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Prima di Natale saranno presentati i progetti per la gara d’appalto trentennale

Il 16 dicembre 2010, con qualche settimana di ritardo sulla data prevista inizialmente per il 24 novembre, verranno presentati i progetti per il “recupero e la valorizzazione della Villa Reale di Monza e dei giardini di sua pertinenza I lotto funzionale corpo centrale”.

Si tratta del contestato bando di gara che Infrastrutture lombarde, società controllata dalla Regione, ha indetto in marzo per conto del Consorzio che gestisce la Villa ed il Parco di Monza, formato da Ministero dei Beni Culturali, Regione Lombardia ed i comuni di Monza e Milano, e presieduto dal sindaco di Monza Marco Mariani.

Il bando mette a disposizione ingenti risorse pubbliche: 18,970 milioni di Euro, e chiede all’impresa vincitrice di predisporre il progetto esecutivo e realizzare le opere per un importo complessivo stimato in 23,385 milioni di Euro. L’impegno del vincitore del bando, quindi, è inferiore ai 5 milioni di euro e corrisponde ad un ribasso d’asta pari al 18,9%.

In cambio, il vincitore avrà la possibilità di gestire il corpo centrale della Villa Reale ed una piccola parte dell’ala Nord per 30 anni, con un canone di affitto di 30.000 euro all’anno più lo 0,5% del fatturato. Il Consorzio pubblico si riserva di utilizzare il bene per soli 36 giorni all’anno.

Dopo le proteste dell’opposizione monzese, Il bando di gara è stato presentato pubblicamente, il 7 giugno in consiglio comunale a Monza, dall’ingegner Rognoni di Infrastrutture Lombarde. Da allora la discussione è uscita dal Palazzo, e sempre più cittadini si stanno rendendo conto che questo bando di gara può significare qualcosa di molto grave.

Vengono contestati, infatti, molti aspetti salienti del Bando di gara

-          Prima di tutto le cifre. Non viene contestato il coinvolgimento del privato, ma le condizioni di estremo vantaggio che gli vengono offerte. Con un investimento molto modesto ed un canone di affitto irrisorio, il vincitore del bando potrà disporre di un bene di enorme valore storico ed ambientale.

-          La durata della concessione. 30 anni sono veramente tanti, ed è paradossale una contraddizione che è già stata fatta notare: il Consorzio, nel suo Statuto, all’articolo 1 dichiara la sua durata in 20 anni. Come può un consorzio che dura 20 anni concedere dei beni per una durata superiore di ben 10 anni?

-          Il ruolo predominante del vincitore. Nel bando, non solo si definiscono gli interventi in modo impreciso (ristrutturazione, ma anche recupero e restauro) ma si assegnano al vincitore compiti che invece sarebbe opportuno mantenere separati: la realizzazione del progetto esecutivo, la realizzazione delle opere ed infine la gestione del bene per 30 anni.

-          La mancanza di indicazioni precise da parte del Consorzio. In mancanza del Comitato scientifico, che avrebbe dovuto supportare il Consorzio nel predisporre il piano strategico, con una struttura estremamente esile, formata solo da un paio di dirigenti, il Consorzio è rimasto una scatola vuota. Non sembra quindi in grado di dare le opportune indicazioni per gli interventi e soprattutto per la futura gestione della Villa Reale, lasciando al vincitore del Bando ampia facoltà discrezionale.

-          Il rischio di una completa privatizzazione, e commercializzazione della Villa Reale. All’interno di questo quadro, non è chiaro, pertanto se vi siano obblighi del concessionario per garantire la fruizione pubblica del bene. E’ evidente che il vincitore vorrà rientrare al meglio dell’investimento fatto, e potrà cercare di farlo destinando gran parte degli spazi e delle attività a fini commerciali.

-          La procedura di gara. Questa si è svolta senza alcuna trasparenza, e vi è stata finora una unica presentazione pubblica, fortemente richiesta dalle opposizioni, come ricordato, il 7 giugno. Nonostante le molte richieste di accesso agli atti, anche da parte di consiglieri regionali, non è stato possibile accedere al capitolato d’oneri, allo schema del contratto di concessione ed alla lettera di invito.

 

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Un’immagine paradossale di come potrebbe diventare la Villa Reale

A Monza su questi temi è nato un movimento trasversale, che si è definito “La Villa Reale è anche mia”, che ha avviato un nutrito programma di iniziative per sensibilizzare i cittadini e raccogliere le firme per chiedere il ritiro del bando e la predisposizione di un progetto di gestione pubblica della Villa Reale. Le firme vengono raccolte al giovedì ed al sabato in centro a Monza oppure online sul sito del Comitato per il Parco e del Partito Democratico.

Il movimento ha visto l’adesione non solo dell’ opposizione, ma anche di alcuni consiglieri che sostengono la maggioranza.

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Il logo della raccolta firme contro il bando di gara

La conferenza dei capigruppo del Consiglio Comunale di Monza sta discutendo in questi giorni la richiesta di una seduta dedicata al tema. Il sindaco, Mariani, vorrebbe tenerlo in gennaio, quando ormai sarà stato deciso il vincitore del Bando, ma i sostenitori della richiesta insistono: a quel punto sarebbe troppo tardi.

Ma intanto la vicenda sta andando ben oltre i confini cittadini e regionali. Diversi parlamentari lombardi stanno preparando una interpellanza al Ministero dei Beni Culturali, che verrà presentata alla presenza di Walter Veltroni in occasione di una conferenza stampa che si terrà nella sala delle conferenze della Villa Reale il 29 novembre alle 15.30.

 


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