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A

colloquio con Giacomo Correale Santacroce, un bocconiano con una lunga esperienza di dirigente e consulente esperto di strategie d’impresa, che anche in questa veste si occupa di scenari e di problemi ambientali.

Cominciamo questa intervista con una domanda personale. Cosa rappresentano per te il Parco e la Villa Reale di Monza? Perché hai deciso di occupartene?
Perché mi ricordano quando da bambino andavo a giocare a Villa Borghese (di cui fa parte il Pincio di cui oggi si parla) a Roma. Quando poi sono arrivato a Monza, i grandi viali, la Villa, il Parco mi hanno fatto ritrovare quei ricordi. Quindi li ho sentiti subito come qualcosa di familiare, qualcosa a cui tengo.

Secondo te, Parco e Villa Reale cosa rappresentano per la città di Monza?
Rappresentano, insieme al Duomo ed alla Corona Ferrea, i simboli più importanti della sua storia e della sua identità di “città imperiale”.

Mi viene spontaneo chiedere: e l’Autodromo?
Non si può negare che oggi l’Autodromo costituisca un quarto elemento simbolico della storia e della notorietà, più che della identità, della nostra città. Ma non si può negare che sia sopravvalutato, di fronte a simboli dalla storia millenaria come la Corona Ferrea, universalmente nota, o comunque secolare come il Duomo (settecento anni), il Parco e la Villa Reale (più di duecento anni). Al loro cospetto l’Autodromo costituisce una realtà contingente.

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Foto di Massimiliano Giani

Tornando al Parco ed alla Villa Reale. Sono simboli importanti della nostra identità, eppure, come sappiamo, versano in uno stato di semi-abbandono da decenni, a differenza di tante altre regge, come quella di Caserta, per non parlare di Versailles e Schönbrunn. Secondo te come è stato possibile?
La colpa principale è da attribuire ai Savoia. La Villa Reale, infatti, contrariamente a quel che si pensa comunemente, non rientra tra le ville sabaude, ma è un monumento asburgico e napoleonico. Dopo il regicidio i Savoia hanno colpevolmente abbandonato la Villa Reale e permesso che venisse lottizzato il Parco.

D’accordo, dei Savoia non si è mai parlato male abbastanza. Ma perché la ricca Lombardia, i ricchi comuni di Milano e Monza non sono ancora riusciti a recuperare e restaurare questi monumenti? Perché non sono mai riusciti per decenni a portarli seriamente all’attenzione del Ministero? Forse perché troppo dediti al “lavurà” come ha scritto recentemente Bassetti?
Perché purtroppo durante tutto il secolo scorso, e tuttora, c’è una grande sottovalutazione dell’importanza di questi monumenti e della loro valenza e potenzialità, non solo culturale ma anche economica. Di questo i monzesi non si sono ancora resi conto perché colonizzati culturalmente da interessi estranei alla città.

Comunque sia, cosa proporresti per il loro recupero?
Tre cose.

L’istituzione di un ente che gestisca in modo unitario il complesso Parco e Villa Reale, avendo come riferimento obiettivi fondamentali di tipo culturale ed ambientale, con adeguate risorse economiche. Ad esempio, il recente recupero di Venaria Reale in Piemonte ha richiesto 280 milioni di Euro e prevede un bilancio annuale di 15 milioni di Euro. Questi sono gli ordini di grandezza.

Una nuova legge regionale, che rilanci e sviluppi gli interventi previsti della Legge Regionale n. 40 del 1995, già allora intitolata “per il recupero ecologico ambientale e la valorizzazione storico monumentale del Parco recintato più grande d’Europa”.

Una azione culturale a vasto raggio che renda consapevoli prima di tutti i monzesi ed i lombardi, ma anche i vertici nazionali, dell’altissimo valore storico, culturale e naturalistico del monumento. A questo scopo ci proponiamo di lanciare un appello che ci auguriamo incontri vasti consensi. Un appello che non è “contro” l’autodromo, ma “per” l’Imperial Regia Villa e Parco di Monza. Sono certo che anche l’autodromo ne trarrebbe un rinnovato prestigio. Chi fosse interessato può scrivere a giacomocorreale at libero.it.

Come sai, è di grande attualità l’occasione rappresentata dall’Expo del 2015 di Milano. La recente visita del Ministro dei Beni Culturali Bondi a Monza e l’accordo strategico da lui firmato con Regione Lombardia ed i comuni di Monza e Milano sembra preludere ad un utilizzo della Villa Reale nell’ambito dell’Expo…
Il tema di Expo 2015 è “Feeding the planet, energy for life”, nutrire il pianeta, energia per la vita, un tema quindi di alto valore umano ed ambientale. Purtroppo c’è il rischio che questo tema riceva una attenzione marginale, e che il protagonista sia per l’ennesima volta il mattone. Invece il progetto che più potrebbe rispondere adeguatamente a questo tema sarebbe proprio quello di offrire ai milioni di visitatori che accorreranno a Milano per l’Expo un Parco ed una Villa Reale riportati ai loro antichi splendori.

Puoi scaricare da qui l'appello di Giacomo Correale Santacroce


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