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Un incontro per discutere della variante che la Giunta Mariani vorrebbe per il futuro del capoluogo della Brianza

 

Venerdì 11 giugno, si è tenuto presso il Circolo Carlo Cattaneo di Monza, una serata pubblica sul nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) di Monza, pubblicato per la raccolta dei parerei delle parti sociali ed economiche. Dopo questa fase, il Piano passerà al vaglio delle cinque Circoscrizioni amministrative, per il parere obbligatorio, e quindi si presume che a settembre inizierà la discussione in Consiglio comunale.

L'incontro, organizzato dai Circoli 4 e 5 del Partito Democratico, col titolo emblematico di "Là dove c'era l'erba...", dopo una rapida introduzione di Villy de Luca del Circolo 4, ha visto gli interventi di Giorgio Majoli di Legambiente Monza e, subito dopo, dell'ex assessore all'urbanistica Alfredo Viganò, il padre dell'attuale PGT approvato nel 2007. Le illustrazioni e le valutazioni sono poi proseguite con Marco Achilli, responsabile del Forum ambiente e territorio del PD, e quelle finali di Roberto Scanagatti, Capogruppo del PD in Consiglio Comunale. Ha fatto da moderatore al dibatto finale, Armando Pioltelli del Circolo 5 del PD.

Giorgio Majoli ha condotto una rapida ricognizione dei Piani Regolatori Generali di Monza, da quello del 1949 all'attuale PGT 2010, che, quanto a compromissione di suolo libero, può essere considerato il peggiore degli ultimi 60 anni. Esempio emblematico, è l'area posta a sud di viale Campania nel quartiere Casignolo, da sempre considerata come agricola dai diversi Piani approvati o solo adottati, ed invece resa pesantemente edificabile nella attuale proposta.

 


L'intervento di Alfredo Viganò ha richiamato l'attenzione sui fattori che hanno caratterizzato il PGT redatto dal centro sinistra. Pensato per una città a misura d'uomo, rispettosa dell'ambiente, permeabile, accessibile,  prevedeva interventi importanti di riconversione delle aree dismesse e di riqualificazione nei diversi quartieri con la formazione di veri e propri centri. Il PGT dava quindi la massima importanza ai servizi per la coesione sociale e coniugava le esigenze di sviluppo alla salvaguardia del territorio e del paesaggio, anche con la formazione di Parchi di cornice urbana.

 


Un ulteriore contributo alla serata è stato dato da Marco Achilli che, in qualità di esperto di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), ha analizzato in generale e nel dettaglio gli aspetti più legati al paesaggio, all'ambiente, al consumo di suolo ed alla mancanza assoluta di partecipazione e di coinvolgimento dei soggetti principali del pubblico (es. associazioni e cittadini). L'intervento ha sottolineato la mancanza di trasparenza della Giunta Mariani nella redazione della variante ed ha sottolineato l'importanza del saper coniugare le esigenze legate all'impresa, all'industria, al lavoro, alla casa, ai trasporti, alla mobilità, con la salvaguardia dell' ambiente e del territorio.

 


L'intervento finale di Roberto Scanagatti,  ex Vicesindaco con delega al Bilancio, attuale capogruppo del PD e Membro della commissione Urbanistica, ha affrontato la variante al PGT da un punto di vista politico ed economico.  Scanagatti ha analizzato i rischi e i reali pericoli per la città di una variante che si caratterizza per alcune sue polarità e le inevitabili forti concentrazioni edificatori. In questo PGT,  ha detto, sembra prevalere un'impostazione di tipo economicista, che rischia di  compromettere la vivibilità urbana dell'intera Città, ma anche dei singoli quartieri.

Il dibattito finale si è incentrato sulle questioni legate alle Circoscrizioni 4 e 5, facendo emergere una riflessione tesa a rendere visibile le ricadute di questa variante in tutti i suoi rovinosi aspetti, anche legati alla speculazione fondiaria e agli emblematici intrecci di tipo politico che caratterizzano questa Giunta.

 


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