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I comitati e le associazioni di Monza non hanno dubbi: la variante porterà quantità esagerate di cemento

 

Il 24 novembre scorso, le associazioni ambientaliste di Monza, Legambiente - Circolo Alexander Langer, Italia Nostra, Monza in bici, Greenman, Comitato per il Parco, CCR - Gruppo ambiente e territorio, insieme ai Comitati spontanei delle vie Blandoria, Magenta, Monte Bianco, Valsugana, Asiago e del quartiere Sant'Albino, hanno tenuto in sala Maddalena un affollatissimo incontro pubblico (circa 150 persone, anche in piedi e sedute per terra) sul “nuovo” Piano di governo del territorio (PGT) che tra poco sbarcherà in Consiglio comunale. Si noti che la stampa locale, non ha praticamente dato rilievo a tale evento, dimostrando ancora una volta scarsa e parziale informazione fornita alla cittadinanza. In quell’assemblea pubblica, presieduta dal presidente di Legambiente Monza, Atos Scandellari, è stata votata all’unanimità dei presenti, una lettera aperta rivolta al sindaco e a tutti i consiglieri comunali, la quale chiede “che venga convocato un consiglio comunale aperto alla cittadinanza, nel quale siano illustrati e discussi i contenuti di tale nuova variante generale nonché le motivazioni di interesse pubblico che hanno portato a tali scelte che prefigurano uno scenario cittadino caratterizzato da ulteriori pesanti carichi insediativi e nuovo traffico urbano indotto, che si calerebbero in situazioni già oggi compromesse”. Nella lettera aperta si chiede poi che: “i consiglieri comunali di tutti i gruppi politici si facciano responsabilmente carico di impedire un tale scempio, per la tutela del bene comune della Città, impedendo il prevalere di interessi speculativi che sembrano invece aver guidato la predisposizione di tale variante generale”. Maurizio Oliva, presidente della Sezione monzese di Italia Nostra, ha introdotto la serata rilevando la novità della stessa, promossa da associazioni e comitati di cittadini, insieme, contrapposti alla solita musica cementificatrice proposta dall’ amministrazione comunale odierna.

 

   

L'intervento di Maurizio Oliva di Italia Nostra


Giorgio Majoli del Centro Culturale Ricerca di Monza, ha illustrato dal punto di vista tecnico le differenze tra il PGT votato nel marzo del 2007 e quello attuale, una sorta di ritorno al PRG del 1971, che, su alcune aree (es. al quartiere Casignolo/viale Campania), pare persino fortemente peggiorato (trasformata da zona agricola a edificabile).

 

L'intervento di Giorgio Majoli del CCR

 

Sono seguiti gli interventi e le videopresentazioni dei Comitati, che Vorrei sta ora pubblicando con singoli articoli che illustrano la diverse situazioni locali, spesso venutesi a creare in seguito all’accoglimento di osservazioni di privati durante l’iter di approvazione del PGT 2007 e il cambio di amministrazione. Se questo nuovo PGT dovesse essere votato, pioverebbero sulla città più di 4 milioni di metri cubi, per 40 mila nuovi abitanti, calcolando 100 metri cubi per abitante, cioè 100 mq di abitazione per una famiglia media di 3 persone (e non 150 mc/abitante e 150 mq per famiglia), come invece calcola questa amministrazione. Senza contare che in una situazione come quella di Monza, di tutto si sente la necessità (verde, maggior controllo della mobilità, parcheggi, trasporti pubblici), ma certo non di una maggiore edificazione e di nuovo traffico indotto. Persino alcuni immobiliaristi, considerano lo scenario prefigurato da questo PGT come irrealistico se non dannoso per lo stesso mercato edilizio locale. “Un anti-piano fatto per i soliti noti”, ha rilevato l’ex assessore al territorio, Alfredo Viganò, in un suo intervento a fine serata. “Un PGT che presenta quantità, per certi aspetti, indeterminate, che comprometterebbe pesantemente le maggiori aree agricole della città”. Un Piano fatto per agevolare le rendite speculative sulle aree e per ingrossare le tasche di pochi, a partire dall’area della Cascinazza, nella Circoscrizione 2. Un PGT che, per certe vicende legate all’assessorato al territorio di Monza, potremmo quasi definire “ad personam”.


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