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Il docente del politecnico di Milano, incaricato dello studio di fattibilità, ci parla della seconda fase del processo di costituzione del Parco Agricolo Nord Est nella Brianza Vimercatese

 

Partito nel 2012, ne avevamo trattato quiqui con un'intervista allo stesso Christian Novak, il progetto Pane è ora passato nella seconda fase della sua maturazione. A maggio avevamo intervistato qui il vice sindaco di Vimercate Corrado Boccoli sullo stato di avanzamento del progetto. Essendo un progetto di governance territoriale complesso e in sviluppo nel corso di diversi anni, la nostra rivista si è proposta di seguire, informare e approfondire i passaggi più importanti del processo. C'è l'impegno assunto dal sistema dei tre Plis vimercatesi ( Parco della Cavallera, Parco del Molgora e Parco del Rio Vallone) di lavorare in stretta unità d'azione, nella prospettiva futura di dotarsi di vincoli protettivi più solidi. Ora proponiamo un'intervista un poco più tecnica rispetto alla precedente fatta a Corrado Boccoli.

 

20151114 le ultime vangate

 Angiolo Tommasi - Le ultime vangate - 1892

 

Christian Novak, in cosa consiste la seconda fase del progetto?
La seconda fase è costituita da due azioni. Sono distinte, ma anche abbastanza intrecciate tra loro. La prima azione, quella più istituzionale legata al bando Cariplo, il finanziamento iniziale, è lo studio di fattibilità. L'altra azione è la costruzione politica e gestionale dei Plis (Parco Locale di Interesse Sovracomunale). Del grande Plis del Vimercatese. Oppure del grande parco regionale, o di altro complessivo sistema organizzativo sovra locale a cui si tende ad arrivare.

 

A che punto siamo sulla prima azione?
I naturalisti hanno già eseguito una serie di studi, di sopralluoghi e relazioni intermedie. Abbiamo definito insieme, quindi urbanisti e naturalisti, gli interventi da fare sui corridoi ecologici. Per il momento però sono interlocutori. Nel senso che abbiamo scritto e documentato una serie di ipotesi. Le stiamo definendo poco per volta insieme ai tavoli: sono filari, sono siepi, sono boschi, sono sottopassi ecologici, sono aree umide. Li abbiamo definiti in base agli studi naturalistici e alle potenzialità urbanistiche delle aree. Sulla parte urbanistica è stato fatto un lavoro aggiuntivo. Non soltanto abbiamo individuato dove ci sono i vincoli negativi rispetto ai corridoi ecologici, quindi in previsioni di infrastrutture o di ambiti di trasformazione, ma anche, ed è stato un lavoro faticoso, tutti gli strumenti che i diversi piani mettono a disposizione della costruzione dei corridoi ecologici. Quindi tutte le reti ecologiche regionali, le norme di tutte le aree agricole comune per comune. Sono tutte diverse. Ambiti di compensazione ambientale. Ambiti di ipotesi di parchi o non ancora inseriti nei Plis.

 

Ambiti particolari?
Ambiti in cui i comuni hanno una progettualità anche minimale. Li abbiamo definiti aree di opportunità. E' meglio ragionare con i comuni su queste aree piuttosto che su altre in cui non hanno inserito nessuno strumento. Perché hanno più possibilità di concretizzarsi in progetti. In base a un criterio scientifico abbiamo stabilito una serie di ipotesi. Dopodiché c'è un criterio di carattere politico. Politico è anche il regime dei suoli. Se i soggetti sono pubblici o privati, oppure se ci sono gli agricoltori o le associazioni interessati a uno specifico terreno.

 

Abbiamo l'intenzione di organizzare 15 tavoli di confronto

Qui come pensate di procedere?
Stiamo cominciando a programmare gli incontri. Abbiamo l'intenzione di organizzare 15 tavoli di confronto. Finora ne abbiamo fatti quattro con le amministrazioni interessate su altrettanti corridoi ecologici, sicuramente delicati. Uno con Sulbiate, Aicurzio Bernareggio, Verderio; uno con i comuni di Roncello, Trezzano Rosa e Grezzago; uno con Bellusco, Vimercate, Burago di Molgora, Busnago; uno più istituzionale con il presidente del Parco dell’Adda Nord.

