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A New York l'auto è il mezzo più sconveniente. A parte il problema dei parcheggi ed i costi esagerati delle assicurazioni, possedere un'auto significa 600$ al mese per un garage.

Visto che il tempo è denaro, in una città dove tutto orbita intorno ai soldi, ci si aspetterebbe una propensione ai mezzi privati, perché più veloci e, di conseguenza, un guazzabuglio di auto impazzite alla napoletana. Invece, senza alcuna distinzione di classe, milioni di persone scelgono quotidianamente la metropolitana per andare a lavorare. Di mattina, prima di entrare ciascuno nel proprio ruolo sociale, CEO di multinazionali, dipendenti, pizzaioli e barboni condividono pacificamente i vagoni della subway. Non credo sia una scelta dettata solo da fattori pratici di costi e comodità, dato che molti di quei viaggiatori si potrebbero permettere auto o taxi e che, le linee abbastanza datate, sono spesso interrotte per guasti vari. Penso piuttosto che il tragitto cullante della metropolitana, fuori dal traffico e dal frastuono di clacson e sirene, sia per tanti newyorkesi uno dei pochi momenti di pace della giornata, per leggere, chiaccherare, pisolare o semplicemente rilassarsi. Non mi sono stupito quando, una mia ex collega, mi ha detto che, da quando non vive più a New York, legge almeno dieci libri di meno all'anno perché non utilizza più la subway.
Durante la giornata, per spostamenti più brevi ed immediati, la scelta ricade invece sui taxi. Se vi capita di vedere New York dall'alto, la densità dei taxi rende le strade delle strisce gialle appena intaccate da sporadici puntini scuri di auto private. Le corse dei taxi sono abbastanza economiche e, sicuramente, costano meno che mantenere un'auto. A New York l'auto è il mezzo più sconveniente. A parte il problema dei parcheggi ed i costi esagerati delle assicurazioni, possedere un'auto significa dover pagare almeno 600$ al mese per l'affitto di un garage.
Un altro mezzo assai diffuso per muoversi nella City sono le gambe. Da queste parti si cammina eccome! E senza accorgersene per giunta. Me ne rendo conto solo dalla velocità con cui si consumano le suole delle scarpe. La mutevole varietà del paesaggio circostante rende ogni camminata un'esperienza e, la mente, distratta ad osservare, non si rende conto che si stanno macinando chilometri.
Poi, come ogni cosa che si fa qui, ci sono nicchie che introducono il 'cool factor' del caso. Così, per strada si assiste spesso ad acrobazie di spericolati skaters che si spostano per la città con spettacolari slalom tra i taxi, o pony express che, con le loro bici da corsa senza freni, sfrecciano a tutta velocità per le avenue di Manhattan senza curarsi dei semafori. Cool factor molto contagioso, che mi ha spinto a comprare una Bianchi da corsa. Già appesa al chiodo però, dopo che, tutto preso in una corsa sulla quinta avenue, fomentato da una playlist rockettara sul mio Ipod, ho rischiato di essere travolto da un Hammer ad un semaforo.

 

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Author: Nicola Landucci
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