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20171123 truth

Ri-Pensiamoci, la rassegna di Novaluna, ha presentato il film “Truth – il prezzo della verità”. Il "Caso Rathergate" che fece emergere dei presunti favoritismi ricevuti da George W. Bush per evitare di essere arruolato in Vietnam.

“Perché hai scelto di fare questo lavoro?” – chiede il giovane free lance all’affermato anchorman televisivo Dan Rather. “Curiosità” – è la risposta. E’ un breve siparietto visto nel film “Truth – il prezzo della verità” , proiettato a SpazioCinema a conclusione della prima parte del Ciclo sulla “Verità e Comunicazione” promosso da Novaluna in collaborazione con Anteo. Se associamo questa risposta all’affermazione dell’eroina del film messa sotto accusa, Mary Mapes, secondo cui il compito del giornalista è di “fare domande” e quella di Ferruccio De Bortoli (ospite nel secondo incontro) “coltivare il dubbio, verificare sempre” abbiamo i connotati del giornalista ideale.   Dopo la serata sulla ricerca di definizione della verità, dopo quella concentrata sull’informazione vista sia da chi la produce sia da chi la riceve, il film proiettato aveva il compito di affrontare un tema più definito, il rapporto tra giornalismo d’inchiesta e il potere.

Nella presentazione della serata la critica Patrizia Canova, con un appassionato e efficace intervento, ha approfondito il rapporto tra cinema come medium nell’epoca della comunicazione globale, come memoria e come messaggi. Per stare in Italia, ha prodotto espressioni artistiche significative (neorealismo), ha dato luogo a realizzazioni di grandi autori (citati Sorrentino e Nanni Moretti) che hanno sfruttato le sue prerogative, comunicazione attraverso dialoghi e immagini in movimento. Il Cinema è anche un grande strumento di denuncia, di critica sociale sulle degenerazione dei poteri (citati : “Quarto potere” di Orson Welles, 1941, e il recente film sui preti pedofili). Così come per l’attuale “villaggio globale” sono stati evidenziati i rischi della realtà virtuale: “The Truman show” di Peter Weir e “Reality” di Garrone.

Introducendo il film ““Truth – il prezzo della verità” (2015 con Robert Redfort e Cate Blanchett), la Canova ha sottolineato l’importanza del film per il tema trattato, non tanto per la sceneggiatura, pur apprezzata dai critici in un film d’esordio per il regista. Il film descrive le modalità del lavoro investigativo, della ricerca di informazioni, del lavoro di squadra, nella convinzione di operare per il dovere di cronaca e di raccontare la verità, cardini di deontologia professionale. In definitiva impone di scegliere da che parte stare. Operare per informare i cittadini significa avere fiducia in loro, un concetto ripreso da Gherardo Colombo nel primo incontro del ciclo.  

Il film che tratta di un caso realmente accaduto qualche anno fa negli Stati Uniti. E’ il cosiddetto "Caso Rathergate", dal nome del noto giornalista Dan Rather che, durante un’intervista televisiva e a due mesi dalle elezioni presidenziali, fece emergere dei presunti favoritismi ricevuti da George W. Bush, allora presidente degli Stati Uniti ed in corsa per il secondo mandato, per evitare di essere arruolato in Vietnam.

Nel corso dell’inchiesta che porterà alla cacciata della Mapes, quest’ultima viene accusata dalla commissione di essere una “liberal” (da “Libertà”!), proprio con questo termine, per indicare la giornalista come cospiratrice contro l’ordine costituito. Questo ai tempi di Bush jr… e oggi ai tempi di Trump?    

Da quella vicenda emerge, attraverso il film quanto il giornalismo d’inchiesta e investigativo è indispensabile per mettere allo scoperto le malefatte dei potenti della politica, dell’amministrazione, dell’economia, della finanza, della criminalità.

Un tipo di giornalismo su carta stampata o televisivo che, come per la protagonista del film, ha mietuto in questi anni le sue “vittime”. Solo per ricordare: Tina Merlin giornalista dell’Unità sul Vajont, Enzo Biagi epurato in televisione nell’era di Berlusconi, la stessa Gabanelli di “Report” sommersa da querele milionarie per cercare di impedire di fare emergere gli scandali.

La seconda parte del Ciclo “Ri-Pensiamoci” riprenderà a Gennaio con tre incontri che svilupperanno da altre funzioni il tema della verità e comunicazione. Il ruolo della satira e del teatro con Altan e Elio De Capitani, la fotografia con Roberta Valtorta e il web con Fausto Colombo.

Gli autori di Vorrei
Author: Giorgio Casera

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