. Il sistema semaforico “intelligente” che è stato installato non riesce sempre a gestire in modo efficiente i carichi semplicemente perché sono del tutto squilibrati e dubitiamo che eventuali modifiche ai semafori possano portare a risultati positivi.

 

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È uscita l’edizione speciale di Mal’aria e Monza sta  molto male. È appena stato reso pubblico il report di Legambiente Mal’aria, un’edizione speciale che dà i voti alle città italiane in tema di inquinamento atmosferico. I dati sono allarmanti, anche se non sorprendenti, nel loro complesso. Ma per i cittadini di Monza il giudizio è davvero grave: 1 solo punto, su una scala da 0 a 10. Soltanto altre 8 città, su un totale di 97 città italiane, hanno preso un voto uguale o inferiore. E solo 15 hanno preso la sufficienza: Sassari (voto 9), Macerata (8), Enna, Campobasso, Catanzaro, Grosseto, Nuoro, Verbania e Viterbo (7), L’Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano, Gorizia e Trapani (6).

Il rapporto confronta le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10, Pm2,5) e del biossido di azoto (NO2) con i rispettivi limiti medi annui suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): 20µg/mc per il Pm10; 10 µg/mc per il Pm2,5; 40 µg/mc per il NO2. I limiti della OMS hanno come obiettivo esclusivamente la salute delle persone e sono di gran lunga più stringenti rispetto a quelli della legislazione europea (limite medio annuo 50 µg/mc per il Pm10, 25 µg/mc per il Pm2,5 e 40 µg/mc per il NO2).

I dati sono stati presentati da Legambiente alla vigilia del 1° ottobre, data in cui prenderanno il via le misure e le limitazioni antismog previste dall’«Accordo di bacino padano» in diversi territori del Paese per cercare di ridurre l’inquinamento atmosferico: una piaga dei nostri tempi al pari della pandemia e che, ogni anno, solo per l’Italia, causa 60mila morti premature e ingenti costi sanitari. Con Mal’aria, edizione speciale, Legambiente chiede anche al Governo e alle Regioni più coraggio e impegno sul fronte delle politiche e delle misure da mettere in campo per avere dei risultati di medio e lungo periodo.

Un coraggio che è mancato alle quattro regioni dell’area padana (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) che, ad esempio, hanno preferito rimandare all’anno nuovo il blocco alla circolazione dei mezzi più vecchi e inquinanti Euro4 che sarebbe dovuto scattare questo 1° ottobre nelle città sopra i 30 mila abitanti. Una mancanza di coraggio basata sulla scusa della sicurezza degli spostamenti con i mezzi privati e non pubblici in tempi di Covid, o sulla base della compensazione delle emissioni inquinanti grazie all’organizzazione e regolamentazione dello smart working per i dipendenti pubblici e privati.

Il circolo Legambiente Alexander Langer, che subito dopo il lockdown, ha inviato la lettera di Legambiente Lombardia al Sindaco per chiedere provvedimenti importanti e durevoli sul tema della mobilità e della gestione delle città, chiede all’amministrazione di Monza che i dati del report vengano studiati e presi come base per progettare finalmente in cui città in cui si possa vivere sicuri e in salute.

“Per aggredire davvero l’inquinamento atmosferico - dice Maddalena Viola, nuova Presidente del Circolo Locale - e affrontare quindi in maniera concreta il tema della sfida climatica, servono misure preventive, efficaci, strutturate e durature. Per questo torniamo a ribadire l’urgenza di puntare su una mobilità urbana sempre più condivisa e sostenibile, potenziare lo sharing mobility e raddoppiare i chilometri delle piste ciclabili, un intervento, quest’ultimo, da prevedere anche nel PUMS, il Piano urbano per la mobilità sostenibile, che il Comune deve mettere in campo al più presto. È inoltre fondamentale avere cura del verde e piantare nuovi alberi, che sono in grado di catturare gli inquinanti atmosferici e ridurre la quantità di polveri sottili nell’aria. Anche l’adesione al parco GruBria, che è stata oggetto di petizioni da parte della cittadinanza, sarebbe un passo avanti in questa direzione."

Il report integrale a questo link:

https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2020/09/Dossier_aria_citta_092020.pdf

Circolo Legambiente Alexander Langer

Monza, 6 ottobre 2020

 

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Villa Reale, è stallo. Cresce l’ansia per i lavoratori.

