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Confini ASST Monza Vimercate. Fumagalli (M5S Lombardia): “disorganizzazione funzionale ad avvantaggiare il privato”.

“La necessità di rivedere i confini dell’ASST di Monza e Vimercate è solo la punta dell’iceberg della disorganizzazione della sanità brianzola, come del resto più genericamente quella lombarda. Il leitmotiv che sentiamo chiamando il CUP, il centro unico prenotazione è quello che se non vogliamo attendere liste di attesa infinite possiamo rivolgerci al privato accreditato e fare la prestazione entro pochi giorni. La disorganizzazione del sistema è funzionale alla crescita del privato e alla mortificazione della sanità pubblica”, così Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, che ha partecipato a una conferenza stampa con Lega e PD per fare il punto sulla modifica dei confini dell’Asst. “Chiediamo che oltre a rivedere i confini e a organizzare meglio il funzionamento dell’intera ATS Brianza, vi sia un rilancio della sanità pubblica  che deve avere il suo fulcro nella trasformazione in IRCSS dell’Ospedale di Monza con il potenziamento dei presidi Ospedalieri di Desio e Vimercate oltre che Merate in modo che i pazienti possano trovare il luogo di cura in strutture adiacenti alle aree più densamente abitate. Il potenziamento delle strutture pubbliche è necessario per far fronte alla “presa in carico della cronicità” nella nostra zona, se non vogliamo che la cronicità diventi la chiave con cui consegnare lo scrigno della sanità al privato. E’ meglio lasciare perdere progetti fantasiosi come la Città della Salute o gli Ospedali dei Santi Paolo e Carlo, che non arriveranno prima di 10 anni, mentre occorre puntare su strutture nuove come Vimercate, altamente specializzate come Monza e da rilanciare ospedali come Desio e Merate”, conclude Fumagalli.

Milano, 25 febbraio 2019

 

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