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In attesa del 2014 e del rifacimento di tutta la segnaletica del Parco di Monza, per la mezza maratona è stata installata quella, permanente, dello sponsor

Non passa giorno che La villa Reale e il Parco non subiscano un attacco da parte di estranei, spinti da  un impasto di ignoranza e interessi economici.  

Ci si è messo anche lo Stato, con l’inclusione della Villa Mirabellino tra i beni pubblici da mettere in vendita a privati. Speriamo che la considerazione che la Villa è parte integrante di un più vasto patrimonio culturale e ambientale consenta un ritorno alla ragione e alla pubblica disponibilità del bene. 

Ma c’è un nuovo episodio, che a mio parere è molto grave perché porta avanti una strategia  non dichiarata, ma che risale ai tempi dell’inserimento nel Parco dell’Autodromo e del Golf, ed è tuttora viva: quella di fare del Parco un puro e semplice impianto sportivo a cielo aperto.

Ora, tra le diverse funzioni che il Parco ha svolto fin dalle origini, lo sport ci sta benissimo. Una volta era la caccia e l’ippica. Oggi è frequentato tutti i giorni da migliaia di cittadini  dediti alle passeggiate, al jogging, alla ginnastica, al pattinaggio, al ciclismo, all’ippica. Piccole squadre vengono ad allenarsi negli sport più vari. Si possono fare cacce al tesoro, gare di orienteering, e tante altre cose. Ma tutto ciò si svolge nel rispetto e in coerenza con le caratteristiche di un parco storico polivalente com’è quello di Monza, assicurandone la conservazione e l’uso pubblico. Si tratta di attività amatoriali, che non richiedono installazioni fisse capaci di snaturare l’ambiente architettonico e naturalstico. Al contrario, il modello degli sport professionistici, o che comunque richiedano installazioni invasive e snaturanti,  come l’Autodromo e il Golf, va assolutamente abbandonato, perché se esteso al resto del parco storico ne comporterebbe la fine. 

Ed ecco che questo modello viene replicato, in modo strisciante - anche perché,  come vedremo, si svolge in gran parte rasoterra - con le installazioni introdotte dalla società Reale Mutua, per “segnare”  il percorso di una maratona da essa sponsorizzata.

Camminando lungo i sentieri  sinora incontaminati e quasi selvaggi del Parco, ci si imbatte in tombini e plinti di cemento inseriti in via permanete nel terreno.

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Ma c’è di più: all’ingresso al Parco da  Via Boccaccio, presso il Santuario delle Grazie Vecchie, è stato eliminato il cartello  che recava la pianta del Parco, indicando nomi e posizioni  delle diverse Ville, Cascine e Mulini, nonché dei grandi viali e rotonde. Il cartello era purtroppo da molto tempo imbrattato  e mai ripulito. Ma al suo posto è stata messa una mappa, nuova di zecca, con il logo non della Reggia, ma della reale Mutua, che non descrive altro che i percorsi  della maratona!

 

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Il tutto con l’autorizzazione del Consorzio. A questo punto, tutte le associazioni,  dei ciclisti, dei pattinatori, dei cavalieri, potrebbero protestare: “Perché la Reale Mutua sì e noi no?” Ed esigere di mettere anche i loro cartelli, i loro tombini, le loro tracce indelebili. 

E non voglio porre qui il problema  se una maratona, presumibilmente capace di attirare folle  di partecipanti e di spettatori, rientri tra gli sport adatti al contesto del  parco storico.

Intanto, i bei cartelli che illustravano, con stile e discrezione, i “Sentieri nel Parco”, e quelli che spiegavano  al visitatore i luoghi di valore storico, estetico, naturalistico del Parco, sono lasciati in stato di abbandono.

 

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Quanto ai cartelli  che mostravano l’insieme del Parco, sponsorizzati dai Lions, sono stati rinnovati recentemente senza che qualcuno dicesse loro di aggiornarli (recano ancora il vecchio ippodromo abbandonato da decenni, e sostituito da oltre dieci anni con il  Viale dei Carpini che ricongiunge  le Ville Mirabello e Mirabellino). 

 

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Intanto il Consorzio ha messo i “suoi” cartelli. Bello il marchio, bella la grafica, che dovrebbero essere imposti a tutti i servizi all’interno del Parco secondo una immagine coordinata. Ma invece di descrivere il Parco,  per promuovere  nei visitatori la consapevolezza dell’ambiente in cui si trovano e guidarli nella visita, offrono una bacheca per qualsiasi offerta, pubblica o privata, degna o indegna che chiunque può incollare. L’effetto è nella immagine che segue.

 

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Alla mia  richiesta di informazioni sulla iniziativa della Reale Mutua e più in generale sullo stato dei cartelli, Il Consorzio mi ha informato che è stato recentemente approvato un piano  di completo rifacimento della segnaletica del Parco, con il consenso anche della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, e con uno stanziamento  di 200 mila euro. Tutti i cartelli nel Parco, oggi dei più diversi tipi,   verranno sostituiti da altri rispondenti a una unica grafica, ispirata allo  stile di quelli dei “Sentieri nel Parco”. Il tutto dovrebbe essere realizzato entro la primavera 2014.

Buone notizie, quindi. Ma allora perché si è consentito di ripulire i vecchi e non aggiornati cartelli sponsorizzati dai Lions? Perché il Consorzio ha speso dei soldi per mettere delle bacheche al posto dei cartelli informativi, sapendo di doverli sostituire a breve termine? E perché si è consentito alla Reale Mutua di mettere all’ingresso del Parco un cartello intestato a sé stessa? E la rimozione della vecchia segnaletica include anche l’eliminazione degli invasivi  tombini e plinti di cemento della Reale Mutua?

Staremo a vedere. A primavera.

 

Gli autori di Vorrei
Giacomo Correale Santacroce
Author: Giacomo Correale Santacroce

Laureato in Economia all’Università Bocconi con specializzazione in Scienze dell’Amministrazione Pubblica all’Università di Bologna, ha una lunga esperienza in materia di programmazione e gestione strategica acquisita come dirigente e come consulente presso imprese e amministrazioni pubbliche. È autore di numerose ricerche, saggi e articoli pubblicati su riviste e giornali economici. Ora in pensione, dedica la sua attività pubblicistica a uno zibaldone di economia, politica ed estetica.

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