 

Ma Trezzano Rosa e Grezzago sono in provincia di Monza e Brianza?
Sono in provincia di Milano. Però nei loro perimetri ci sono terreni, a nord della autostrada A4 Milano-Venezia, che sono essenziali per costruire un corridoio ecologico tra il Parco del Rio Vallone e Parco Adda Nord. Poi abbiamo fatto un secondo incontro. Sempre per realizzare una connessione tra il Parco Rio Vallone e il Parco Adda Nord.. In questo caso a nord, con Verderio, Subiate e Bernareggio. Ora stiamo programmando gli altri incontri. Dovrebbero tenersi entro la fine dell’anno.

 

Con chi?
Si comincia con Ronco Briantino, Carnate e Bernareggio, per la parte che inizia alla Fornaci fino a Villanova. E' un tavolo specifico per la zona CTL3. Questi sono essenzialmente strategici. Senza queste aree, che sono abbastanza grandi, Pane non sta in piedi per insufficiente massa critica. Ci sono poi altre aree marginali più a sud, per esempio una bellissima è a Cavenago, di Santa Maria in Campo, vicino all'autostrada A4. Per questi tavoli stiamo cominciando a preparare, in progressione agli sviluppi di interlocuzione, ipotesi di progetto. Così si discute non soltanto di Pane, ma anche di opere. A questo punto chiediamo ai comuni ciò che non hanno ancora dato, nonostante i solleciti ripetuti.

 

Cosa chiedete?
Ad esempio la tavola delle proprietà comunali. E' essenziale. Perché laddove esistono proprietà comunali in aree agricole o lungo i corridoi, questi sono un punto su cui far ruotare intorno un ipotesi di progetto.

 

Perché?
E' più fattibile: ci sono meno costi di esproprio. L'operatore può partire direttamente ed è tutto molto più semplice. Se facciamo opere in una determinata area, noi chiediamo in cambio che i comuni interessati si impegnino con accordi di programma o delibere di giunta a inserire quelle aree nell'interno del perimetro dei Plis adiacenti. Faccio un paio esempi. Essendoci stato a maggio il secondo bando Cariplo di finanziamento sulle opere da realizzare all'interno dei corridoi ecologici, abbiamo anticipato un progetto. Pur non avendo completato lo studio di fattibilità, in accordo con una serie e di comuni e con i tre parchi, abbiamo anticipato un assaggio di quello che potrebbe essere il processo di realizzazione del corridoio.

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Francesco Lojacono - L'arrivo inatteso - 1883 Olio su tela – foto Paolo Soriani

 

Con quali comuni?
Con Sulbiate, Bellusco, Mezzago e Bernareggio. Abbiamo individuato delle aree su cui realizzare le prime azioni. Peraltro abbiamo utilizzato un sistema sinergico con i comuni molto interessante. Il comune di Sulbiate aveva disponibilità di aree pubbliche e di finanziamenti per la forestazione. Utilizzando queste aree e questi finanziamenti abbiamo potuto chiedere più soldi alla Fondazione Cariplo. Abbiamo usato quelle aree come cofinanziamento e per abbassare la percentuale di costi relativa all'acquisizione. Fatto 100 un costo, Cariplo richiedeva non più del 30% per l'acquisizione delle aree. Sulbiate ha messo dentro nel paniere le sue aree di proprietà e così ci ha permesso di acquisire altre aree in cui faremo i boschi. Infine abbiamo ipotizzato quattro aree umide, riqualificazioni di boschi di proprietà pubblica. Per esempio a Bernareggio, in un terreno fuori dal parco, però con l'accordo che rientrerà nel parco.

 

E l'altro esempio?
Tra Mezzago e Bellusco: Bellusco ha quattro ettari di terreno agricolo comunale, sul quale la cooperativa agricola di Mezzago sta cercando di concludere un accordo con il comune. Abbiamo pensato di realizzarci nuove produzioni orticole. Un progetto di produzione a km\0. Nella parte sud di questa area c'è un parco fruitivo in corso di realizzazione a carico di una piccola lottizzazione. Il progetto che abbiamo pensato prevede la continuità tra la parte sud, la porzione orticola e i terreni più a nord, dove si coltivano gli asparagi rosa. In tutta questa piana abbiamo cominciato a costruire un'ipotesi di parco agricolo sostenibile dal punto di vista anche ecologico. Costruendo siepi, filari, aree boscate, due zone agricole a nord, un'area fruibile a sud e in mezzo un sistema ambientale. Abbiamo proposto il progetto in collaborazione con la cooperativa, i due comuni e i parchi. Entro dicembre sapremo se verrà finanziato, in tutto, in parte, oppure no. Intanto lo abbiamo fatto e i comuni che hanno partecipato hanno sottoscritto che inseriranno le aree nel plis Rio Vallone. E' un sistema che può funzionare. Se i comuni ci credono. Sono loro, giustamente, gli intestatari delle politiche sui quei territori. Se il progetto verrà finanziato sarà un volano per l’intero progetto Pane.

