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Vorrei | Rivista non profit

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L'industria agroalimentare basata sulla chimica non ha risolto il problema della fame. In compenso esplode l'obesità. Il biologico è la nuova frontiera? Forse, ma la grande distribuzione non lo sostiene abbastanza.

I

miliardi di “affamati” distribuiti per lo più nel cosiddetto “terzo mondo”, che soffrono a causa della scarsità di cibo a loro disposizione, sono la dimostrazione che il problema dell’alimentazione non può essere considerato come una moda passeggera.

Di contro, nella società occidentale, quello di cui soffriamo è l’obesità, che genera, questa sì, una moda (o più probabilmente una necessità): quella delle diete, del limitare il consumo di cibo: in Italia sprechiamo ogni giorno 4.000 tonnellate di cibo.

Il sovrappeso e l’obesità sono cause di numerose patologie,  risultato diretto del modo esagerato, quantitativamente parlando, in cui ci nutriamo. Acquistiamo prodotti che non ci servono e che di conseguenza assumiamo in quantità elevate. A questo stato di cose si aggiunge la mancanza di attività motoria. Automobili, computer, mancanza di tempo, aggravano la situazione della nostra sedentarietà.

Una diversa sfaccettatura invece è quella legata alla qualità del cibo. Su questo non ho dubbi, non si deve trattare di una moda, ma della presa di coscienza di una necessità. Dalla qualità del cibo che ingeriamo non dipende solo la nostra salute, ma, azzardo, le sorti del nostro pianeta.

Dopo la seconda guerra mondiale è entrata in gioco la chimica (che abbiamo simboleggiato con la "calce" del titolo) che si pensava potesse risolvere i problemi della fame nel mondo. Niente di più sbagliato. I danni che sono stati provocati sono enormi e la fame nel mondo è ancora lì che aspetta. L’ambiente, nel suo complesso, si basa su delicati equilibri che non possono essere modificati, senza conseguenze indirette, imprevedibili e sconosciute.

 

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 Consideriamo che ad ogni pasto abbiamo la possibilità di ingerire pesticidi, usati ormai in modo massiccio, e che questi sono per lo più pericolosi per la nostra salute. E dal punto di vista dell’ambiente agricolo, causiamo un impoverimento del terreno: sfruttato all’eccesso, ha sempre più bisogno di essere aiutato in modo artificiale per mantenere lo stesso livello di produzione.

Il terreno è una cosa viva e noi lo stiamo uccidendo.

Una delle conseguenze dirette è anche l’inquinamento delle falde acquifere, dalle quali arriva l’acqua che consumiamo giornalmente. Fortunatamente, e questa è una botta di ottimismo personale, quando si crea un disastro, naturalmente si forma un fronte comune che lo combatte. Certo, non sempre questo fronte è efficace, o abile a muoversi con i tempi giusti, ma in questo caso ci sono buone speranze.

 

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Parlo dell’agricoltura biologica. E’ un ritorno al passato, quando si coltivava così, semplicemente, nutrendo il terreno con prodotti naturali e in assenza di quella chimica che ha fatto la fortuna delle multinazionali. Oggi abbiamo però maggiori conoscenze e una tecnologia buona che ci può aiutare ad ottenere prodotti migliori e in maggiore quantità.

Meno spreco di energie, meno rifiuti, meno inquinamento delle falde, meno deforestazione per coltivazioni intensive e meno pesticidi nell’ambiente. Una soluzione anche per l’allevamento intensivo, che per l’influenza che ha sull’effetto serra sarebbe da prendere in seria considerazione.

I prodotti che ne derivano sono più ricchi di sostanze nutritive: l’agricoltura biologica preserva la biodiversità, ormai appiattita dalla chimica a pochi prodotti residui. Il biologico è un’opportunità fondamentale quindi, sia per la nostra salute, e in particolare per quella dei nostri figli, sia per l’ambiente nel suo complesso e per il futuro del nostro pianeta.

Concetto che risuona nelle parole di Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow Food: “C’è sinergia con l’ambiente e con le risorse naturali perché non si sfruttano più del dovuto, se ne rispettano i cicli senza alterarli nei tempi e nei modi”.

L’Italia, con oltre un milione di ettari coltivati a biologico, è il terzo paese al mondo, con una percentuale “biologica” del 7% sulla SAU (superficie agricola utilizzabile).