La Corte dei Conti ha chiarito che non spetta alla magistratura contabile entrare nel merito della conciliazione tra pubblico e privato. Cgil: “Non si perda altro tempo. Il Consorzio deve decidere”.

La Corte dei Conti rimanda al mittente la richiesta avanzata da Regione e Consorzio per avere un’indicazione sulla scelta da compiere sull’affaire Villa Reale. Una decisione che rimette le responsabilità per risolvere il caso nella giusta posizione, ossia davanti al Consorzio e al suo presidente.  

La strada della riapertura della Villa si fa molto in salita – commenta Angela Mondellini, segretaria generale della Cgil di Monza e Brianza – e mette il Comune di Monza e il Consorzio di fronte alla necessità di assumersi presto le proprie responsabilità. A mio avviso, la risposta che la Corte ha fornito era prevedibile, le scelte spettano all’amministrazione”. 

Intanto, crescono le preoccupazioni per le sorti del bene simbolo della città capoluogo di provincia: “Stiamo seguendo, con la categoria Filcams, tutte le evoluzioni della vicenda – aggiunge il numero uno della Cgil in Brianza –. Siamo in ansia per i lavoratori e per il futuro della reggia piermariniana”. 

Stiamo aspettando la convocazione del consiglio comunale straordinario – fanno sapere da via Premuda –; chiederemo di essere presenti per rappresentare la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori che animavano i luoghi della Villa e che oggi sono in cassa integrazione a zero ore e senza anticipo”. 

I cancelli della reggia rimangono, pertanto, ancora chiusi, comunicando un messaggio negativo e scoraggiante a un territorio che vuole ripartire dopo i mesi più duri dell’emergenza sanitaria.

 

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CCR con Legambiente riprende il ciclo “Uomo dove vai?” alla Casa del Volontariato

Riprende anche quest’anno, con modalità compatibili con le disposizioni in tema di Covid 19, il ciclo di conferenze “Uomo dove vai?”. Questa 9° edizione è stata pensata in collaborazione con il Circolo Legambiente Alexander Langer, perché i temi ambientali sono diventati quelli cruciali per il nostro mondo.

I tre incontri, che si svolgeranno alla Casa del Volontariato il 9 ottobre, il 23 ottobre e il 20 novembre, partono dalla consapevolezza, aumentata dopo la pandemia da coronavirus, dei limiti del nostro pianeta e dalla necessità di riflettere e trovare nuove strade. Lo faremo a partire dall’ecopsicologia, che studia i problemi derivanti all’uomo da un suo alterato rapporto con la natura, per proseguire con il libro di Jeremy Rifkin “Un green new deal globale”, e concludere con l'Ecosistema urbano di Monza e Brianza, che ci mostrerà lo stato di salute dell'ambiente in cui viviamo. Gli stessi temi verranno approfonditi durante alcuni incontri di lettura presso il Centro Civico di Triante e le proiezioni al cinema Capitol dei film “Cattive acque” di Todd Haynes, “Martin Eden” di Pietro Marcello e “Bella e perduta” di Pietro Marcello, a cura del gruppo “Insieme è meglio”.

Il primo incontro, venerdì 9 ottobre alle 21, sarà dedicato all'Ecopsicologia, una nuova branca della psicologia che osserva l'essere umano e la natura non separatamente ma alla luce delle loro interconnessioni. La Prof. Marcella Danon, insegnante di Ecopsicologia all’Università della Valle D’Aosta, ci guiderà alla scoperta di quanto ecologia e psicologia insieme possano aiutarci ad affrontare i problemi quotidiani e a migliorare i rapporti con noi stessi e con il mondo circostante.

Venerdì 23 ottobre Angelo Consoli, direttore dell’Ufficio Europeo JR, ci parlerà della visione proposta da Jeremy Rifkin nel suo ultimo libro “Un Green new deal globale”.

Infine venerdì 20 novembre si prenderanno in esame i risultati dell'indagine Ecosistema urbano, il dossier pubblicato ogni anno da Legambiente, con Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

Tutti gli incontri si svolgono alle ore 21 alla Casa del Volontariato in via Correggio Allegri 59, a Monza.

L’ingresso è gratuito. Per rispettare le norme di sicurezza, i posti sono limitati, quindi è necessario prenotarsi, scrivendo una mail a : monza@legambiente.org . Ciascuno dovrà presentarsi dotato della propria mascherina.

 

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