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Vorrei | Rivista non profit

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Sono tutte dei residenti le auto che formano file di 30 minuti in entrata e in uscita dal quartiere di Monza?

I lavori per il tunnel della statale 36 Valassina all'altezza di San Fruttuoso a Monza sono il tormentone automobilistico dell'anno. Come è noto l'intensissimo traffico sulla strada che collega la Brianza a Milano in questi mesi trova lì un collo di bottiglia per la riduzione delle carreggiate da tre a due, ma ancora più difficoltoso è uscire sia da Monza (per immettersi sulla statale) sia e soprattutto dal quartiere San Fruttuoso, separato proprio dallo stradone dal resto della città.

Le difficoltà erano prevedibili e previste ma forse negli ultimi giorni stanno superando la sopportazione nei residenti. Le file che si creano ai semafori di via della Taccona e di via Risorgimento superano ormai i 30 minuti anche in momenti non critici, anche di sabato. Considerando che con la chiusura della terza via di collegamento (Cavallotti) non esistono alternative, è evidente che la prospettiva di una intera ora di attesa (andata e ritorno) in auto per qualsiasi necessità che porti al di là dello stradone è veramente frustrante.

Come fanno notare i comunicati dei Comitati che giungono alla redazione, il "sacrificio" è necessario in vista dei grandi benefici che il tunnel apporterà alla vita del quartiere, appena il cantiere sarà concluso. Ma sono due i punti oscuri della questione che qualche perplessità la lasciano.

Il primo. I progetti dell'ANAS prevedono che sopra il tunnel sia creata una strada a 4 corsie, non molto diversa insomma da quella per cui si è creato tutto questo trambusto (che era a 6 corsie in sopraelevata). Davvero è questo il meglio che i geni delle strade sanno fare? Ridare quella grande area alla vita di quartiere forse sarebbe più sano, lasciando sì una strada, ma sia ben evidente che serva allo stretto necessario. Molto meglio aree verdi, attraversamenti pedonali e piste ciclabili.

Il secondo. La quantità di auto che scorrono nel controviale, quello che costeggia il Collegio della Guastalla, l'edicola e si reimmette sulla statale, è decisamente troppo alta per pensare che si tratti solo di residenti (circa 9000 in tutto). Così come quella che si accumula ai semafori in uscita dal quartiere a qualsiasi ora del giorno. La sensazione è che le strette strade di San Fruttuoso stiano vedendo arrivare sempre più furbastri che - credendo di aggirare i semafori della statale - intasano le vie e la vita dei residenti (che alternative proprio non ne hanno).
Ci permettiamo un'umile proposta (che forse già altri hanno avanzato): perchè non creare per il periodo di esistenza del cantiere una zona a traffico limitato ai residenti (ZTL)? Un minimo di segnaletica, la distribuzione dei contrassegni e qualche vigile potrebbe porre rimedio - almeno in parte - ai soprusi dei furbastri che pur di eviatare un semaforo, avvelenano un quartiere già di suo assediato dal traffico.

 

Gli autori di Vorrei
Antonio Cornacchia
Author: Antonio CornacchiaWebsite: www.antoniocornacchia.com

Mi chiamo Antonio Cornacchia, per gli amici Ant (nel senso di formica). Sono art director e designer della comunicazione, ho studiato all'Accademia delle Belle Arti.
Come esperto di comunicazione visiva, curo campagne pubblicitarie e politiche, progetti grafici ed editoriali. Studio e realizzo siti web per giornali, istituzioni, aziende, enti non profit.
Dal 2008 dirigo la rivista non-profit Vorrei di cui ho ideato anche il progetto editoriale. Sono giornalista pubblicista dal 1996.

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.

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