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BUONE NOTIZIE PER  LA MOBILITÀ DI MONZA,  MA NON ABBASTANZA

L’associazione FIAB MonzaInBici celebra l’inizio dei cantieri per nuove piste ciclabili in città, ma segnala che per adattare la mobilità urbana al mondo post-coronavirus serviranno interventi nuovi e ancora più coraggiosi.

Finalmente delle buone notizie per la viabilità di Monza: è partito il cantiere per la realizzazione della ciclabile da Via Borgazzi a Bettola (futura fermata della metro 1).

Questa ciclabile sarà importante per raggiungere il capolinea della M1 con un mezzo alternativo ed ecologico come la bicicletta. Aspettiamo da tempo questo tratto ciclabile anche se con molto ritardo sarà un importante tassello per la mobilità ciclistica monzese, ma non ancora sufficiente per colmare le carenze della rete ciclabile cittadina. Per esempio, perché questo asse sia una valida alternativa all’uso della macchina per andare a prendere la metro in sicurezza dovrà congiungersi con il tratto di Corso Milano fino al centro di Monza .

Sarà inoltre importante adeguare i parcheggi per biciclette che nel progetto della fermata di Bettola sono in numero insufficiente.

Altrettanto importante anche l’altro cantiere previsto per questo mese, la cosiddetta “Brumosa”, che da via Buonarroti raggiungerà la città di Brugherio. 

Aspettiamo anche la tratta Via Aquileia/Monte Santo/Via Fermi che dovrà congiungersi con via Buonarroti.

Se queste tre strutture saranno realizzate avremo finalmente un collegamento con alcuni comuni limitrofi, e Milano non sarà più così lontana se anche la ciclabile da San Babila raggiungerà Sesto San Giovanni.

Trovare modi alternativi di spostarsi è oggi più che mai urgente: , la situazione di pandemia ha reso ancora evidente la necessità di intervenire sulla mobilità per scongiurare situazioni già conosciute e anche peggiori.  I cittadini sono consapevoli e chiedono sempre più la possibilità di scegliere il modo migliore di muoversi.

Ora con il nuovo decreto rilancio ci sono ulteriori possibilità di intervento, come le corsie ciclabili disegnate sull’asfalto, facili da realizzare e poco costose che possono permettere di connettere lo “spezzatino” di ciclabili cittadino e offrire ai cittadini nuove e utilissime alternative all’auto privata.

Nel frattempo abbiamo ricevuto anche l’adesione del complesso scolastico ICS Don Lorenzo Milani e con questo si aggiungono circa 1000 studenti che potrebbero usufruire di mobilità alternative.

Purtroppo stiamo scontando ritardi enormi e alcune delle notizie che arrivano dall’amministrazione comunale di Monza e dall’assessore alla mobilità Arena, non sono confortanti.

I monopattini elettrici annunciati non crediamo siano la soluzione ai problemi di cui soffre Monza:  traffico caotico e livelli altissimi di inquinamento. Per promuovere alcune nuove modalità di mobilità servono prima di tutto gli spazi a loro dedicati, in caso contrario avremo i monopattini senza sapere dove utilizzarli, con strade non adatte al loro utilizzo. 

Un esempio virtuoso di spazio dedicato, in tal senso, sono invece le nuove rastrelliere per biciclette annunciate dall’assessore.

Qualcosa si muove insomma, ma questi interventi, per quanto positivi, non sono ancora sufficienti a cambiare la mobilità a Monza, anzi possiamo definirlo un inizio cui dovranno seguire nuovi decisi interventi e immediati dettati dalla situazione attuale.

Servono strutture dedicate a biciclette e monopattini, serve la moderazione del traffico con velocità massima all’interno dei quartieri di 30km/h, serve la chiusura delle strade per l’entrata e l’uscita delle scuole: non sono misure fantascientifiche, ma soluzioni già in uso, e con successo, in tantissime città italiane ed europee.

  La moderazione del traffico è da tempo un modo irrinunciabile per rendere sicure le strade ed evitare incidenti gravi, di cui la velocità è la prima causa. Oggi, nel mondo post-corona, trovare modi alternativi per spostarsi, rispettando le distanze, rafforzando il sistema immunitario, e riducendo l’inquinamento, è ancora più urgente.

Fiab MonzaInBici

 

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