Ma la grande distribuzione non sta garantendo più la diffusione del prodotto biologico, che dopo un iniziale entusiasmo ha diminuito la sua commercializzazione. La strada da perseguire è legata ai piccoli supermercati specializzati e ai mercatini locali che si moltiplicano un po’ ovunque.

Ne abbiamo un esempio qui a Monza: dal 1992 viene organizzato, da Legambiente, un mercatino mensile del biologico. Tramite una ventina di produttori, vengono offerti svariati prodotti, dagli alimentari al vestiario, ai prodotti per la casa e l’igiene. Vent’anni di attività e una fiducia sempre crescente dei cittadini monzesi che ne hanno fatto un appuntamento fisso atteso da molti.

 

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Una alternativa importante alla grande distribuzione sono i GAS (gruppi di acquisto solidale).

Sono gruppi di famiglie auto-organizzate che acquistano direttamente da piccoli produttori, locali ed “etici”, eliminando quella interminabile catena di passaggi che fa perdere di vista la fonte di produzione e lievitare considerevolmente i prezzi.

Le caratteristiche vitali di questi gruppi sono: l’acquisto di prodotti biologici, la ricerca di produttori vicini (il famoso “chilometro zero”). Tra l’altro questo criterio preserva direttamente il suolo della propria zona, che, se coltivato, impedisce la cementificazione selvaggia cui stiamo tutti assistendo.

Inoltre elimina quei lunghi viaggi da provincie lontane o addirittura  oltreoceano che aggravano ancora di più l’inquinamento, prevalentemente atmosferico (ma costituito anche da sempre nuove autostrade, cavalcavia, ponti, mezzi pesanti, incidenti stradali…).

Naturalmente attraverso i GAS si ottengono anche prezzi più bassi.

E poi c’è la parola “solidale”, che significa solidarietà con i piccoli produttori. I partecipanti al gruppo dei GAS fanno loro visita in loco, stringono amicizia e sviluppano un rapporto di fiducia con il produttore, che non è più considerato, non essendolo, una controparte pronta ad ingannarti.

Infine nei GAS nascono e si consolidano amicizie tra le stesse famiglie, che discutono, decidono e socializzano, spazzando via quell’isolamento televisivo casalingo che ormai impera nella nostra società industriale.

Ma gli attacchi a un modo di produzione agricola in armonia con l’ambiente non finiscono mai. Quello che segue è un esempio chiaro del modo di intendere e di operare delle multinazionali del cibo.

Sto parlando di O.G.M. (organismi geneticamente modificati). Senza entrare nel dettaglio scientifico, possiamo affermare da semplici cittadini che forzare la natura toccando i patrimoni genetici è un fatto nuovo, mai successo (la selezione è, infatti, un’altra cosa).

Introdurre pezzi di geni per far resistere una pianta a un erbicida, con libertà quindi di utilizzarne in quantità ancora più scellerate di oggi, oppure installare la resistenza al freddo o altre manipolazioni ancora, portano infine a un prodotto che la natura non conosce come proprio, che una volta immesso nell’ambiente avrà un percorso particolare con conseguenze sconosciute.

Ancora una volta la si sbandiera come soluzione finale alla malnutrizione. E ancora una volta, dopo anni di utilizzo negli U.S.A., miliardi di persone rimangono sottonutrite. E allora? Siamo sottoposti allo strapotere di aziende enormi, che fanno i loro particolari interessi, legando il contadino all’acquisto dei loro semi, togliendo quella libertà che caratterizzava la vita agricola.

Forse, intenti, com’è giusto, a scovare e denunciare i problemi, ci dimentichiamo che l’Italia fa scuola al mondo in fatto di alimentazione e prodotti tipici che regalano, non solo a noi italiani, alta qualità e varietà che tutti ci invidiano.

Evitare di affrontare il problema oggi sarebbe come distruggere questo patrimonio, senza, probabilmente, avere la possibilità di tornare indietro. Chiediamo almeno una moratoria che chiarisca meglio i meccanismi di questi organismi modificati.

Concludo. L’alimentazione, come è sempre stato detto, è un fattore importantissimo per la nostra salute. Mi sembra talmente naturale che non varrebbe nemmeno la pena ripeterlo. E se è logico per la nostra salute, non dobbiamo dimenticare il ruolo benefico che un’agricoltura biologica e biodinamica può giocare per la salvaguardia del nostro pianeta.

