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francesco di Bella nuova gianturco

BandAutori 41. In questo numero il primo disco solista di inediti di Francesco Di Bella, già cantante dei 24 Grana. Con "libri che suonano" viaggiamo attraverso la musica di Riccardo Tesi

Francesco Di Bella “Nuova Gianturco” (La Canzonetta)

“Nuova Gianturco” è il primo disco solista di Francesco Di Bella con nuovi brani inediti dopo il progetto “Ballads Café”, uscito nel 2013, in cui rielaborava alcuni brani del suo gruppo storico, i 24 Grana, in una veste acustica o comunque meno elaborata rispetto alle incisioni originali degli anni ’90 e 2000. Il titolo dell’album è un omaggio a Gianturco, la zona di Napoli dove Di Bella iniziò a sperimentare musica negli anni ’90 presso il centro sociale Officina 99, lo stesso da cui presero vita i 99 Posse e tutta la scena partenopea di quel decennio. Oltre che un omaggio il titolo è però anche un augurio: quel “nuova” sta infatti a significare la speranza che rinascano situazioni e fermenti sociali ed artistici come quelli di allora, magari partendo ancora dalle periferie. Tutti i brani del disco sono più o meno legati a questo concetto, dalla title-track che apre le danze a “Blues napoletano”, da “Progetto” (con la collaborazione di Neffa) a “Guardate fore” che, posta in chiusura, suggerisce a tutti di uscire di casa e fare qualcosa, di guardare all’altro per arricchire se stessi. C’è spazio anche per una collaborazione con i già citati 99 Posse in “Aziz”, grido contro il razzismo, e per una bella e personale cover di “Briganti se more”, dove fanno la loro parte anche Dario Sansone e Claudio “Gnut” Domestico, ad unire diversi decenni di musica napoletana nella rilettura di un classico. Dal punto di vista sonoro il disco è molto curato, con un uso parco dell’elettronica in funzione ritmica e una predisposizione all’equilibrio con l’intenzione di esaltare le belle melodie (ascoltate ad esempio “Non ho più tempo”) e la fantastica voce di Francesco, in grado di essere ficcante senza strafare, espressiva senza gridare, una rarità al giorno d’oggi. Voto: 8 (Fabio Pozzi)

 

 

TOP 5. I dischi, di ieri e di oggi, più ascoltati negli ultimi giorni

Raphael Gualazzi “Love Life Peace”, Riccardo Tesi “Banditaliana”, Dente “Canzoni per metà”, Pellegatta “3 minuti di sbagli”, Cristina Meschia “Intra” (Massimo Pirotta)

L.U.C.A. “I semi del futuro”, Valerio Tricoli “Clonic Earth”, Stefano Saletti & Banda Ikona “Soundcity”, Dario Ferrante “Uno”, The Zen Circus “La terza guerra mondiale” (Fabio Pozzi)