 

Ci sono tanti comuni che ci credono. Ce ne sono nuovi che prima non ci credevano, come ad esempio Bernareggio e Roncello

In questo momento quanti comuni ci credono?
Ci sono tanti comuni che ci credono. Ce ne sono nuovi che prima non ci credevano, come ad esempio Bernareggio e Roncello. Sono cambiate le giunte e i nuovi amministratori hanno un atteggiamento molto positivo. Ci sono Cornate e Busnago che hanno fatto scelte diverse, ma vanno bene lo stesso. Perché hanno inserito i loro terreni agricoli strategici nel Parco Adda Nord. Sono sempre stati comuni restii ad entrare nel Parco Rio Vallone. Alla fine hanno inserito aree consistenti nel parco regionale. Con il presidente del Parco Adda Nord Agostinelli abbiamo deciso di iniziare una forma di collaborazione più stretta, per concordare progetti ed azioni comuni, in particolare nelle aree a confine fra i due parchi.

 

Questi tavoli hanno anche una funzione politica?
Abbiamo diviso il territorio in tre parti: si potrà aderire al Parco della Cavallera, al Parco del Molgora o al Parco del Rio Vallone. In modo tale da non complicare eccessivamente la gestione comunale dei Plis. Perché se un comune è piccolo vuole partecipare a un solo Plis per ridurre le spese. L'unico caso di comune che parteciperà probabilmente a due Plis sarà Bernareggio. Ha una parte importante di territorio da tutelare, dal paleoalveo verso il Parco Agricolo La Valletta e dove c'è il castello in direzione di Aicurzio. Poi c'è un pezzo del CTL3 della piana dove ci sono le Fornaci, di cui parlavo prima. Contemporaneamente stiamo pensando a rivedere gli statuti dei parchi per quanto riguarda i pagamenti. Perché i comuni spesso non hanno abbastanza risorse da destinare ogni anno ai Plis.

 

Nel Vimercatese ci sono molti comuni di piccole dimensioni. Esistono per conseguenza problemi di bilancio e scarsità di risorse da destinare ai parchi?
Si. Aderire al Rio Vallone costa di più che aderire al Parco del Molgora. Perché Vimercate è un comune grande e paga gran parte degli oneri. Per un comune di piccola dimensione andare da una parte o dall'altra non è solo una questione geografica ma anche economica.

 

Ma se si realizzasse un unico ente parco non si dovrebbe risparmiare?
Però prima che si realizzi ci vuole molto tempo.

 

I Plis, insieme ai parchi regionali, sono gli unici enti che in questo momento e nei prossimi anni possono gestire progetti sugli spazi aperti

Quindi che strategie ha Pane per procedere verso l'unificazione?
Stare in un Plis significa realizzare insieme progetti. I comuni hanno quindi interesse a consorziarsi perché insieme è più facile accedere ai bandi e alle risorse piuttosto che essere da soli. Per un comune è difficile da solo realizzare un progetto di riqualificazione agricola o di un area umida. I tre Plis insieme elaborano progetti comuni e possono accedere ai bandi. I comuni che entrano possono beneficiare di questo lavoro comune. Questi possono essere alcuni stimoli. I Plis, insieme ai parchi regionali, sono gli unici enti che in questo momento e nei prossimi anni possono gestire progetti sugli spazi aperti. Non certo i comuni da soli. Per cui un comune si pone davanti a una scelta: o sta con i Plis, gli enti gestori del territorio, oppure lascia andare in declino il proprio territorio, in balia degli interessi particolari. Suona un poco come ricatto nei confronti delle amministrazioni. Però bisogna farlo. Per alcune non è necessario. Villasanta, Monza, per esempio, sono comuni che hanno una certa sensibilità ambientale. Altri comuni si chiedono quale guadagno possano trarre aderendo a un Plis, dovendo spendere magari 15 mila euro all’anno di quota di adesione in un momento in cui anche piccole somme sono essenziali per il bilancio comunale. La risposta è che con una somma simile si possono ottenere 30 mila euro di opere all'anno. Questa è l'unica convenienza che può convincere le amministrazioni meno sensibili ai temi ambientali, ma comunque interessate a migliorare la vita quotidiana dei propri cittadini con opere visibili.

