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Obiettivo del Consorzio del Parco Valle Lambro - primo in Italia a configurarsi come vera autorità di bacino - è la massima fruibilità, in un'area altamente urbanizzata, di un'oasi verde che riserva ancora angoli incontaminati.

 

Rendere fruibile il parco. È questo l’obiettivo di fondo delle linee guida che il Consorzio del Parco Valle Lambro ha adottato negli ultimi anni. E in particolare nel 2010 che si sta chiudendo. Un obiettivo “naturale” – potremmo dire giocando con le parole – per un parco che presenta ancora scorci dove l’ambiente si è preservato nel suo stato pressoché originario, pur inserendosi in una zona densamente edificata. Come ci spiega Arturo Lanzani, Consigliere del Consorzio con delega alle piste ciclabili e grandi infrastrutture: “Lungo le strade principali, la zona vincolata dal Parco presenta una cortina costruita quasi continua, al punto che percorrendole riesce difficile immaginare che l’area circostante possa costituire un ‘parco’ in senso stretto. Se ci si addentra nella viabilità minore, però, e soprattutto se ci si incammina lungo i sentieri, si scoprono panorami intatti di grande bellezza e di grande valore paesaggistico”.

Per questo una delle principali linee guida per la fruibilità del Parco che il Consorzio sta adottando riguarda proprio la ristrutturazione e valorizzazione dei sentieri per renderli il più possibile percorribili, a piedi come in bicicletta. Per la cosiddetta “sentieristica” è stato realizzato un master plan che si trova attualmente nella fase di passaggio dal progetto preliminare e a quello definitivo. “Questa fase viene contrattata con i singoli Comuni che fanno parte del Parco – continua Lanzani. – Più in generale, la contrattazione con i Comuni è un punto molto importante per l’evoluzione del Parco e per i molti progetti che abbiamo in corso. In questo senso, la funzione del Consorzio è quella di mediare tra le giuste esigenze di sviluppo dei Comuni e la propria missione istituzionale di conservazione dell’ambiente naturale. Per questo l’obiettivo finale di quest’anno è arrivare alla stesura del ‘Contratto di fiume’, intanto in questi mesi abbiamo praticamente concluso la pista ciclopedonale lungo il Lambro.”

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Mappa del Parco Valle Lambro

 

Il contratto vedrà il Consorzio del Parco Valle Lambro porsi quale ente coordinatore e attuatore di tutti gli interventi di regolazione del rischio idraulico e di riqualificazione del fiume Lambro. I Comuni stanno collaborando offrendo ciascuno i propri punti di vista, le proposte, la disponibilità a finanziare la realizzazione. Per il Parco Valle Lambro, in quanto Parco fluviale, gli interventi di regolazione sul corso d’acqua vanno al di là della valenza ingegneristica per rivestire un’importanza complessiva:

 “In passato sono stati eseguiti numerosi interventi puramente tecnici, che non tenevano conto delle esigenze del territorio – aggiunge Lanzani. – Oggi stiamo rivedendo questi interventi in una chiave più sostenibile, e inserendoli nel quadro più complessivo di una variante di piano: sono state riviste le norme tecniche di attuazione e entro l’anno la variante verrà approvata. Abbiamo fatto un lungo e accurato lavoro per discernere e accogliere, quando ragionevoli, le istanze dei Comuni sempre avendo come bussola la difesa dei valori ambientali, architettonici e monumentali presenti nel Parco.”

In effetti, la riqualificazione del Lambro è la vera innovativa scommessa del Parco. L’obiettivo è arrivare a un fiume più pulito, più naturale, più vivo. A gennaio è stata firmata una convenzione con la Regione che riconosce il Parco come Ente coordinatore e attuatore degli interventi di regolazione idraulica e di rinaturazione lungo tutto il bacino del Lambro. La convenzione è il prerequisito al Contratto di fiume vero e proprio. Conterrà tutte le azioni che, nella condivisione con i Comuni e le Associazioni, concorreranno a far rinascere il fiume. Spiega Lanzani: “Abbiamo già ottenuto finanziamenti per oltre 5 milioni di euro e altri ne arriveranno, se sapremo portare a termine un percorso fatto di assunzione concreta di responsabilità. Sarebbe il primo caso in Italia in cui un Parco viene riconosciuto come una sorta di autorità idraulica di bacino”.

Per essere pronto all’appuntamento il Parco si è dotato di un Dipartimento di Riqualificazione Fluviale che già oggi si avvale di competenze qualificate, della collaborazione con il Politecnico e dell’apporto di conoscenza e esperienza di Associazioni ambientaliste locali. Questo apre grandi prospettive e nuove occasioni perché il Parco si ponga al servizio dei Comuni Consorziati.

Un altro intervento per avvicinare la gente al Parco è la nuova carta tematica “Parco Valle Lambro, il tuo parco” Oltre agli aspetti contenutistici e comunicativi della carta, il progetto si fa forte un piano di comunicazione che prevede la distribuzione di oltre 50mila copie nelle scuole, negli uffici postali, nelle sedi della Bcc di Triuggio, nelle stazioni ferroviarie della linea Molteno-Lecco e di quella di Milano-Canzo, nei negozi e negli esercizi commerciali. L’obiettivo é di avvicinare, rendere visibile e percepibile un Parco capace di grandi bellezze e valori ambientali che non si impongono però violentemente al visitatore ma vanno ricercate e scoperte.

Una menzione particolare – conclude Lanzani – meritano i miglioramenti che abbiamo apportato alla Diga di Briosco, all’Oasi di Baggero e alla Cava Diotti, in uscita dal lago, per rendere queste aree più integrate nell’ambiente circostante e più fruibili per i cittadini”.