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20120901-canale

Nell’isola tra il Lambro, il canale Villoresi e la Roggia Lupa.

A

 valle dello stadio e della chiesetta di S. Gregorio, l’area incolta racchiusa tra il Lambro, il Villoresi e la roggia Lupa ha una superficie di poco più di 3 ettari ed è opportunamente classificata “Zona F 3 Parchi urbani e territoriali” nel PGT del 2007. Il Lambro la delimita a nord facendo in questo punto una marcata ansa; la qualità ecologica dell’acqua è ancora passabile pur variando nel tempo in questo tratto da sufficiente (classe III) a scadente (classe IV) nelle classificazioni dell’Arpa. (In effetti il punto in cui viene eseguito il monitoraggio si trova a Peregallo, prima dell’ingresso del Lambro in città, ma si può ritenere che non vi siano variazioni significative in tutto il percorso cittadino in assenza di scarichi fognari importanti).

Sul fiume vi è una traversa che permette il locale innalzamento del livello in modo che una parte di acqua possa defluire nella roggia Lupa che ha qui la sua origine. La Lupa è l’unica roggia tuttora attiva tra quelle derivate dal Lambro in città (nel Parco sono in funzione la roggia Molinara e la Mulini Asciutti) ed è molto antica: la sua bocca di derivazione è censita e figurata già nella carta datata 1615 di P. A. Barca (n° 89, “Bocca detta La Lova”) mentre la prima rappresentazione cartografica dell’intero percorso (in base alla documentazione finora disponibile) è in una mappa del 1693 (n° 30, “Bocca detta Luppa” ). In prossimità della bocca la roggia sottopassa il Villoresi, la ciclopedonale e il tratto iniziale della Via F. Lippi: le sue acque residue rientrano nel Lambro poco lontano dall’edificio della Cascinazza. Attualmente l’alveo è in pessime condizioni essendo invaso dalla vegetazione mentre sulle sponde vengono spesso depositati rifiuti di ogni genere.

Il canale Villoresi marca il confine meridionale di quest’area destinata a parco urbano e al suo fianco si sviluppa l’omonima ciclopedonale, costruita pochi anni fa. Il Villoresi supera il Lambro su un ponte-canale edificato alla fine dell’Ottocento all’epoca della costruzione del canale ed è a sua volta sormontato dalla recente passerella ciclopedonale. Quando, in estate, la portata è massima, il sollevamento di una paratia fa scendere in cascata parte dell’acqua del Villoresi nel sottostante Lambro che così riceve “una boccata di ossigeno”, prima di andare incontro a morte certa (e forse definitiva) poco più a valle, all’entrata in territorio di Brugherio, Cologno Monzese e Sesto S. Giovanni: da qui in poi la qualità ecologica del fiume, secondo le valutazioni dell’Arpa, varia da pessima (classe V, quella che indica le peggiori condizioni di inquinamento di un corso d’acqua) a scadente (classe IV).

Nell’alveo del fiume, durante le piene, contro i piloni del ponte-canale si accumulano rami e tronchi di alberi trasportati dalla corrente: ostacolando il deflusso delle acque questi depositi devono essere periodicamente rimossi, con intervento della Protezione Civile.

Se verrà effettivamente attrezzata a parco, l’area dovrebbe essere chiusa, come quasi tutti gli altri giardini urbani, da cancelli. Ne basterebbero due: uno al ponte-canale e uno all’incrocio della ciclopedonale con Via Ghilini. Non servirebbero altre recinzioni essendo il parco un’isola delimitata dai tre corsi d’acqua. Sarebbe poi inutile ripristinare sulla ciclopedonale l’illuminazione che verrebbe distrutta dai vandali pochi giorni (o addirittura ore) dopo, come è già successo in passato.

                                                                                             

Le immagini:

1-     L’area destinata a parco urbano nel PGT del 2007 è un’isola racchiusa tra il F. Lambro, il canale Villoresi – sulla cui sponda corre l’omonima ciclopedonale – e la storica roggia Lupa.

2-     Stralcio della tavola del PGT.

3-     L’area a parco delimitata su un’immagine da satellite.

4-     Una traversa sul Lambro permette di alimentare la roggia Lupa.

5-     La bocca della roggia Lupa durante una piena del Lambro.

6-     Il ponte-canale del Villoresi sul Lambro, sormontato dalla passarella della ciclopedonale. Qui viene scaricata in cascata nel fiume acqua “pulita” del canale.

7-     Pecore al pascolo nell’isola.

8-     Distruzione sistematica di tutte le lampade di illuminazione ad opera di vandali.

 

 

 

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