NOVITA’ E RISTAMPE DISCOGRAFICHE

Adam Carpet “Parabola”, Alborosie “His Majesty Riddim”, Amedeo Minghi “La bussola e il cuore” (3 cd box-set), Antonello Venditti “Le 100 canzoni di Antonello Venditti” (6 cd box-set), Bari Jungle Brothers “Moh!”, Boosta “La stanza intelligente”, Briga “Talento”, Cabeki “Non ce la farai sono feroci come bestie”, Calcutta “Mainstream” (Lp), Carlo Boccadoro “Cadillac Moon. Opere per orchestra”, Claudia Magrè “Gioco ad estrazioni”, Collettivo Ginsberg “Tropico”, Cristina Meschia “Intra”, Custodie Cautelari “Notte delle chitarre (e altri incidenti)”, Deproducers “Botanica”, Edoardo De Angelis “Il cantautore necessario”, Emis Killa “Terza stagione”, Enigma “Indaco”, Eugenio Finardi “40 anni di musica ribelle” (5 cd+dvd box-set), “Blitz”, “Diesel”, “Non gettate alcun oggetto dai finestrini”, “Roccando rollando”, “Sugo”, Fabio Testoni “Giano”, Fausto Leali “Non sono Leali”, Fluido Rosa “Le vie dei sogni”, Gabriele Ciampi “In Dreams Awake”, Garbo “Living Live 2016”, Gemelli DiVersi “Uppercut”, Ghost “Hai una vita ancora”, Giorgia “Oronero”, Giovanni Ferrario Alliance “Places Names Numbers”, Giovanni Guidi “Ida Lupino”, Giulia Mazzoni “Room 2401”, Giuseppe Ottaviani “Alma”, Guido & Maurizio De Angelis “Il cittadino si ribella” (Lp, col. sonora), I Dinosauri “I Dinosauri”, Il Babau & I Maledetti Cretini “Il cuore rivelatore (cd + book), Il Pagante “Entro in pass”, La Municipal “Le nostre guerre perdute”, Letizia Onorati “Black Shop”, Lina Sastri “Appunti di viaggio” (2cd+dvd box-set), Lucia Minetti “Fil rouge”, Lucio Dalla “Le 100 canzoni di Lucio Dalla” (6 cd box-set), Massimo Altomare & Ernesto de Pascale “Il grande ritmo dei treni neri”, Matteo Sacco “La dolce vita”, Maurizio Minardi 4et “Heading North”, Mercuri “Progetti per il futuro”, Michela Lombardi & Piero Fassi Trio “Solitary Moon”, Mitici Angioletti “Un amore con la coda”, Mokadelic “Chronicles”, Morkobot “Gorgo”, Nek “Unici”, Nico Sambo “Ognisogno”, Nomadi “Gente come noi” (3 cd box-set), Nuova Compagnia di Canto Popolare “50 anni in buona compagnia”, Pellegatta “Tre minuti di sbagli”, Paolo Conte “Amazing Game”, Pino Donaggio “Lettere”, Raffaele Genovese Trio “Musaico”, Riccardo Fioravanti “Duke’s Flowers”, Roberto Spadoni “Travel Music”, Tarantolati di Tricarico “Terra che trema”, Tazenda “S’Istoria”, Thegiornalisti “Completamente Sold Out”, The Rome Pro(G)Jet “Of Fate And Glory”, Trace Elements “Electric Trip”, Urban Strangers “Detachment”, Valeria Caucino “At The Break Of Down”, Valerio C. Faggioni “Questi giorni” (col. sonora), Vasco Rossi “Canzoni per te” (4 cd box-set), Vittorio Grigolo “Italia un sogno”, Waldeck “Gran Paradiso”, Zoe Pia “Shardana” (a cura di Massimo Pirotta)

 

LIBRI CHE “SUONANO”: un estratto

(a cura di Massimo Pirotta)

Un momento cruciale della carriera artistica di Riccardo Tesi è quello delle sue collaborazioni con Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati, nel 1996. Tutto inizia un paio di anni prima, con la sua partecipazione a “Canti randagi”, collettaneo omaggio a De Andrè pensato per celebrare “Crèuza de ma”. Con quel lavoro De Andrè era stato il primo a introdurre a pieno titolo il dialetto nella canzone d’autore nazionale e un nutrito gruppo di musicisti tradizionali – che invece in dialetto cantavano da sempre, spesso proprio per questo sottovalutati – volle festeggiare il decimo anniversario della sua uscita con una selezione di brani del cantautore genovese, originariamente in italiano, per l’occasione trasposti in dialetto. Riccardo, insieme a Patrick Vaillant, registrò la versione di “Coda di lupo” in occitano, con il titolo “Coa de lop”. Il pezzo piacque molto a De Andrè, che Tesi conobbe a Monza nel corso del concerto-presentazione del disco, ove gli fece avere anche il disco “Un ballo liscio”. Anche quel lavoro fu apprezzato dal cantautore genovese, che lo menzionò più volte nel corso di alcune interviste. In seguito, quando De Andrè e Fossati iniziarono a lavorare su “Anime salve”, un collaboratore – Vincenzo Zitello – fece ascoltare anche “Anita Anita”. Così accadde che Adele Di Palma, la manager di De Andrè, comunicò a Riccardo la loro intenzione di coinvolgerlo in quel lavoro. Solo che, in seguito, la collaborazione tra i due cantautori si interruppe e con essa saltò anche il coinvolgimento di Tesi. L’appuntamento era comunque solo rimandato, perché non molto tempo dopo Riccardo viene convocato ad Acqui Termi da Beppe Quirici, produttore di Fossati, per partecipare alla registrazione del suo disco “Macramè”. E’ in quell’occasione che avviene il primo, emozionante incontro tra Tesi e Fossati, cui seguì poco tempo dopo la registrazione del disco. (da “Riccardo Tesi. Una vita a bottoni” di Neri Pollastri, Squi(libri), 2016)

 


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