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Il Partito Democratico monzese torna sul bando per la Villa Reale: L'idea iniziale voleva la governance nelle mani dell'ente pubblico con l'ausilio dei privati e gli spazi commericali solo complementari alla funzione espositiva e museale. Infrastrutture Lombarde ha capovolto tutto

 

Riceviamo e pubblichiamo

Villa Reale di Monza: Una governance pubblica sostenuta dai privati, non una svendita. Pd rilancia critiche al bando di recupero prossimo all’aggiudicazione definitiva.

Governance pubblica per garantire un’offerta culturale di respiro nazionale e internazionale con un importante ruolo dei privati ma complementare. Questo prevedeva in sostanza il Progetto Carbonara sostenuto dal Pd e dall’ex giunta di centrosinistra, diversamente da quanto prevede il bando attuale, che affida quasi completamente al privato la gestione della Villa Reale di Monza. Privato che per i lavori di recupero investirà molto meno del pubblico ricavandone un cospicuo utile. Il tutto promosso dal Consorzio del quale fanno parte gli enti proprietari (tra cui Regione Lombardia, Comune di Milano e di Monza), presieduto dal sindaco di Monza Marco Mariani, che ha avallato il progetto di affidamento pressoché esclusivo ai privati sostenuto in particolare dalla Regione attraverso Infrastrutture Lombarde.

E’ quanto rilancia e denuncia il Pd, che oggi a Monza in una conferenza stampa ha messo a confronto due progetti di recupero radicalmente diversi nell’impostazione per il recupero della Villa Reale. All’incontro erano presenti Marco Sala, segretario cittadino, Roberto Scanagatti, capogruppo in comune, Daniela Pollastri, ex assessore e responsbaile Forum su villa e parco e Sergio Civati, consigliere comunale.

“Formigoni – è stato detto - aveva sostenuto che il bando fosse in linea con i contenuti del Progetto Carbonara. Niente di più falso, perché è evidente che sono diverse le visioni, le funzioni e gli utilizzi degli spazi. I privati gestiranno in pressoché totale autonomia un bene prestigioso come la Villa Reale e si assicureranno cospicui profitti. Il consorzio finora non è stato all’altezza ma deve essere il vero promotore di quella indispensabile governance pubblica necessaria per gestire beni così importanti e prestigiosi come la vila. Nella quale è difficile poi che si possano insediare i ministeri, dato che le sale che dovrebbero ospitarne gli uffici sarebbero quelle di maggior pregio, e che dovrebbero essere visitabili dal pubblico”

Progetti a confronto

Il progetto Carbonara prevedeva infatti per la Villa Reale una governance pubblica sulla gestione del bene con la partecipazione dei privati. L’uso principale degli spazi era destinato a funzioni espositive, museali e culturali mentre quelle commerciali e di rappresentanza erano pensate come complementari. Completamente ribaltata invece è la logica che ha ispirato il bando per il recupero promosso dal Consorzio, di cui fanno parte gli enti proprietari e gestito da Infrastrutture Lombarde, società di Regione Lombardia: qui la gestione della Villa è in mano ai privati, la priorità dell’utilizzo del primo e del secondo piano nobile è destinato a funzioni che portino reddito al concessionario e un uso esclusivo del Piano belvedere destinato all’alta ristorazione. Ma non solo: il bando e il disciplinare di incarico delegano al concessionario la programmazione dell’utilizzo della Villa e degli eventi e concede ai proprietari della villa, cioè gli enti pubblici, solo pochi giorni all’anno da concordare per altro con il concessionario.

Investimenti e profitti

Sul totale dell’investimento per il recupero del corpo centrale della villa, la Regione, cioè i lombardi, hanno investito circa 17 milioni, mentre i privati metteranno sul piatto 8 milioni di euro. La concessione ai privati del bene pubblico sarà di lunga durata e gli utili che ricaveranno molto maggiori rispetto all’investimento. La logica dell’investimento sarebbe dovuta essere quanto meno ribaltata.

 

Un ruolo diverso per il Consorzio

Il Consorzio, denuncia infine il Pd, non ha esercitato il suo ruolo di progettazione ma si è rivelato un mero esecutore della volontà di Regione Lombardia e di Infrastrutture Lombarde. Il consorzio dovrebbe invece essere il principale promotore di quella governance pubblica indispensabile per il recupero e la gestione beni così prestigiosi come la Villa Reale e il Parco di Monza.

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