Possiamo star bene a tavola, goderci piatti prelibati, sempre tenendo conto sia della quantità (non eccedere) sia della qualità (prodotti sani e certificati), ricordando che il cibo è un dono straordinario e indispensabile.

 

E la Provincia di Monza finanzia
l'agricoltura "di qualità"

 

A seguito del bando per contributi sulle migliori pratiche per sostenere l'agricoltura in Provincia di Monza e della Brianza, sono stati individuati i seguenti progetti:

 

Soggetto Consorzio Parco delle Groane

Titolo progetto presentato VIVILANA 2010
Fiera della Pecora Brianzola

Descrizione del progetto

Il progetto avanza la proposta di un sistema integrato attorno all’allevamento della pecora brianzola, evidenziando la possibilità di attuare pratiche di gestione a bassissimo impatto, aumentare la conoscenza della razza attraverso l’organizzazione di eventi (convegno-workshop Vivilana 2010 presso il Centro del Parco e l’annuale “Fiera della pecora brianzola” presso l’ITAS di Limbiate), promuovere i prodotti dell’allevamento e consolidare la base di allevamento della razza ovina brianzola nella Provincia di Monza e della Brianza.

Costo totale del Progetto € 22.500,00

Totale contributo assegnato € 9.000,00

 

 


Soggetto Comune di Lentate sul Seveso

Titolo progetto presentato 25° Mostra mercato della zootecnia e dell’agricoltura

Descrizione del progetto

La Mostra mercato della zootecnia e dell’agricoltura si terrà il 4 e 5 Settembre 2010 a Lentate sul Seveso; la mostra è indirizzata prevalentemente al bestiame da carne della Lombardia e grande risalto verrà dato agli espositori di bovini oltre che al settore equino.
Verrà inoltre dedicato ampio spazio alla proposizione di un itinerario delle tradizioni agricole e ai laboratori di degustazione e laboratori didattici quali strumenti di avvicinamento alle tematiche del mondo agro zootecnico.

Costo totale del Progetto € 57.100,00

Totale contributo assegnato € 6.000,00

 


Soggetto Confagricoltura Milano e Lodi

Titolo progetto presentato Incontri di gusto

Descrizione del progetto

“Incontri di gusto” è una mostra mercato di prodotti agricoli e artigianali, aventi come elemento distintivo la provenienza diretta, accompagnata da attività didattiche-culturali, degustazioni guidate e laboratori artigiani. Verranno inoltre esposte bovine da latte, cavalli, capre e pecore con dimostrazioni di mungitura, toelettatura e tosatura. La manifestazione sarà rivolta ad un pubblico eterogeneo composto da famiglie, consumatori, curiosi, appassionati del settore, studenti ed alunni delle scuole e coinvolgerà circa 50 aziende agricole e artigiane, in prevalenza brianzole e lombarde e saranno allestiti stand istituzionali dei principali Enti pubblici e privati operanti nel settore dell’agricoltura e dell’artigianato sul territorio brianzolo.

Costo totale del Progetto € 15.000,00

Totale contributo assegnato € 6.000,00

 


Soggetto Comune di Mezzago

Titolo progetto presentato Progetto per la valorizzazione e la promozione
dell’Asparago Rosa di Mezzago

Descrizione del progetto

Il progetto si prefigge di promuovere l’Asparago Rosa di Mezzago attraverso la predisposizione di materiale informativo e divulgativo da utilizzare durante gli eventi fieristici, enogastronomici e mercati agricoli organizzati sul territorio della Provincia di Monza e della Brianza, con particolare riferimento alla Sagra dell’asparago Rosa di Mezzago. Gli obiettivi principali del progetto sono rivolti alla promozione, comunicazione, informazione e stimolo alla conoscenza e alla consapevolezza del consumatore rispetto alle produzioni agroalimentari locali di particolare pregio, nonché alla valorizzazione turistica-gastronomica e del patrimonio ambientale dell’area brianzola.

