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Intervista a Sergio Arienti di Legambiente: il territorio “liberato” va riqualificato, bonificato e protetto

Mentre l'iter della variante prosegue con i ritmi burocratici della macchina amministrativa che ne prevede l'adozione nel Consiglio Comunale del 10 novembre, abbiamo pensato di dedicare una serie di servizi di informazione dietro le quinte. Pubblichiamo quindi un'intervista a Sergio Arienti, webmaster di Alternativa Verde e sentinella ambientalista da diversi anni del territorio desiano e non solo.

Sergio, da alcuni anni Desio è in evidenza nelle cronache giornalistiche inguanto a degrado e devastazione del territorio, che cosa sta succedendo, perché la città si è venuta a trovare in questa situazione?

A Desio c'è una cultura diffusa da parte della proprietà privata: il semplice possedimento di un terreno viene interpretato come assoluta disponibilità a poterci fare tutti i propri comodi, sia in superficie che nel sottosuolo, permettendosi qualsiasi azione di cementificazione e deterioramento. Alla base di questi comportamenti c'è l'arretratezza del senso civico, rimasta ferma di decenni e che fa in modo di annichilire le sensibilità, che pure ci sono, delle coscienze ambientaliste, inducendo la popolazione in generale allo scoramento e alla apatia. Ma pur essendo in pochi noi di Legambiente non ci siamo dati mai per vinti e abbiamo continuato a condurre la battaglia per la difesa del nostro territorio, anche in presenza di amministrazioni clamorosamente dannose o colluse con sistemi affaristici legati alla mafia.

A Desio c'è una cultura diffusa da parte della proprietà privata: il semplice possedimento di un terreno viene interpretato come assoluta disponibilità a poterci fare tutti i propri comodi, sia in superficie che nel sottosuolo, permettendosi qualsiasi azione di cementificazione e deterioramento.

Ora però la nuova amministrazione guidata dal sindaco Roberto Corti sembra avere avviato una svolta notevole a questo andamento, avviando una variante al Pgt che cancella un milione di mq edificabili, non pensi che sia la chiave di volta per rivoluzionare le politiche del territorio in città?

Si, prima di tutto c'è da riconoscere un notevole salto alla trasparenza operato dall'amministrazione di Roberto Corti, attuata su più versanti dell'informazione, come ad esempio l'apertura al pubblico delle sedute di commissione urbanistica che l'amministrazione precedente invece preferiva tenere a porte chiuse, manco fossimo al tempo del fascio! Con la variante al Pgt di Desio , si “salvano” , un milione di metri quadri di aree “verdi”, ponendole così al riparo per qualche tempo dalla valanga di cemento catrame. Queste aree superstiti della cintura cittadina (dovrebbero essere la non città del territorio comunale, non urbanizzate in nessun modo) sono già degradate per l'80 % e forse anche per il 100 %. La valutazione nasce dalla semplice osservazione delle aree agricole coltivate: esse sono inquinate da laterizi e plastiche e abbiamo rilevato in questi giorni pure da vetri frantumati. Altre aree sono discariche a cielo aperto (usate dalle vecchie amministrazione per i rifiuti urbani), vecchie di cinquanta anni e altre ancora sono recentissime. La variante del Pgt non tiene conto di questo aspetto, ritenuto incredibilmente irrilevante da tutte le amministrazioni che si sono succedute.

 

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Desio: Antonio Cornacchia (direttore di Vorrei) e Sergio Arienti (foto inedita)

 

Occorre anche ristabilire una gerarchica di valori nell'operare il risanamento. A mio modo di vedere il territorio non e' solo superficie: è sotterraneo, aereo e per ultimo ma proprio ultimo paesaggio

Tuttavia ci sono nella variante una serie di strumenti per operare un risanamento consistente, non ritieni possano essere efficaci?

Il territorio “liberato” va riqualificato, bonificato e protetto. La variante in corso prevede anche una forma di compensazione ambientale, che come principio è importantissimo, per ricostruire il paesaggio e recuperare le strade rurali nell'intento di rimetterle alla fruzione della cittadinanza. Il primo passo è la classificazione e la mappatura delle aree di proprietà comunale, che finalmente l'assessore Daniele Cassanmagnago è riuscito a far redigere dagli uffici comunali. Ma il costo delle bonifiche è altissimo e per ora l'amministrazione non ha fondi sufficienti. La devastazione non risparmia neppure le proprietà comunali da discariche abusive: il comune non ha le capacità di difesa a fronte dell'attacco continuo al territorio che neanche oggi si ferma. Occorre anche ristabilire una gerarchica di valori nell'operare il risanamento. A mio modo di vedere il territorio non e' solo superficie: è sotterraneo, aereo e per ultimo ma proprio ultimo paesaggio.

 

Qui l'articolo precedente: Desio: una variante che cancella 1 milione di mq edificabili

 

 

 

Gli autori di Vorrei
Pino Timpani
Author: Pino TimpaniWebsite: http://blog.libero.it/PinoTimpani/

"Scrivere non ha niente a che vedere con significare, ma con misurare territori, cartografare contrade a venire." (Gilles Deleuze & Felix Guattari: Rizoma, Mille piani - 1980)
Pur essendo nato in Calabria, fui trapiantato a Monza nel 1968 e qui brianzolato nel corso di molti anni. Sono impegnato in politica e nell'associazionismo ambientalista brianzolo, presidente dell'Associazione per i Parchi del Vimercatese. Ho lavorato dal 1979 fino al 2014 alla Delchi di Villasanta, industria manifatturiera fondata nel 1908 e acquistata dalla multinazionale Carrier nel 1984 (Orwell qui non c'entra nulla). Nell'adolescenza, in gioventù e poi nell'età adulta, sono stato appassionato cultore della letteratura di Italo Calvino e di James Ballard.

digilander.libero.it/pinotimpani/

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