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Dossier. Braccia ridate all'agricoltura. Il mercato itinerante che parla e pratica cibo sano, saperi contadini, legalità e diritti, sbarcherà domenica 12 maggio anche nel capoluogo lombardo, dopo aver già toccato tante altre piazze del centro e del nord Italia, da Ancona a Genova, da Firenze a Bergamo, passando per Perugia e L’Aquila.

Ad animarlo ci saranno le persone, le storie e i prodotti che alimentano la Rete di Economia Solidale del Sud. ReSud mette assieme produttori, gruppi di acquisto solidale, associazioni e singoli che condividono il progetto di un'agricoltura sostenibile e forme di produzione e consumo partecipate e consapevoli.

L'idea di “invadere” le piazze del centro e del nord Italia è venuta ad alcuni di loro, al fine di “rafforzare le relazioni tra le reti del Nord e quelle del Sud, definire un sistema nazionale di garanzia partecipato, sviluppare la produzione e la fruizione di prodotti biologici, supportare i produttori eco-socio sostenibili, far emergere il lavoro sommerso e regolarizzare quello dei migranti, organizzare una distribuzione di prodotti a filiera corta alternativa a quella attuale imposta dal mercato”.

L'iniziativa è partita l'anno scorso, cominciando col portare su tantissime piazze d'Italia i frutti che sono anche un simbolo del Sud. Le arance. Amate ma amare, se si pensa all'economia di sfruttamento che c'è dietro la loro raccolta. Rosarno è ormai un triste simbolo delle condizioni di schiavitù in cui i braccianti africani sono costretti spesso a lavorare nelle nostre campagne. E' stato proprio per raccontare storie diverse da queste, che le reti del sud si sono mobilitate. Per raccontare, con la loro presenza, la pratica di un lavoro giusto, a sostegno dei diritti dei braccianti e dei lavoratori; la pratica di legalità in un contesto dove talora l'illegalità è legale; la sostenibilità delle colture e la possibilità di cambiare non solo le regole del mercato, ma anche quelle della società. “Coltiviamo rispettando la natura, vendiamo rispettando la gente. Creiamo occasioni di occupazione gioiosa rispettando la dignità del lavoro; promuoviamo lo sviluppo armonico del territorio”. Così Galline Felici, il consorzio di aziende e cooperative siciliane promotore degli Sbarchi in piazza, oltre che di Re-sud.

Queste realtà esistono e ci chiedono di non essere invisibili; di pretendere che si produca e quindi si consumi secondo quella che il “Movimento Terra”, la rete delle produzioni autonome di Puglia e Basilicata, definisce la “Bio-logica”. Che significa, innanzi tutto, tutela e rispetto. Del territorio e delle risorse. Delle persone, ovvero della salubrità della loro alimentazione, del loro diritto di sapere cosa mangiano e bevono, del loro lavoro quando partecipano all'attività agricola.

Non si tratta di grandi aziende, ma di piccoli produttori. A parlare con loro si capisce che la grande distribuzione oltre a strozzarli, strappa via un patrimonio di saperi, di modi di coltivare, di equità e rispetto del lavoro, di giusto prezzo delle cose. Così come si comprende che le stesse procedure per la certificazione biologica sono spesso fatte a misura delle grandi imprese dell'alimentazione. E' per questo che bisogna ricominciare a pensare a forme nuove e partecipate di garanzia dei prodotti. Un tema centrale nel dibattito delle reti.

E allora tutti in piazza. Si comincia sabato, alle 17.00 all'ex Paolo Pini, in via Ippocrate 45 (M3 Affori FN) con una tavola rotonda su "Il mercato del lavoro (e il lavoro del mercato): nuove imprese verso l'economia solidale" e a seguire aperitivo (portatevi piatto e forchetta). Mentre domenica si continua dalle 10.00 alle 18.00 in P.zza Gasparri (M3 Comasina) con i mercati agricolo, artigianale e di autoproduzione, uno spettacolo teatrale, la ciclofficina e altro ancora. Per un assaggio di economia partecipata, consapevole, solidale.


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