Costo totale del Progetto € 19.200,00

Totale contributo assegnato € 7.680,00

 


 

SoggettoLe Donne della Terra SCARL

Titolo progetto presentato Sapori veri di Brianza in cucina

Descrizione del progetto

Il progetto riguarda la presentazione ad un pubblico qualificato di alcuni prodotti di eccellenza dell’agricoltura brianzola e il loro uso in cucina. A tal proposito è previsto un ciclo di tre presentazioni, in concomitanza con tre sagre di rilievo del territorio (Mezzago – Sagra degli Asparagi, Monza – Sagra di San Giovanni, Oreno – Sagra della patata di Orneo), ciascuna delle quali dedicata al risotto abbinato ad un prodotto tipico (l’Asparago Rosa di Mezzago, la Luganega e la Patata di Oreno). Gli obiettivi di questo progetto sono rivolti ad incrementare la conoscenza e la notorietà dei prodotti agroalimentari della Brianza, mantenere viva la memoria degli usi tradizionali di questi prodotti mediante la preparazione e degustazione di piatti tipici e diffondere la conoscenza delle caratteristiche e degli usi di questi prodotti in cucina anche mediante i nuovi strumenti di comunicazione digitale.

Costo totale del Progetto € 9.000,00

Totale contributo assegnato € 6.000,00

 

 


Soggetto Parco Regionale della Valle del Lambro

Titolo progetto presentato Recupero di allevamento di pecora brianzola

Descrizione del progetto

Il Parco si prefigge di incrementare i capi di pecora brianzola presenti nel proprio territorio, tramite l’acquisto diretto di nuclei iniziali riproduttori, da destinare alle aziende agricole o agrituristiche idonee a questo tipo di intervento, che potranno così sviluppare anche i processi di “filiera corta” del prodotto in questione.
In futuro i greggi potranno essere coinvolti nella gestione diretta del territorio tramite appositi programmi di manutenzione di sentieri, piste e gestione di habitat vegetali di importanza comunitaria.

Costo totale del Progetto € 10.000,00

Totale contributo assegnato € 7.000,00

 

 


Soggetto PLIS della Cavallera

Titolo progetto presentato Progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio varietale della patata di Oreno (Solanum tuberosum):
risorsa alimentare e culturale della Brianza

Descrizione del progetto

Il progetto intende favorire la moltiplicazione dei tuberi da seme e aiutare i produttori ad acquisire le corrette tecniche di ri-produzione dei “tuberi-seme certificati”. Inoltre proseguire nella diffusione delle superfici coltivate a patata a pasta bianca nel territorio del Parco della Cavallera, coinvolgendo e raggruppando intorno a questo progetto i soggetti locali (produttori, consumatori, associazioni, cittadinanza) e promuovendo le agrotecniche a minor impatto ambientale.

Costo totale del Progetto € 14.000,00

Totale contributo assegnato € 5.280,00

 

 


Soggetto Confederazione Italiana Agricoltori

Titolo progetto presentato Sviluppare la conoscenza e il consumo del latte e dei formaggi prodotti in Brianza

Descrizione del progetto

In collaborazione con l’Azienda Agricola Colosio, ubicata nel Parco di Monza, si prevede di realizzare due iniziative denominate “Elogio del Latte” (incontro divulgativo dedicato al tema del latte e dei formaggi con degustazione) e “Nel Parco di Monza c’è il latte” (giornata dedicata ai cittadini e alle scuole con visita all’azienda e agli animali). Verrà inoltre realizzato del materiale a supporto della divulgazione delle tematiche della filiera e la promozione delle iniziative previste. Tale progetto ha per obiettivi la conoscenza della dimensione e delle caratteristiche della filiera lattiero casearia nella Provincia di Monza e Brianza, l’individuazione delle eventuali eccellenze nella produzione di latte e formaggi e la divulgazione della conoscenza delle aziende agricole e dei processi produttivi presso i consumatori più giovani.


Costo totale del Progetto € 32.000,00

Totale contributo assegnato € 6.000,00

 

 


Soggetto Consorzio Parco del Rio Vallone

Titolo progetto presentato Progetto di salvaguardia e sostegno della coltivazione degli asparagi di Mezzago

Descrizione del progetto

Il progetto intende promuovere un percorso di miglioramento del prodotto orticolo sia attraverso il miglioramento delle tecniche di campo, raccolta e post-raccolta, sia attraverso il recupero e miglioramento delle varietà tradizionali mediante processi partecipati di selezione del materiale genetico. Il progetto si svilupperà su azioni parallele tra loro, ossia assistenza tecnica agronomica ai produttori di asparagi, individuazione, localizzazione e censimento delle produzioni a marchio De.C.O., studio ed aggiornamento dell’areale produttivo con la realizzazione di una mappa della fertilità ed attitudine del suolo e prove comparative di conservazione post raccolta degli asparagi di Mezzago con tecnica della refrigerazione passiva.

