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Bilancio dell'impatto sull'ambiente e l'urbanistica dei primi anni di amministrazione Mariani

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utti conoscono l'antica leggenda di Re Mida, famoso per la sua capacità di trasformare in oro tutto ciò che toccava. Come noto, quella facoltà gli era stata donata per riconoscenza dal dio Dioniso (per i romani, Bacco, quello del vino...), ma Re Mida aveva dovuto ben presto accorgersi che sarebbe morto di fame, in quanto tutto ciò che toccava (compreso quindi il cibo), si trasformava in quel pur prezioso minerale. Pentito per la sua cupidigia chiese a Dioniso di toglierli quel potere e venne quindi esaudito. Purtroppo per lui, chiamato successivamente come giudice di una gara musicale tra Apollo e Pan, fece vincere quest' ultimo. Questo fatto scatenò le ire di Apollo che trasformò le orecchie di Re Mida in quelle di un asino. Solo il suo barbiere, però, sapeva di tale deformità, ma gli venne intimato di non riferirlo a nessuno. Costui tuttavia, non riuscendo a mantenere il segreto, andò a confessarlo in una buca presso uno stagno. In seguito, su tale terreno nacquero delle canne e si dice che quelle, col vento, sussurrassero: Re Mida ha le orecchie d'asino!

Non intendiamo qui fare riferimento al Mida, il Movimento Indipendente per la Democrazia e l'Autonomia, con sede a Monza e ben rappresentato anche in Consiglio Comunale, anche se estraiamo dal loro sito alcune interessanti affermazioni contenute in un comunicato stampa del 19 febbraio 2009, fatto in occasione delle candidature per la nuova Provincia.

 Lì si dice, tra l'altro:

..."Ancora una volta Monza e Brianza devono subire l´affronto mortificante di aspettare le decisioni che verranno dall´alto per individuare i candidati destinati ad amministrare il proprio territorio."... E poi ancora: ...." Ora dobbiamo riconoscere che la Brianza (soprattutto nelle fila del centro destra) non abbonda di grandi politici capaci di autonomia, proprio perché non ha coltivato nel suo seno la pianta dell´indipendenza preferendo delegare ad altri (a Milano o in qualche caso a Roma) l´amministrazione del proprio territorio."...

Parole sante, soprattutto se applicate al caso di Monza. Sono ormai tre anni che l'attuale Giunta governa la Città ed è quindi possibile tracciare un breve escursus amministrativo e tentare un primo bilancio.

 

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manifesto del 2007


 Dopo un violenta campagna pubblicitaria, corposamente finanziata dagli attuali partiti di maggioranza e avviata su cartelloni privati un mese prima dal suo avvio ufficiale, tutta condotta al grido "Monza città tradita", era riapparsa la figura di Marco Mariani, Sindaco che aveva operato dal '95 al '97, tra i cui meriti spiccavano l'aver riportato la proprietà della Villa Reale nelle mani del Comune e l'aver fatto adottare dal Consiglio comunale un Piano Regolatore (Benevolo) assai vincolante e di tutela territoriale. Tale Piano prevedeva anche la formazione di un "Parco di cintura urbana" e cancellava le abnormi previsioni edificatorie del vetusto PRG del '71, pari a circa tre milioni di metri cubi, pur sommando solo quelli posti sulle residue aree agricole di Monza. Una rara e preziosa dotazione territoriale e urbana, per una Città di 120.000 abitanti, collocata nell'indistinto hinterland milanese. Lo stesso consiglio comunale, ai tempi, aveva democraticamente discusso in aula quel PRG per più di un anno, con un centinaio di emendamenti e un tavolo di discussione preliminare.

 

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Monza, Cascinazza, maggio 2007

 

La nuova Giunta eletta nel 2007, caratterizzata dalla importante presenza di un On. deputato, Paolo Romani, uomo di fiducia dei Berlusconi, si distingue subito per il rinnovo della concessione dell'autodromo per ben 19 anni (solitamente di 10), peraltro senza alcuna discussione e dibattito in Consiglio comunale, così come invece avevano fatto sia la precedente Giunta leghista nel '95 e molte altre precedenti.

 

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 A metà del 2008, ecco comparire quasi all'improvviso, piazzato sull' ottocentesco asse prospettico dei vialoni della Villa Reale un vero "ecomostro", un edificio terziario - direzionale di 7 piani, poi trasformato nel suo aspetto esteriore in un "muro di vetro affumicato", forse nel maldestro tentativo di renderlo meno visibile. Non dimentichiamo il fatto che lo stesso Mariani aveva fortemente osteggiato alla fine degli anni 2000 la realizzazione di quel complesso immobiliare costituito da un grosso centro commerciale (Auchan), ma anche da quell'edificio, previsto in un primo tempo assai più basso proprio per evitare quelle interferenze visive.

