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È uscita l’edizione speciale di Mal’aria e Monza sta  molto male. È appena stato reso pubblico il report di Legambiente Mal’aria, un’edizione speciale che dà i voti alle città italiane in tema di inquinamento atmosferico. I dati sono allarmanti, anche se non sorprendenti, nel loro complesso. Ma per i cittadini di Monza il giudizio è davvero grave: 1 solo punto, su una scala da 0 a 10. Soltanto altre 8 città, su un totale di 97 città italiane, hanno preso un voto uguale o inferiore. E solo 15 hanno preso la sufficienza: Sassari (voto 9), Macerata (8), Enna, Campobasso, Catanzaro, Grosseto, Nuoro, Verbania e Viterbo (7), L’Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano, Gorizia e Trapani (6).

Il rapporto confronta le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10, Pm2,5) e del biossido di azoto (NO2) con i rispettivi limiti medi annui suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): 20µg/mc per il Pm10; 10 µg/mc per il Pm2,5; 40 µg/mc per il NO2. I limiti della OMS hanno come obiettivo esclusivamente la salute delle persone e sono di gran lunga più stringenti rispetto a quelli della legislazione europea (limite medio annuo 50 µg/mc per il Pm10, 25 µg/mc per il Pm2,5 e 40 µg/mc per il NO2).

I dati sono stati presentati da Legambiente alla vigilia del 1° ottobre, data in cui prenderanno il via le misure e le limitazioni antismog previste dall’«Accordo di bacino padano» in diversi territori del Paese per cercare di ridurre l’inquinamento atmosferico: una piaga dei nostri tempi al pari della pandemia e che, ogni anno, solo per l’Italia, causa 60mila morti premature e ingenti costi sanitari. Con Mal’aria, edizione speciale, Legambiente chiede anche al Governo e alle Regioni più coraggio e impegno sul fronte delle politiche e delle misure da mettere in campo per avere dei risultati di medio e lungo periodo.

Un coraggio che è mancato alle quattro regioni dell’area padana (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) che, ad esempio, hanno preferito rimandare all’anno nuovo il blocco alla circolazione dei mezzi più vecchi e inquinanti Euro4 che sarebbe dovuto scattare questo 1° ottobre nelle città sopra i 30 mila abitanti. Una mancanza di coraggio basata sulla scusa della sicurezza degli spostamenti con i mezzi privati e non pubblici in tempi di Covid, o sulla base della compensazione delle emissioni inquinanti grazie all’organizzazione e regolamentazione dello smart working per i dipendenti pubblici e privati.

Il circolo Legambiente Alexander Langer, che subito dopo il lockdown, ha inviato la lettera di Legambiente Lombardia al Sindaco per chiedere provvedimenti importanti e durevoli sul tema della mobilità e della gestione delle città, chiede all’amministrazione di Monza che i dati del report vengano studiati e presi come base per progettare finalmente in cui città in cui si possa vivere sicuri e in salute.

“Per aggredire davvero l’inquinamento atmosferico - dice Maddalena Viola, nuova Presidente del Circolo Locale - e affrontare quindi in maniera concreta il tema della sfida climatica, servono misure preventive, efficaci, strutturate e durature. Per questo torniamo a ribadire l’urgenza di puntare su una mobilità urbana sempre più condivisa e sostenibile, potenziare lo sharing mobility e raddoppiare i chilometri delle piste ciclabili, un intervento, quest’ultimo, da prevedere anche nel PUMS, il Piano urbano per la mobilità sostenibile, che il Comune deve mettere in campo al più presto. È inoltre fondamentale avere cura del verde e piantare nuovi alberi, che sono in grado di catturare gli inquinanti atmosferici e ridurre la quantità di polveri sottili nell’aria. Anche l’adesione al parco GruBria, che è stata oggetto di petizioni da parte della cittadinanza, sarebbe un passo avanti in questa direzione."

Il report integrale a questo link:

https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2020/09/Dossier_aria_citta_092020.pdf

Circolo Legambiente Alexander Langer

Monza, 6 ottobre 2020

 

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