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Vorrei | Rivista non profit

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20141009-riccchiuti

Il cosiddetto “Jobs act”, ovvero la riforma del lavoro, sta spaccando i sindacati e il Partito Democratico che alla fine però — al senato — ieri ha votato quasi al completo la fiducia al Governo Renzi. Quasi perché due senatori si sono astenuti. Uno è Felice Casson e l'altra è Lucrezia Ricchiuti, l'ex vice-sindaco di Desio. Il video dell'intervento in aula e il suo messaggio su Facebook

“Questa sera non ho votato la fiducia al Governo. Mi è costato moltissimo. Non avevo votato la fiducia al governo Letta ma a Renzi – con un pizzico di speranza in più – l’avevo votata. E gliel’ho sempre ribadita. Oggi – purtroppo – no.
La linea del PD – quella del nostro partito amato, per cui ci battiamo nei territori, per cui guardiamo negli occhi iscritti, simpatizzanti ed elettori – non può essere data da Sacconi.
Il superamento del principio della reintegra per i licenziamenti illegittimi c.d. economici non era nella piattaforma programmatica con cui Renzi ha vinto le elezioni primarie. Se la maggioranza della direzione del partito oggi la pensa come Sacconi ne sono affranta ma è quella parte che si allontana dalla linea del partito, non io.
Le ragioni del mio dissenso sono esposte nel mio intervento di ieri sera in Senato. E’ postato qui sul profilo e Pippo Civati è stato gentile a metterlo anche sul suo blog.
E poi non è solo la questione dell’art. 18 (su cui pure il testo dell’emendamento è giuridicamente molto ambiguo) ma è anche la riforma in peggio del regime dei controlli a distanza, che temo consentirà le telecamere dappertutto sui luoghi di lavoro. Infine resta sul tappeto la questione delle risorse da destinare all’ampliamento della platea dei beneficiari degli ammortizzatori sociali. Non vorrei che dessimo via i diritti per un piatto di lenticchie.
Peccato. Continuerò a fare le mie battaglie – per ora minoritarie ma un giorno chissà – nel partito e nel gruppo parlamentare, sostenuta da chi mi conosce e mi apprezza.”

 

 

 

 

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