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Francesco Gioli - Le boscaiole di San Rossore - 1887

 

Uno dei pochi comuni fuori dai Plis era Bernareggio. Ha cambiato idea?
Ora vogliono aderire. Forse addirittura in due Plis. C'è ancora Trezzano Rosa che non è convinto, ma ha un pezzo essenziale per un corridoio che si collega con l'Adda. E quindi c’è ancora da lavorare, anche pensando all'inserimento di aree a ridosso del centro abitato, dove l’amministrazione è interessata a realizzare percorsi di fruizione ciclo pedonali. Il corridoio ecologico si svilupperebbe a nord dell’A4 in un’area lontana dall’abitato, poco visibile e non frequentata. Non porta voti, per loro. Il percorso vita più vicino alle case è più visibile, più utilizzato e più spendibile elettoralmente. Può essere utile pensare ad azioni integrate, fruitive ed ecologiche, se possono convincere chi ha ancora dei dubbi sull’opportunità di aderire al progetto.

 

In questa intervista Domenico Guerriero, delegato al territorio dell'area vasta di Monza e Brianza, ci ha descritto la variante in corso al Ptcp. Una delle linee più importanti consiste nel semplificare la normativa per l'adesione ai Plis. Può essere utile al progetto Pane?
Assolutamente si. Alla conclusione dei tavoli, quando avremo un quadro più definito, ci incontreremo con la provincia.

 

Ma con la provincia non avete già dialogato?
Si, prima, in due momenti: quando c'è stato i convegno due anni fa. Poi siamo andati una seconda volta per una situazione specifica, ma abbiamo colto l’occasione per anticipare le direzioni del progetto, e torneremo ancora. Per cui sono informati di quanto stiamo facendo. Andremo una terza volta per presentargli un ipotesi di governance. Ovviamente deve essere condivisa. Perché così è più facile il passaggio successivo verso il parco regionale.

 

E' possibile istituire un parco regionale?
Non tutti lo vogliono. Alcuni lo vorrebbero ma hanno dubbi. Altri non lo vogliono proprio. Alcuni comuni amministrati dal centro destra hanno invece da poco aderito a parchi regionali.

 

Par quale motivo?
Presumo perché la regione è amministrata dal centrodestra e quindi preferiscono una governance con questo orientamento. E' una mia ipotesi. Visto che questo tipo di scelta ha interessato tre comuni con amministrazioni dello stesso colore politico. Probabilmente è più facile lasciarsi governare dalla regione con nomine calate dall'alto, piuttosto che partecipare alla complicata gestione orizzontale della democrazia amministrativa locale. E' successo, come accennavo prima, per Cornate D'Adda (che già faceva parte del Parco) e Busnago: hanno aderito al Parco Adda Nord. E' successo per Albiate: ha aderito al Parco Valle Lambro. A sorpresa e con decisione repentina.

 

Ma non avrebbe dovuto aderire al Parco Brianza Centrale?
Esatto. Peraltro la scelta è maturata sconvolgendo un po' l'idea di continuità territoriale e paesaggistica, che sta alla base dell'esistenza di un parco. Per esempio Busnago ha inserito nel Parco Adda Nord terreni adiacenti al Parco Rio Vallone, senza nemmeno una effettiva continuità territoriale con il Parco Adda Nord.

 

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Jean-François Millet - Le spigolatrici - 1857

 

Si è perso il senso territoriale?
Si è perso, ma forse è meglio che si perda un poco l'identità territoriale. Anche il Parco Valle Lambro si sta allargando sulla pianura e ormai non è più un parco esclusivo di valle fluviale. Siccome i parchi regionali ricevono finanziamenti e un poco funzionano, un comune, prima di avventurarsi in un processo lungo di costruzione di Plis e magari con scarso accordo con i comuni con cui si deve consorziare, preferisce aderire direttamente a un parco regionale. Così delega la gestione a un livello superiore.

 

Che motivazioni hanno dato?
Cornate e Busnago li dobbiamo ancora incontrare. Da Albiate, li abbiamo incontrati, lo hanno motivato come processo più semplice. Perché il parco regionale c'è già. Invece il progetto Alma Solis è al palo da 15 anni.