Costo totale del Progetto € 12.500,00

Totale contributo assegnato € 3.500,00

 

 


Soggetto Scuola Agraria del Parco di Monza

Titolo progetto presentato Progetto di ricerca vitigni storici e tipici nel territorio della Provincia di Monza e della Brianza

Descrizione del progetto

Il progetto si prefigge di realizzare una ricerca (tramite consultazione di documenti storici e bibliografici, ricerche in internet e interviste a storici e studiosi della civiltà contadina brianzola, nonché a testimoni viventi del passato come agricoltori e cittadini delle zone oggetto della ricerca), al fine di poter raccogliere informazioni che sotto coordinamento di un ricercatore e di alcuni consulenti volontari, porteranno alla realizzazione di una breve pubblicazione riguardo i vitigni storici e tipici nel territorio brianzolo.

Costo totale del Progetto € 14.600,00

Totale contributo assegnato € 3.960,00

 




Soggetto ACRA - Milano

Titolo progetto presentato Promozione e diffusione di buone pratiche di agricoltura sostenibile e conservazione della agro-biodiversità in Brianza

Descrizione del progetto

Evento seminariale di formazione sui temi della biodiversità coltivata e il miglioramento della qualità genetica dei prodotti locali e contemporanea organizzazione di un evento di scambio e diffusione di esperienze realizzate a livello nazionale che promuovono il modello dell’agricoltura sostenibile e della valorizzazione della biodiversità agricola nella sua dimensione locale e perir urbana, tramite il coinvolgimento della cittadinanza e delle associazioni impegnate su questi temi. I risultati attesi sono quelli di accrescere la consapevolezza nella rete degli agricoltori della loro importanza circa la conservazione della biodiversità coltivata e circa le buone tecniche di miglioramento delle varietà coltivate.

Costo totale del Progetto € 9.220,00

Totale contributo assegnato € 2.398,00

 

 


Soggetto Consorzio del Parco Brughiera Briantea

Titolo progetto presentato Studio del territorio finalizzato all’individuazione dei contesti di inserimento della razza ovina brianzola nel PLIS della Brughiera Briantea e nei comuni della Provincia di Monza e Brianza

Descrizione del progetto

Il progetto vuole promuovere la diffusione della razza ovina brianzola nel PLIS Brughiera Briantea, promuovendo la conoscenza delle caratteristiche e delle specificità produttive della razza, individuando nell’ambito del territorio del Parco, quelle condizioni e realtà agricole esistenti e potenziali in grado di allevare la razza ovina brianzola e realizzando progetti di fattibilità legati alle singole realtà allevatoriali di tipo ponderale finalizzati all’introduzione della razza ovina brianzola.

Costo totale del Progetto € 10.000,00

Totale contributo assegnato € 2.100,00

 

 


Soggetto A.I.A.B. Lombardia

Titolo progetto presentato Reciproco

Descrizione del progetto

Sperimentazione di partenariati produttori consumatori (CSA) per la diffusione e sostegno delle aziende orticole biologiche quali tutori della biodiversità agricola coltivata nei Parchi di Interesse Sovracomunale della Provincia di Monza e Brianza. L’obiettivo generale di questo progetto è quello di costituire soggetto stabile di facilitazione iniziative di CSA biologico sul territorio della Brianza e facilitando nel tempo le relazioni dirette tra agricoltori e consumatori attraverso la costruzione di patti di preacquisto.

Costo totale del Progetto € 11.000,00

Totale contributo assegnato € 2.300,00

 

 


Soggetto AGER s.c. Agricoltura e Ricerca

Titolo progetto presentato La pecora brianzola nel territorio della Provincia di Monza e Brianza

Descrizione del progetto

Realizzazione di un libro sulla razza ovina brianzola, attraverso una fase di raccolta dati e tramite alcune visite sul territorio provinciale allo scopo di ottenere una conoscenza adeguata per l’individuazione dei contesti nel territorio di Monza e Brianza in cui è possibile proporre un inserimento della razza. La proposta di contenuti e caratteristiche grafiche ha l’obiettivo di raccordarsi con la precedente pubblicazione del 1997.

Costo totale del Progetto € 19.000,00

Totale contributo assegnato € 2.782,00

 

 

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