Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

Vorrei | Rivista non profit


Print Friendly, PDF & Email

Il mestiere di scrivere nell'intervista allo scrittore viareggino trapiantato in Brianza, il nuovo libro "Niente tranne la pioggia", il rock, la tratta delle prostitute

S

i legge che sei sindacalista e che lavori come quadro aziendale. È strano immaginare un tizio in giacca e cravatta che scrive romanzi. Com'è possibile?

Indosso giacca e cravatta un paio di volte l’anno, se mi capita una cerimonia. Ma non è un abbigliamento che impedisce di raccontare storie scrivendo. Se pensi di avere qualcosa da dire puoi scrivere anche in tuta da astronauta.

paoli_cover_4-199x300Quando trovi il tempo per scrivere?

Ottima domanda. Quando?

Da Viareggio ti sei spostato a vivere vicino Lecco. Si direbbe che la Lombardia ha stimolato la tua passione per la scrittura...

Non saprei dire. La passione in questione è venuta fuori dopo anni di intense letture. Fossi stato in Patagonia, sarebbe stato uguale. Milano offre occasioni editoriali, questo sì, ma è tutto un altro discorso.

Vorrei ha deciso di dedicare agli scrittori che vivono nel territorio un approfondimento. Come pensi venga vista la scrittura e i libri nel territorio locale?

Credo ci sia una certa diffidenza. I brianzoli sono gente pratica e laboriosa, e dedicarsi alle “lettere” non è l’hobby preferito. Anche se noto curiosità.

Il tuo ultimo libro, appena edito da Todaro, segna il distacco da Frilli editore: ci spieghi questo passaggio?

Un fisiologico desiderio di esplorare strade nuove, da parte mia.

Anche “Niente tranne la pioggia” è un giallo. Nella tua vita privata preferisci leggere gialli, cronaca nera e vedere thriller, magari a caccia di nuovi spunti, o preferisci diversificare?

“Niente, tranne la pioggia” lo vedo più come un romanzo che racconta cose che capitano agli esseri umani. Amo interessarmi delle molteplici sfaccettature della condizione umana: cronaca nera, gialli e thriller ne rappresentano solo una piccola parte e non mi bastano.

Nel tuo romanzo c'è molta musica rock. Una passione o un artificio letterario?

Passione. Musiche e testi di canzoni rock mi hanno ispirato e mi ispirano, come nei romanzi precedenti (in “Ladro di sogni” c’è un tipo che è ossessionato dal mettere in ordine i suoi vecchi dischi in vinile). E se conosci “Little wing” di Jimi Hendrix puoi capirne il perché, in relazione ai temi del romanzo.

Uno dei problemi sollevati da “Niente tranne la pioggia” è la disumana tratta delle prostitute dell'est ingaggiate in Italia con subdole promesse. Cosa ti ha spinto a raccontare questa storia?

A me l’ipocrisia dà fastidio. Le autorità si vantano di avere eliminato la prostituzione, quando in realtà l’hanno solo nascosta. Le persone (perché quelle ragazze sono persone) oggi continuano a essere fatte a pezzi (non solo uccise e messe in un sacco della spazzatura, ma fatte a pezzi moralmente). Corpi e menti a perdere, come le ragazze caricate sul TIR. E noi siamo contenti se il Ministro Carfagna annuncia il decreto legge che non risolve nulla, perché le organizzazioni criminali in Lombardia continuano a prosperare con il trafficking.

Il protagonista Lubrano è un tipo poco incline alle relazioni umane stabili e a lungo termine, poco incline a pianificare la sua vita, oltre al livello professionale. Quanto di te c'è in lui?

Lubrano rappresenta un po’ l’atteggiamento prevalente dei nostri tempi, da quel punto di vista, e io voglio raccontare il nostro tempo. Io? Beh, sono un uomo d’altri tempi (e prima o poi convincerò Lubrano a cambiare, vedrai).

“Immagine differente” è una proposta di legge che vuole (cito l’articolo 1 del disegno di legge) “tutelare la dignità della donna e dell’uomo nella pubblicità e nei mezzi di comunicazione

Nel tuo blog c'è una finestra che chiede di aderire alla proposta di legge sulla “Libertà e il rispetto della libertà nella persona”. Ci dici di cosa si tratta?

“Immagine differente” è una proposta di legge che vuole (cito l’articolo 1 del disegno di legge) “tutelare la dignità della donna e dell’uomo nella pubblicità e nei mezzi di comunicazione nonché di promuovere, attraverso questi, l’affermazione di un’immagine egualitaria e non stereotipata della donna e dell’uomo nella società.”

I corpi e le menti di uomini e, soprattutto donne, nelle pubblicità e nei media sono fatti a pezzi tutti i giorni, fiscamente e moralmente. Una folla di tette, culi, cosce e altri riferimenti sessuali ci accompagna tutti i giorni ovunque. Non si tratta di moralismo, ma di sobrietà e dignità. Invito a sostenerla andando su www.immaginedifferente.net.

Come giudichi la libertà di giornalisti e pseudo tali che si infiltrano scaltramente nelle case e nelle famiglie di chi ha appena vissuto una tragedia e sta aspettando di conoscere la verità? Mi riferisco ai casi di Sarah Scazzi o quello più vicino di Yara...

C’è libertà di stampa e i media tendono a parlare di ciò che fa ascolti o produce copie vendute. Dovrebbe scegliere il pubblico, ma siamo in un periodo storico in cui la capacità di scelta degli italiani è abbastanza compromessa e la soglia etica è parecchio bassa.

Il male affascina e seduce una parte del nostro essere. Ammetterlo significa poterlo affrontare.

In generale, in Italia si è sempre letto molto e con interesse dei delitti e dei crimini efferati. Attitudine che non cambia con il passare del tempo. Non ti chiedo un'analisi sociologica, naturalmente, ma una breve considerazione sul perché ci piacciono queste storie.

Il male affascina e seduce una parte del nostro essere. Ammetterlo significa poterlo affrontare. Stephen King ha scritto “credo la maggior parte delle persone sia fondamentalmente buona. Io so di esserlo. E’ di te che non sono del tutto certo.”

Leggi i tuoi colleghi conterranei?

Ho conosciuto Andrea Vitali a “La passione per il delitto”, l’anno scorso a Monticello Brianza. Gli invidio la straordinaria capacità di cogliere l’essenza delle persone che conosce e incontra, e come ne trae i caratteri dei suoi personaggi.

 

Sergio Paoli ha 45 anni, è nato a Viareggio e vive in provincia di Lecco. Laureato in economia, lavora come Quadro aziendale. Scrittore autodidatta, la sua prima raccolta di racconti noir e surreali è stata “Rumori di fondo” nel 2008, ha pubblicato poi nel 2009 "Ladro di sogni - storia noir di una Milano marginale" e il giallo “Monza delle delizie” nel 2010 con Fratelli Frilli Editore. Oggi è al suo terzo romanzo, “Niente tranne la pioggia”, uscito ad aprile 2011, ed. Todaro.

Qui il suo sito www.sergiopaoli.com