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È stato presentato a Milano presso la Camera di Commercio il 14° Rapporto annuale di Federculture 2018 “IMPRESA CULTURA” che si è focalizzato su Comunità, Territori e Sviluppo. Cala in tutta Italia l'investimento per la cultura

Il rapporto “Impresa cultura” di Federculture analizza il trend degli investimenti pubblici e privati nella cultura, e in particolare evidenzia come dal lato degli investimenti pubblici la spesa in cultura delle amministrazione comunali nel 2016 (ultimo dato Istat disponibile) sia diminuita del 4% rispetto al 2015. Si registrano le maggiori riduzioni nelle amministrazioni del Centro-Sud e delle Isole, mentre si registra nei Comuni del Nord-Est un incremento della spesa in cultura del 12,7%.

Anche a livello delle amministrazioni provinciali si registra un andamento decrescente in tutto il territorio nazionale: la spesa in cultura del 2016 scende del 37% rispetto all’anno precedente.

 

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Passando poi al coinvolgimento dei privati negli investimenti nella cultura, lo strumento che maggiormente è stato apprezzato dai privati anche per il 2017 è quello dell’Artbonus, appunto quale strumento di sostegno al recupero e alla valorizzazione del patrimonio culturale da parte di cittadini ed imprese.

Dal Rapporto Federculture 2018 “IMPRESA CULTURA” emerge che a luglio 2018 le erogazioni private alla cultura effettuate tramite Art bonus hanno raggiunto la cifra di 264,7 milioni di euro, con 8.531 mecenati che hanno effettuato donazioni per la realizzazione di 1.703 interventi in favore di musei, monumenti, siti archeologici e fondazioni lirico sinfoniche sparse in tutta la Penisola. Ma emerge ancora un divario tra Nord e Sud dell’Italia, infatti l’81,5% delle erogazioni sono concentrati al Nord, al Centro ne è destinato il 16,6% e appena il 1,8% arriva fino al Sud e alle Isole.

 

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Risultano invece in diminuzione per il secondo anno consecutivo le erogazioni destinate ad arte, attività e beni culturali effettuate dalle Fondazioni di origine bancaria con un meno 9% rispetto al 2016.

A livello di partecipazione dei cittadini, emerge che il 6,7% della spesa familiare complessiva, con una crescita del 2,6% rispetto all’anno precedente, è destinato alla spesa in cultura e ricreazione.

 

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Il 43% di questa spesa è rappresentata dai servizi ricreativi e culturali ossia dedicata a musei, cinema, teatro e concerti, con una crescita rispetto all’anno precedente del 3,1%; mentre si evidenzia una bassissima quota di spesa destinata ai libri, apri al 4,6% confermando la bassa propensione degli italiani alla lettura dei libri.

 

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L’Italia risulta poi essere un Paese nell’area UE al di sotto della media in termini di spesa in cultura e ricreazione: se la media nella Ue è dell’8,5% della spesa annuale complessiva di una famiglia, in Italia ci si ferma al 6,7% mentre la più virtuosa è la Svezia con l’11%.

 

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Quello che emerge dall’analisi della partecipazione culturale è anche un’elevata percentuale di italiani adulti culturalmente inattivi, il 38,8%, e nei singoli ambiti l’assenza di pratica culturale raggiunge anche l’80% nel caso del teatro, o nel 90% per i concerti classici. Anche dal punto di vista della spesa i dati più allarmanti si registrano nel Mezzogiorno, dove l’inattività culturale riguarda 8-9 cittadini su 10.

Il settore culturale ha bisogno di essere trainato, di essere visto come opportunità poiché ha un duplice ruolo: quello di apportare un investimento nella crescita della società civile e quindi dei territori e quello di investire nelle imprese creando valore aggiunto anche in termini occupazionali.

Occorrono politiche adeguate al fine non solo di sostenere le imprese culturali e creative che operano nel settore ma anche, e soprattutto, che diano la possibilità di fruire dei servizi culturali a tutti i cittadini rendendo accessibili i luoghi della cultura con eventuali agevolazioni per determinate fasce di pubblico e sostenendo i consumi con misure di defiscalizzazione mirate. Occorre poi anche incentivare l’utilizzo di strumenti di defiscalizzazione già esistenti per rendere più attiva la partecipazione dei cittadini alla cura del proprio patrimonio culturale.

 

Gli autori di Vorrei
Connie Rizzo
All’anagrafe Maria Concetta Rizzo. Dottore commercialista. Mi occupo di fiscalità per società, enti del terzo settore e mondo dell’arte, e consulenza per musei, teatri, gallerie, fondazioni e associazioni culturali.
A Milano nel 2011 e qui mi appassiono e mi avvicino al mondo dell’arte. Amo la Street-art. Trascorro i week-end tra mostre e teatro.
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