 

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Monza, Viale Cesare Battisti


 Altra perla urbanistica arriva nel 2009 quando la Giunta, utilizzando una norma di legge poi dichiarata incostituzionale, propone nel Bilancio di "valorizzare" (cioè far edificare) alcuna aree agricole di proprietà comunale a Sant'Albino e in Viale Libertà/Stucchi (zona C.na San Bernardo), per poterle venderle a privati e quindi fare cassa. Inutile dire che le associazioni ambientaliste monzesi hanno subito impugnato tale deliberazione al TAR, ricorso ancora oggi pendente. Anzi, ricordiamo che recentemente la maggioranza in Consiglio ha approvato la creazione di una società "di cartolarizzazione" a cui delegare tali vendite. Insomma, un Comune che si trasforma in una immobiliare privata e che utilizza quelle logiche, pur avendo, per legge, un ruolo pubblico assai diverso.

 

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Cascina San Bernardo

 

 

 Nel gennaio del 2010 arriva la proposta del nuovo PGT. E' bene ricordare che Mariani si era trovato nel 2007 un Piano redatto dal centro sinistra, che aveva poi fatto approvare a fine anno dal Consiglio comunale, però con la clausola che una ventina di osservazioni venissero "riconsiderate". Nel corso dei primi mesi del 2010 arriva prima la VAS e poi tutto il nuovo PGT. Inutile dire che in quella proposta che verrà presentata in aula nel settembre prossimo, quasi tutte le aree agricole (zona Cascinazza; Casignolo; Stadio nuovo; Sant' Albino) vengono ora interessate da pesantissime edificazioni per diversi milioni di metri cubi complessivi, con funzioni residenziali, terziarie ed altre ancora. Del vecchio "parco di cintura urbana" voluto da Mariani nel '97 e presente anche nel PGT approvato a fine 2007, non vi è più alcuna traccia. Né si può sostenere che la Città di Monza non abbia bisogno di quella dotazione per mantenere la sua qualità ambientale e per la vivibilità dei suoi cittadini. Di questo, comunque, avremo modo di parlarne nel prossimo futuro.

 

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Il PGT di Monza

Un' altra perla territoriale riguarda una zona del Parco di Monza ed in particolare la sua zona sud, della facoltà di Agraria. Nel suo grande pratone, originariamente un bosco con la presenza di alcuni "rondò a stella" progettati dall'architetto Canonica, si prevedono delle serre per Expò 2015, cementificando e deturpando così un'area libera che, tuttalpiù, avrebbe dovuto essere ripiantumata. E' bene ricordare che l'On. Romani, peraltro sempre assente per i suoi impegni a Roma, da assessore all' Urbanistica era nel frattempo passato ad assessore con delega all' Expò. Anche là, nel sito di Rho-Pero, molte serre e possibili speculazioni sulle aree agricole, prima e dopo la manifestazione.

 

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 Ultima in ordine di tempo, la questione della Villa Reale. Abbiamo già detto come Mariani avesse nel suo primo mandato amministrativo della metà degli anni '90, chiarito con lo Stato la questione della proprietà della Villa. Anche qui una brusca inversione di rotta. Formato un Consorzio con Lui a capo, affida a Infrastrutture lombarde (la "longa manus" della Regione, subentrata nel frattempo al Comune di Milano) giusto un concorso per la ristrutturazione e la gestione della Villa Reale per trent'anni, da affidarsi ad un privato per trentamila euro all'anno, consentendone quindi un uso incompatibili con tale monumento storico di rilievo europeo. Ancora una volta il pubblico abdica al suo ruolo a favore di alcuni privati. A dicembre si saprà chi sarà il vincitore della gara, ora criptica in molti suoi aspetti.

 

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 Non vogliamo infine parlare di altri vicende cementificatorie sparse in Città, dalla Esselunga di via lecco alle edificazioni intensive in via Asiago o di quelle sugli ex Artigianelli dove i cittadini hanno fatto sentire il loro forte dissenso con petizioni e Comitati.

 Cosa desumere da tutto questo? Forse, così come Re Mida aveva il tocco che trasformava ogni cosa in oro, anche il primo cittadino di Monza sembra avere questa capacità, però quella di trasformare in cemento tutto ciò che tocca. Ed è ben noto che quando si parla di quel materiale, si tratta sempre di cifre rilevanti, per centinaia di milioni di euro. Peccato che questo "oro grigio" avvantaggi solo alcuni e svantaggi i molti cittadini che vedono così deturpato e congestionato il territorio dove abitano. Non vorremmo però che, alla fine, anche Mariani facesse la fine di Re Mida...

Gli autori di Vorrei
Giorgio Majoli
Author: Giorgio Majoli

Nato nel 1951 a Brescia, vive a Monza dal 1964. Dal 1980 al 2007, ha lavorato nel Settore pianificazione territoriale del Comune di Monza, del quale è stato anche dirigente. Socio di Legambiente Monza dal 1984, nel direttivo regionale nei primi anni ’90 e dal 2007, per due mandati (8 anni). Nell’esecutivo del Centro Culturale Ricerca (CCR) di Monza dal 1981. Ora pensionato, collabora come volontario, con associazioni e comitati di cittadini di Monza e della Brianza, per cercare di migliore l’ambiente in cui viviamo.Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.

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