 

Non volevano più aspettare?
In realtà era al palo perché proprio Albiate non ci stava. Ora ha deciso di entrare in Valle Lambro. Dopo aver fatto “man bassa” del territorio e approvato piani attuativi con un elevato consumo di suolo.

 

Il Parco Valle Lambro potrebbe annettersi anche la Brianza Centrale il Grugnotorto?
No. E' molto difficile. Quei Plis hanno amministrazioni motivate che credono nei loro parchi. E' più semplice annettere Plis più deboli come ad esempio La Valletta che ha le stesse caratteristiche di paesaggio del Parco Valle Lambro. Mentre invece il Parco del Grugnotorto e la Parco Brianza Centrale hanno territori con identità molto diverse. Quindi ha più senso il formarsi di un grande parco centrale, come di fatto sembra portare il processo in corso.

 

La regione però sta ridefinendo tutta la geografia dei parchi regionali.
C'è in discussione la riforma dei parchi regionali sia nel merito della governance, con l'obbiettivo di farli funzionare meglio e farli costare meno, semplificando l'organizzazione, sia prospettando un raggruppamento dei parchi. Quindi i parchi che sono sullo stesso paesaggio, tendenzialmente si propone di metterli insieme. Sulle modalità non c'è ancora una idea chiara.

 

Che soluzioni vengono proposte?
Nelle ultime ipotesi si è parlato di parco di cintura intorno a Milano, mettendo insieme, Parco Agricolo Sud Milano, Parco Nord Milano e Parco Media Valle Lambro e . L'idea però è stata abbandonata. Perché i sindaci del Parco Sud si sono immediatamente opposti, raccogliendo velocemente un grande numero di firme di sindaci per contrastare questa ipotesi.

 

Per quale motivo?
Perché il Parco Nord costa ai comuni aderenti circa venti volte di più rispetto al Parco Sud. Il Parco Nord è un parco urbano mentre il Parco Sud è un parco agricolo, con nature completamente diverse. Ha senso realizzare un parco di cintura a Milano, ma è insensato che abbia la stessa governance. Uno si deve occupare di agricoltura, mentre l'altro quasi esclusivamente di fruizione dei cittadini, di piste ciclabili o di orti e di giochi per bambini. Queste funzioni hanno dei costi completamente diversi al mq.

 

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Giovanni Segantini - Ragazza che fa la calza -1888

 

Ci sono altre proposte che riguardano la Brianza?
Un'altra ipotesi è la costituzione di un grande parco della Brianza. Con Parco delle Groane, Lambro e quello che ci sta in mezzo. Tutta la Brianza Centrale e il Parco del Grugnotorto. Anche questa ipotesi sembra difficile da realizzarsi. Perché di fatto è impossibile da gestire. Ci sono piani diversi, politiche diverse, obbiettivi diversi, gruppi di lavoro diversi. Mondi diversi. Sono anche distanti. Insomma sarebbe dal punto di vista gestionale molto meno funzionale di come lo sono oggi separatamente. Altra ipotesi è il collegamento sugli assi fluviali. Questo è già più sensato. Per esempio un'ipotesi è l'unione di Parco Adda Nord e Parco Adda Sud. Diventerebbe un parco grande come il Parco del Ticino. Però avrebbe un senso. Pur essendo paesaggi diversi: quello a nord incassato in valle e quello a sud con la pianura e l'agricoltura. Un altro grande parco sarebbe l'ipotesi di connessione tra Lambro, Medio Lambro, Curone-Montevecchia e La Valletta, le colline briantee. Un altro possibile è la connessione tra le Groane e la Brughiera Briantea, che è ancora Plis. Avrebbe voluto diventare parco regionale, non ce la sta facendo, però si potrebbe unire con le Groane. Questo avrebbe un pochino di senso, perché sono territori simili di altipiani boscati. (Ne avevamo trattato qui con un'intervista fatta al presidente del comitato promotore ndr.). Così come le colline del Lambro hanno storicamente come apice strategico, storico e identitario Montevecchia. Ci sta. E' sensato. Non è sensato il parco della Brianza. Perché dal punto di vista gestionale sarebbe troppo complesso.

 

Ci sono dei connotati specifici delle diverse aree per cui la Brianza Centrale è giusto che sia un unico parco eventualmente con il Parco Nord e la Balossa

Brianza Centrale dovrebbe allora essere un parco a se stante?
Ci sono dei connotati specifici delle diverse aree per cui la Brianza Centrale è giusto che sia un unico parco eventualmente con il Parco Nord e la Balossa, che hanno caratteri non troppo diversi dal Grugnotorto per esempio. Dovrebbero rimanere: Groane, Lambro e in mezzo un altro parco eventualmente collegato al Parco Nord, ad est Pane e l’Adda.

