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Vorrei | Rivista non profit

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20091031-ATT0

Barcellona ha un'ottima rete di trasporti pubblici di cui la metropolitana è il fiore all'occhiello. Ma anche nella magnifica città catalana c'è  qualche problema...

Con le sue cinque linee, la rossa, la violetta, la verde, la gialla e la blu, non c'è nemmeno da dire che a Milano ci fa un baffo; e con i suoi 80 km, 111 stazioni di cui 15 pluridirezionali, si becca il sesto posto in Europa (dopo Londra Mosca, Parigi, Berlino, Madrid, Stoccolma).

Se la cartina della metro sembra ingannare per la presenza di linee di un colore violastro e bluasto oltre alle già citate, è semplicemente perchè la metro è connessa ai FGC, Ferrocarriles, che sono treni che permettono di raggiungere le zone più periferiche. A tutto ciò ovviamente è da sommare il sistema ferroviario urbano, chiamato Rodalies/Cercanias, azionato dal ministero nazionale delle ferrovie spagnole (RENFE), i piu di 190 percorsi di autobus senza contare quello notturno detto Nitbus. Per finire con le classifiche, Barcellona fu una delle prime città europee a disporre del sistema delle biciclette pubbliche, altrimenti conosciuto e, dai giovani pluricitato, come “Bicing”.

Pur essendo i mezzi pubblici tra i primi in classifica, sono però  inclassificabili i problemi ed i fastidi che molta gente si trova a dover affrontare una volta che fa uso frequente dei mezzi.

Decido di raggiungere il mare utilizzando il Bicing. Questo vuol dire che mi vesto di conseguenza: un maglioncino in più per l'aria contraria ed una borsa che possa entrare nel portaborse della bicicletta. Esco di casa e raggiungo la stazione Bicing più vicina. In realtà ne ho 3 vicinissime tra cui scegliere (il comune è elogiato anche per la quantità di stazioni disseminate per la città): una in calle del Carmen, una sulla Rambla del Raval e una sulla famossisima Rambla. Scelgo quest'ultima, poichè si trova già verso la direzione che devo prendere. Per mia sfortuna, delle 25 biciclette a disposizione, non ne rimane nessuna. La Rambla è troppo frequentata e le bici vanno a ruba. Decido di dirigermi alla Rambla del Raval, 200 metri nella direzione opposta. Qui di 25 biciclette ce ne sono più o meno la metà, ma la stazione non funziona. Allungo l'occhio e vedo ragazzini che si divertono a sganciare le biciclette forzandone gli agganci. Vado verso l'ultima stazione piuttosto vicina a casa e, fortuna vuole, che ne trovi addirittura tre disponibili. Ingroppo e corro verso il mare. Dei 3 parking più comodi di Barceloneta (il quartiere che si affaccia al mare), solo una funziona. Parcheggio la mia bicicleta (aspetto che la luce diventi rossa per accertarmi che sia ben riposta e il comune non scali soldi dal mio conto), felice di essermene potuta liberare. Eppure, nello stesso momento in cui l'aggancio, penso che potrei non trovarla più per il ritorno. Ma mi convinco che per il ritono al massimo mi toccherà la metro, per evitare i problemi dell’andata.

 

La stazione metro del ritorno è su una linea diversa da quella della fermata dove vivo. Mi tocca il cambio da gialla a verde a Passeig de Grazia. Il maglioncino in più che avevo indossato diventa insopportabile nella lunga galleria non condizionata, piena zeppa di gente e dall'aria irrespirabile, che mi tocca percorrere per raggiungere la linea verde.

Mi spoglio mentre cammino, fa un caldo insopportabile. Rimango in maglietta ma continuo a sudare. Il mio primo pensiero va al vagone che prenderò: sedili rivestiti, aria condizionata in ogni vagone...potrò pure godere di un cortometraggio  di quelli che che passano sui monitor appesi al soffitto.

Due fermate, giusto il tempo di rinfrescarmi, e di nuovo mi ributto nell'afa. Di nuovo caldo, il più infame, perchè precede le scale mobili che, in quasi tutte le fermate della metro, non so per quale legge fisica, fanno da conduttore d'aria e diventano gallerie ventose. Questa è l'ultima tappa: l’aria più fredda di fuori mi asciuga il sudore che ho riaccumulato. Immagino che gli studenti che vogliano ammalarsi per bigiare classe facciano una gita sulle scale delle metro della città.

Finalmente arrivo a casa e penso: se avessi preso l'autobus! il 57 o il 157 mi avrebbero portata e riportata diretta da casa al mare, dal mare a casa. Ma vabbè aspetterò stasera quando prenderò il Nitbus.