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20150417 Scoiattolorosso

Fra iniziative ed eventi, le strategie per il Parco di Monza. La teoria del "In fondo, che c'è di male?" inesorabilmente  porta al degrado permanente e progressivo  dell'ambiente, della cultura, dell’identità e dell’immagine di persone e luoghi.

In  modo ricorrente  arriva la notizia di un “evento” che si svolgerà nel Parco di Monza. L’ultimo è l’annuncio di una “Electric Run”, una corsa notturna definita come “la più luminosa del pianeta”, con spettacoli e divertimenti,  che si terrà il 25 aprile, in sconcertante coincidenza  con la ricorrenza della Liberazione. Ho subito pensato al grande film di Sidney Pollack, “Il Cavaliere elettrico”, che si svolge tra le mille luci di  Las Vegas ed è una dura critica al consumismo.

Naturalmente sono cominciate le polemiche. Tra gli argomenti dei sostenitori, c’è che solo così si vivacizza una “location”, che non si può dire  sempre “no”, e che per la I.R. Villa e Parco di Monza questo sarebbe un  modo per “adeguarli  alla realtà attuale”. Io vorrei qui accendere  qualche barlume per un discorso  diverso.

1. Domenica scorsa ho partecipato a una biciclettata  nel Parco organizzata dal CREDA, nel quadro di un programma europeo di salvataggio dello scoiattolo rosso. Gli organizzatori hanno condotto il gruppo  a vedere le mangiatoie e i nidi in legno installati in un angolo del Parco per questi piccoli  roditori minacciati da concorrenti americani,  illustrando il programma europeo, la natura dello scoiattolo rosso, gli strumenti per salvarlo. Ci si è poi spostati verso la riva del Lambro, dove è stata illustrata  l'avifauna della zona e altre realtà del terreno umido. Alla fine ci si è recati  ai Mulini asciutti, dove è stato possibile ammirare la ruota e i macchinari per la macina dei cereali, appena restaurati e di prossima attivazione. Il tutto completato con la degustazione  di  pane spalmato con una “nutella” prodotta in loco con il miele e le nocciole del Parco. Cinque euro per l'assicurazione.
L’iniziativa  era dedicata soprattutto ai bambini, che hanno partecipato attivamente, con domande sorprendenti, divertendosi e imparando insieme.  C'era da riflettere anche sull'istruzione, su Don Milani e dintorni.

2. Il Parco era splendido, con decine di migliaia di famigliole sedute sui prati su cui era stesa la classica  coperta per quello che qualcuno ha definito "il picnic della mamma". Tutto bello e rispettoso, senza grigliate, giustamente vietate. E tanto sport, biciclette, cavalli, pattini, footing, giochi, eccetera: sport amatoriale, non invasivo  e affaristico, da Reale Mutua per intendersi, a cui è stato consentito di deturpare il Parco con  decine di pietre miliari di cemento recanti il  logo dell’azienda, come segnavia di una corsa che si svolge una volta l’anno.

3. Matteo Barattieri, sommo ornitologo e  consapevole anarchico, sta organizzando,  come ogni anno, una osservazione notturna, silenziosa,  delle civette.  Ha dovuto bloccare le iscrizioni  per l'eccesso di gente desiderosa di partecipare.

 

20150417 LUCA BAGLIVO 20150412

 

4. Anche la domenica precedente avevo  partecipato (non mi capita spesso, è stata una felice coincidenza!) a un'altra biciclettata, organizzata  da Monza Bike Friendly e Monzainbici. La guida ha descritto con competenza il Parco, sottolineando (incredibile!) l’importanza dei cannocchiali paesaggistici  creati 200 anni fa da Luigi  Canonica. Abbiamo sostato anche sulla sopraelevata nord, dove i partecipanti si sono divertiti a caracollare o a prendere il sole sul piano inclinato. Con la guida abbiamo discusso pubblicamente sulla pista di alta velocità, io sostenendone la demolizione, salvo quella curva (come prevedeva il grande  urbanista Leonardo Benevolo), lui sostenendo la conservazione di tutta la pista, come esempio di archeologia industriale. Il pubblico ascoltava, trovando insolite, ma interessanti, le mie argomentazioni.

5. In qualche occasione, nei giorni feriali,  mi è capitato di vedere scendere da un pullman gruppi di turisti, anche stranieri,  e avviarsi al seguito di guide che illustravano il Parco e i Giardini Reali. Si tratta evidentemente di gente culturalmente preparata,  memore  del Gran Tour in Italia e della storia  asburgica, napoleonica, sabauda, novecentesca della Imperial Regia Villa e Parco. Persone  arrivate motu proprio, nella più completa assenza di una politica  e di un marketing culturale a largo raggio, capace di attrarre turisti da tutta Europa. Mi sono chiesto  quale sarebbe l’apporto economico per Monza e dintorni di un moltiplicatore applicato a queste iniziative spontanee. 

Ebbene: tutto quanto sopra ci porta al discorso di fondo: e cioè che per “vitalizzare” Villa e Parco, per “adeguarli alle esigenze della società attuale”, non si tratta tanto di inventare “eventi” capaci, come un luna park (qualsiasi allusione all’Electric Run è voluta) di attrarre migliaia di gente, ovviamente a profitto degli organizzatori e con un obolo irrisorio per l Consorzio. Si tratta invece (e sottolineo “invece”!)   di restaurare, curare il vaso prezioso, la vera e straordinaria risorsa culturale, naturalistica, economica su cui puntare. E farlo sapere. I risultati economici sarebbero consequenziali e ingenti.

 

20150417 SOPRAELEVATA NORD20150329

 

Invece si preferisce  seguire una strategia speculativa, basata sulla domanda:  "In fondo, che c'è di male?". Strategia che  inesorabilmente  porta al degrado permanente e progressivo  dell'ambiente, della cultura, dell’identità e dell’immagine di persone e luoghi.

E parlo di  “strategia” perché il susseguirsi di eventi apparentemente improvvisati   sembra frutto non solo di ignoranza e di miopia economica, ma anche di  una deliberata intenzione di non restaurare e valorizzare culturalmente Villa e Parco, facendolo  semplicemente sopravvivere come contenitore. Da sfruttare, più o meno violentemente, fino all’esaurimento della sua identità storica e del suo reale valore.  

 

La foto dello scoiattolo è tratta da it.wikifur.com

Gli autori di Vorrei
Giacomo Correale Santacroce
Author: Giacomo Correale Santacroce

Laureato in Economia all’Università Bocconi con specializzazione in Scienze dell’Amministrazione Pubblica all’Università di Bologna, ha una lunga esperienza in materia di programmazione e gestione strategica acquisita come dirigente e come consulente presso imprese e amministrazioni pubbliche. È autore di numerose ricerche, saggi e articoli pubblicati su riviste e giornali economici. Ora in pensione, dedica la sua attività pubblicistica a uno zibaldone di economia, politica ed estetica.

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