 

Quindi non legato ai parchi fluviali?
No. Un parco di pianura agricola, asciutta in cui il carattere residuale dello spazio aperto sia trasformato in risorsa ambientale e di paesaggio per la città diffusa.

 

Lo stesso modello si può replicare nel Vimercatese con Pane?
Si. L'ipotesi che noi facciamo è all'interno di un progetto di un territorio, quello del Vimercatese. Quindi pensiamo a un parco che ha come confini: i parchi delle colline del Lambro, il Parco dell'Adda e sotto la Martesana.

 

Quindi resterebbero i parchi fluviali più altri due?
Esattamente. Si possono unire, come dicevo e resterebbero sopra Milano due bolle: una a est e l'altra a nord.

 

Potrebbero diventare parchi regionali?
Ne avrebbero come requisiti sia la dignità che l'estensione. Tra i parchi regionali ci sono il Parco Nord e il Bosco delle Querce che hanno una dimensione assai inferiore. Il parco della Brianza potrebbe contenere sia Parco Nord sia il Bosco delle Querce, Balossa, Grugnotorto e Brianza Centrale. Da due parchi regionali e tre Plis si semplificherebbe in un unico parco regionale.

 

Ci sarebbe un parco regionale da Seregno a Milano?
Si. La Brianza Centrale, con Seregno, Desio, Lissone, Monza, Muggiò, Nova, Cinisello, Milano ecc. E' un ipotesi sostenuta peraltro dal prof. Arturo Lanzani, è sensata dal punto di vista geografico e avrebbe buone possibilità di successo.

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Oreno di Vimercate - Casino di caccia Borromeo, Particolare degli affreschi -  Foto di Emanuele Vicini

 

E per il Vimercatese?
Il problema nel Vimercatese è che attualmente ci sono tre Plis, uno è più attivo (Rio Vallone), gli altri due con sistemi di governance più leggeri, ma come tutti i Plis non siedono al tavolo della regione. Bisogna riuscire a interloquire. Ora stiamo facendo una mappa di scenari possibili che presenteremo in regione e in provincia e ai Parchi regionali vicini. Come consistenza territoriale Pane è più ampio di quello della Brianza Centrale, e ha caratteri territoriali tali da poter divenire un parco agricolo.

 

Quindi non dovrebbe avere grandi difficoltà?
Si. Però i comuni della Brianza Centrale hanno già sottoscritto delle ipotesi e accordi di programma per andare nella direzione che dicevo prima.

 

Sono più avanti nel processo?
Sono partiti prima e sono più avanti. (Qui il servizio sul tema,ndr.) Nel Vimercatese c'è una lettera di intenti comuni, firmata due anni fa. Però si è ancora indietro come ipotesi di progetto. Non è facile. Diversi comuni sono in scadenza amministrativa. La prossima primavera ci saranno le elezioni. Bisogna in tempi brevi arrivare a condividere una ipotesi chiara e forte, per avere qualche speranza di giocare un ruolo nella ridefinizione dei parchi regionali. Altrimenti le decisioni caleranno dall’alto.

 

In questa video-intervista, fatta ad Abbiategrasso da LibLab, Christian Novak ci spiega chi è:

 

Gli autori di Vorrei
Pino Timpani
Author: Pino TimpaniWebsite: http://blog.libero.it/PinoTimpani/

"Scrivere non ha niente a che vedere con significare, ma con misurare territori, cartografare contrade a venire." (Gilles Deleuze & Felix Guattari: Rizoma, Mille piani - 1980)
Pur essendo nato in Calabria, fui trapiantato a Monza nel 1968 e qui brianzolato nel corso di molti anni. Sono impegnato in politica e nell'associazionismo ambientalista brianzolo, presidente dell'Associazione per i Parchi del Vimercatese. Ho lavorato dal 1979 fino al 2014 alla Delchi di Villasanta, industria manifatturiera fondata nel 1908 e acquistata dalla multinazionale Carrier nel 1984 (Orwell qui non c'entra nulla). Nell'adolescenza, in gioventù e poi nell'età adulta, sono stato appassionato cultore della letteratura di Italo Calvino e di James Ballard.

digilander.libero.it/pinotimpani/

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