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È un biacco il primo inquilino dell'oasi accanto al rifugio di Monza.

L'innocuo serpente era stato trovato in un box a Biassono.

Il suo nome scientifico è Hierophis viridiflavus, comunemente è conosciuto come biacco o colubro verdegiallo. È una specie abbastanza comune in tutta Europa e anche in Italia, e può arrivare a una lunghezza di 120-140 centimetri. Non è un serpente velenoso e, se disturbato, preferisce la fuga, mentre se si cerca di prenderlo può reagire vigorosamente, alzandosi minaccioso. È comunque un animale innocuo utilissimo all’ecosistema perché si ciba di roditori e di insetti. Un esemplare di biacco, molto diffuso in Brianza, è stato recuperato dai volontari ENPA sabato 20 aprile in un box auto a Biassono (MB) dove aveva seminato panico causando anche l’arrivo di una pattuglia di vigili. Portato al rifugio di via San Damiano, è stato liberato nell’Oasi di biodiversità, primo inquilino della grande area di 2500 metri quadri accanto al canile che sta acquistando piano piano una sua precisa identità.

L’ofidiofobia, una paura ancestrale

Nel nostro Paese non ci sono né enormi anaconda né boa constrictor né temutissimi cobra, eppure la paura dei serpenti è comune a molto di noi. La popolazione di ofidi presenti in Italia consta di 17 specie, 13 Colubridi del tutto innocui e 4 Viperidi, potenzialmente pericolosi perché dotati di ghiandole velenifere. Oltre al biacco, altre specie che non è raro incontrare nel territorio brianzolo sono il colubro liscio (Coronella austriaca), la biscia d’acqua (Natrix natrix) e il colubro di Esculapio (Elaphe longissima), chiamato anche saettone. Purtroppo la paura ancestrale dell’uomo verso questi animali spinge molto spesso alla loro ingiustificata uccisione.

 

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