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Ministro, sindaco e Formigoni firmano l'accordo. Ma Milano non c'è. Come dire, tanto siamo a teatro.

Lunedì 20 luglio 2009, teatrino della Villa Reale di Monza.

All’ingresso, un filtro di polizia e carabinieri che preoccupa. All’interno, cerimonia in pompa magna della firma, alla presenza del notaio, per l’avvio del nuovo Consorzio per la Villa Reale ed il Parco di Monza.

Ad un anno dall’accordo di programma stipulato tra Ministero dei Beni culturali, Regione Lombardia, Comuni di Monza e Milano, firmano in tre: il Ministro Bondi, il Governatore lombardo, Formigoni, il sindaco di Monza, Mariani. Ma alla rappresentazione c’è un convitato di pietra.

Il comune di Milano, che non è presente, non firma, e tutti fanno finta di niente. Non per niente siamo a teatro.

Segue una breve conferenza stampa. Si parla dei fondi per l’avvio delle attività del Consorzio. Il Ministero promette 1 milione di Euro, 5 verranno dalla Regione, che ne aggiungerà dodici dai fondi FAS per il restauro della Villa. Ma per coprire i 111 milioni previsti dal Progetto Carbonara per il restauro della Villa Reale saranno necessari altri stanziamenti pubblici consistenti, ed un importante coinvolgimento dei privati, che ne dovranno garantire 61, più della metà del totale, in cambio della realizzazione di un albergo di lusso.

Alla semplice domanda di un giornalista sull’assenza del comune di Milano, il sindaco Mariani risponde sbrigativamente che non si poteva più aspettare.

Ma anche sul reperimento dei fondi il silenzio del convitato di pietra si sente bene. Perché la Villa Reale, si disse, ospiterà gli eventi di rappresentanza di Expo 2015. Ma senza il comune di Milano, sarà difficile che questo avvenga, e quindi si possa attingere alle grandi risorse previste per questo evento.

Per non parlare della gestione quotidiana. Il Consorzio dovrà sostenersi grazie ai proventi delle concessioni. Ma il convitato di pietra, che possiede una parte importante del Parco, ha già fermato con la sua inerzia l’assegnazione di stabili appena ristrutturati. Per non parlare del contenzioso aperto con il comune di Monza sui mancati stanziamenti degli anni scorsi.

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Il Parco di Monza e la sua suddivizione nelle diverse proprietà

Certo, il comune di Milano potrà entrare in un secondo momento, come la nuova Provincia di Monza e Brianza e la Camera di Commercio. Ma non avrà il requisito di socio fondatore, con minori poteri ma anche minori impegni.

Infine nessun accenno al Parco. Nonostante le tante proposte, nonostante in tutte le grandi ville storiche europee i parchi ed i giardini siano considerati altrettanto importanti, vera architettura naturale, qui l’attenzione resta concentrata sulla sola Villa Reale.

La rappresentazione si è compiuta, lo spettacolo continua: ma rischia di girare a vuoto.


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