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Le precisazioni del Comitato "La Villa Reale è anche mia" riguardo le dichiarazioni di Formigoni e Magnano dei giorni scorsi «È da quando è iniziata tutta la vicenda del bando che chiediamo a gran voce che chi ha pensato e messo in atto il progetto di svendita della Villa Reale venga a renderne conto ai veri proprietari della Villa: i cittadini».

 

 Riceviamo e pubblichiamo

LA VILLA REALE E’ ANCHE MIA!

- parcomonzainfo@gmail.com

 

Risposte dovute

Ci riferiamo all'articolo apparso sul Corriere della sera del 22.6.2011 a firma del Presidente della Regione Lombardia il quale magnificando l'operazione di recupero della Villa Reale di Monza non manca di sottolineare falsamente come la contestazione sulla iniziativa sia opera di pochi irriducibili del pregiudizio ideologico e disinformazione. Noi come gruppo di cittadini “La Villa Reale è anche mia” abbiamo inteso invece contestare la vera opera di disinformazione attuata dai promotori del bando che affiderà la ristrutturazione della Villa ad una società privata che la gestirà per ventidue anni.

Il Presidente omette per esempio di evidenziare che l'art. 13 del disciplinare di gestione allegato al contratto di concessione consentirà al privato di utilizzare a proprio esclusivo profitto i due piani nobili per i seguenti scopi: “testualmente”: ricevimenti; vernissages; inaugurazioni; attività di svago; assemblee di società; sfilate di moda; servizi fotografici privati, professionali e ad uso pubblicitario; presentazione di prodotti e/o brand, libri, pubblicazioni,etc; cocktail; rinfreschi; serate di gala, banchetti; matrimoni e ricevimenti nuziali; spettacoli “special tailored” (come per. es., “il teatro di impresa”); manifestazioni; conferenze stampa; set cinematografici o televisivi, seppur ridotti; sessioni d’aste; mostre che coniughino esposizioni visive con musica, arte multimediale, (video jockey) set, live music e drinks; iniziative ludico-sportive; etc Sostanzialmente attività commerciali elitarie in favore di altri privati e che sottrarranno alla fruizione pubblica gli spazi ad essi destinati. Si consideri inoltre che l'intero piano belvedere verrà destinato ad alta ristorazione (e quindi di non facile accessibilità economica).Senza contare che il piano terra sarà adibito ad ulteriori attività commerciali e “artigianali” come lo stesso Presidente peraltro ammette . La Villa Reale diventerà dunque un bel centro di attrazioni di carattere prevalentemente commerciale con qualche spazio dedicato alla cultura e alla attività museale. Bel modo di valorizzare la Villa reale. Così la valorizzazione sarà di carattere economico per l'ente gestore in spregio dei valori storici e culturali cui dovrebbe essere improntata una seria e responsabile azione pubblica. Per di più i proprietari (cioè la collettività) incasseranno un corrispettivo misero di 60.000 € all'anno e l'0,7% delle attività commerciali attuandosi così ciò che riteniamo una vera e propria svendita di un gioiello del patrimonio artistico e storico italiano. L'ente gestore privato invece incasserà secondo le previsioni (peraltro molto prudenziali) circa 114 milioni a fronte di spese preventivate di 40 milioni. Ancora a proposito di disinformazione vogliamo far presente che abbiamo raccolto in poco tempo 12.000 firme di cittadini monzesi per il ritiro del bando di gara e oltre cento firme di importanti personalità del mondo accademico, culturale e scientifico, tra cui ben due premi nobel, per una petizione al Presidente della Repubblica. Noi vogliamo che la Villa reale venga restaurata e venga messa a disposizione di tutti per tutto l'anno con una gestione pubblica (e comunque con un serio ed autentico controllo pubblico) che tuteli il Parco e la Villa Reale facendone un punto di riferimento culturale nel rispetto dei valori storici artistici e ambientali che merita.

Una ulteriore precisazione concerne l’intervento con cui Francesco Magnano, sottosegretario di Regione Lombardia ci accusa di aver rifiutato il dialogo, dunque il confronto democratico. Facciamo presente che è da quando è iniziata tutta la vicenda del bando che chiediamo a gran voce che chi ha pensato e messo in atto il progetto di svendita della Villa Reale venga a renderne conto ai veri proprietari della Villa: i cittadini. La nostra richiesta non è mai stata accolta tanto che abbiamo dovuto faticare non poco per avere e mettere a disposizione di tutti le informazioni che rimanevano costantemente secretate. Appare, dunque pretestuoso, sostenere che abbiano seguito “una procedura di gara, aperta e trasparente, …” Non siamo stati noi, quindi, a rifiutare il confronto.

Precisiamo che stavamo valutando una risposta possibilista quando abbiamo appreso che, contestualmente alla richiesta d’incontro veniva fissata la data per la stipula della convenzione che chiude ogni possibilità di dialogo. Ribadiamo che se vi fosse un segnale concreto di riflessione sugli aspetti in contestazione del bando saremmo disponibili a un confronto costruttivo con proposte concrete. Infatti, noi non abbiamo rifiutato tout court l’incontro: ci siamo, invece, dichiarati disponibili ponendo una condizione indispensabile perché il dialogo potesse dirsi ancora utile e dando seguito al mandato che ci hanno dato i firmatari della petizione: la sospensione dell’iter del bando. A tal proposito, ove il cenno del sottosegretario Magnano al dialogo sui Comitati scientifico e di sorveglianza che valutino la compatibilità dell’esercizio di limitate attività commerciali in relazione alla destinazione culturale e storica del bene assicurandone una fruizione pubblica, si accompagnasse alla volontà di sospendere l’iter del bando per il tempo necessario, dichiariamo la nostra piena disponibilità a un incontro in tal senso.

Accusarci di stare a guardare e di non partecipare al gioco democratico è quantomeno ingeneroso: da mesi ci siamo dati da fare e i cittadini ci hanno visto al sole, alla pioggia, con la neve a spiegare quanto prevedeva il progetto e se Magnano o chi per lui avesse voluto confrontarsi su proposte fattive non avrebbe dovuto far altro che chiamare i cittadini in un incontro pubblico nel corso degli oltre 14 mesi che sono intercorsi dall’emanazione del bando (15 marzo 2010). Troppo facile chiedere un incontro, peraltro non pubblico ma con una delegazione ristretta, il 24 giugno 2011, sapendo che il contratto si firmerà il 6 luglio 2011.

Monza, 27 giugno 2011

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