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I comitati di quartiere quantificano le ripercussioni dei due anni di ritardo annunciati da Anas per il cantiere della SS 36

 

Riceviamo e pubblichiamo

Dai due anni di ritardo sul cantiere tunnel danni alla collettività per 71 milioni di euro O Anas inizia a lavorare 24 ore su 24 oppure Regione e Comune chiedano risarcimenti I cinque Comitati per la Galleria sono in attesa di conferme sull’accelerazione dei lavori per il cantiere del tunnel di viale Lombardia. Dal vertice di Monza tra Anas, Regione e Comuni sono uscite promesse interessanti, ma l’attesa non può durare molti giorni, perché un rimedio è indispensabile e urgente. Se si iniziasse ora a lavorare 24 ore su 24, sui due anni di ritardo annunciato si potrebbero recuperare sino a venti mesi. Non è poco, come hanno sottolineato anche Regione e Comune.

Negli allegati al progetto della galleria sono contenute valutazioni ufficiali sui benefici economici che il tunnel darà alla collettività. Il calcolo tiene conto di molti aspetti, dall’ammortamento degli investimenti, ai consumi di benzina e freni, al minore tempo impiegato per attraversare il tratto. La galleria farà risparmiare alla collettività oltre 711 milioni di euro in vent’anni (valore 1999 aggiornato al 2010 in base agli indici di rivalutazione monetaria Istat).

Partendo da quelle cifre ufficiali, risulta evidente che i due anni di ritardo previsti nei lavori costeranno a Monza e alla Brianza almeno 71 milioni di euro, cioè più di 137 miliardi delle vecchie lire. Se Anas non annuncerà in tempi brevi un programma di intensificazione dei lavori e di implementazione dei turni, sino alle 24 ore no-stop da tutti auspicate, chiediamo che Regione e Comuni si facciano promotori di azioni amministrative e legali per chiedere il risarcimento dei danni.

Va precisato che la principale motivazione addotta dall’ Anas per giustificare i ritardi, cioè il rinvenimento di un numero di tubi e cavi dieci volte superiore al previsto, non è a nostro avviso accettabile. Ricordiamo infatti che l’apertura del cantiere è stata rinviata di quasi un anno proprio perché Anas aveva ritenuto opportuno compiere una rilevazione dei sottoservizi. Se questo censimento si è poi dimostrato fortemente lacunoso, chi ha sbagliato si deve assumere le proprie responsabilità. Inoltre, poiché Anas ha affermato che, in diversi casi, le società e gli enti coinvolti (elettricità, telecomunicazioni, acqua, gas, fognatura) non avrebbero fornito informazioni adeguate e sufficienti, invitiamo Anas a tutelare con rigore il pubblico interesse ed a rivalersi su questi stessi enti per i danni subiti.

Monza, 1 dicembre 2010
Comitato San Fruttuoso 2000
Comitato Triante
Comitato viale Lombardia
Comitato Romagna
Comitato Monviso

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