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Nel corso del recente Consiglio Comunale l’avv. Sabbioni, legale del Consorzio che amministra il Parco e la Villa Reale di Monza, ha evidenziato la pretestuosità e infondatezza del recesso formulato dal gestore della parte centrale della reggia. La posizione del Consorzio è chiara: non ritiene che esistano sue responsabilità in merito alla richiesta spropositata (oltre 8 milioni di euro) di risarcimento per pretesi mancati introiti del concessionario e anzi individua una precisa responsabilità di quest’ultimo per l’indebito recesso che ha privato i cittadini della possibilita di fruire del monumento ormai da oltre 7 mesi.

Ci chiediamo innanzitutto perché a fronte del recesso esercitato dal concessionario, questi sia ancora in possesso della Villa Reale. È evidente infatti che se il gestore ha inteso sciogliere unilateralmente il contratto, quantomeno debba restituire il bene (e poi nel caso esercitare nelle sedi giudiziari le proprie pretese). La detenzione appare tanto più illegittima perché impedisce al Consorzio di poter disporre del bene e aprirlo alla fruizione di tutti.

È legittimo sospettare che la indebita detenzione della Villa Reale da parte del concessionario serva strumentalmente per ottenere risarcimenti infondati, approfittando di un bene monumentale pubblico per fini meramente economici privati. La circostanza costituisce l’ennesima conferma del fallimento del modello monzese pubblico-privato per la gestione di un bene culturale così rilevante.

Il neo Direttore del Consorzio ha sottolinato l’assoluta priorità dell’apertura della reggia al pubblico e afferma che sono in corso trattative con il gestore al tal fine. Però ormai sono passati ben 7 mesi dalla formulazione del recesso e se nulla si è mosso non si può certo attendere oltre.

Il Consorzio deve chiedere che il gestore restituisca la reggia e per il resto si vada a giudizio. Tra l’altro se avessero davvero il proposito di risolvere la controversia, il gestore e il Consorzio potrebbero ottenere una decisione rapida facendo ricorso a un arbitrato che può dirimere la controversia al massimo in 6 mesi.

In ogni caso, se il gestore rifiutasse di restituire la Villa, il Consorzio potrebbe facilmente ottenere un provvedimento di rilascio immediato ricorrendo in via d’urgenza al Tribunale ai sensi dell’art 700 del Codice di procedura civile.

È possibile che allo stato attuale il Consorzio non abbia i mezzi e le risorse umane per poter gestire, anche in via provvisoria, la reggia e indugi per questo motivo. Crediamo però che gli enti che fanno parte del Consorzio (Ministero dei Beni Culturali, Regione Lombardia, Comune di Milano, Comune di Monza, Camera di Commercio e Confidustria Monza e Brianza), dotati di enormi risorse e potere decisionale, debbano provvedere nell’immediato a restituire ai cittadini il diritto legittimo di fruire del nostro più prezioso monumento, lavorando nella direzione di dotare il Consorzio anche delle competenze necessarie per gestire un complesso monumentale così importante, soprattutto in questo momento in cui la cultura e l’arte appaiono i soli strumenti di compensazione, almeno parziale, dell’avvilimento e frustrazione in cui siamo piombati a seguito dell’emergenza pandemica.

Monza, mercoledì 11 novembre 2020

 

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