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20100411-minettiAllora, proviamo a fare un bilancio degli eletti nella regione più ricca d'Italia, e tra le più avanzate d'Europa.

Eletti che dovranno ricoprire un ruolo di grande responsabilità per la nostra vita, e che si presuppone debbano essere esperti, competenti, espressione del tessuto produttivo, delle professioni, dell'associazionismo e quanto di meglio vi è nella società lombarda. Insomma, il fior fiore della cittadinanza. Che nei paesi civili arrivano a questo incarico dopo aver dimostrato, con  incarichi di responsabilità, di essere capaci. E che, va ricordato, una volta eletti percepiranno un lauto stipendio a spese nostre.

Cominciamo con il più giovane degli eletti. Ventun anni, in possesso di una maturità, appena conseguita al quarto (quarto!) tentativo. Forse, nella sua elezione nelle liste della Lega Nord ha contato il suo cognome,  e suo padre lo stima al punto da chiamarlo il Trota. Si chiama Renzo Bossi e pare si occupi di sport. Il nepotismo è roba da meridionali, sono sicuro, non c'entra niente.

Vabbè, uno può capitare ma proseguiamo con un'altra giovane e competente: Nicole Minetti. Non si è mai occupata di politica fino a quando nel dicembre dell'anno scorso ha incontrato Berlusconi in ospedale, in quanto igienista dentale. Eletta senza neanche dover cercare le preferenze, nel listino collegato al Presidente eletto Formigoni. Sono senza parole.

E vabbè, andiamo avanti, per occuparci di uno che invece l'esperienza ce l'ha, visto che è stato già eletto cinque anni fa, ed è l'assessore regionale all'Ambiente uscente. Ma quale esperienza? Secondo la magistratura quella delle bancarotte e delle pessime frequentazioni. Si tratta di Massimo Ponzoni, Ora è sotto inchiesta e  quello che sta emergendo è molto ma molto preoccupante. Da notare che Ponzoni ha ottenuto il massimo delle preferenze, più di 12.000, nella mia provincia, Monza e Brianza. Che tristezza.

Infine uno che non è stato eletto. Si chiama Francesco Magnano, geometra, anche lui nel listino collegato al Presidente eletto Formigoni, ma troppo in basso per risultare eletto. Ma la sua candidatura era un segnale, visto che ora rischia di divenire nientepopodimeno che l'assessore all'urbanistica. Solo che c'è un piccolo, piccolissimo conflitto di interessi. Lo abbiamo già incontrato in questa brutta occasione come rappresentante dell'immobiliare Idra del signor B. e come si comporterebbe di fronte ai progetti della stessa immobiliare che richiedono un intervento regionale?

Insomma, il panorama della nostra regione, avanzata e produttiva, mi sembra un po' da Zimbabwe. Con tutti il rispetto.

Per fortuna non tutti i consiglieri sono così,  ma quelli bravi hanno un sacco di lavoro in più da fare!


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