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Vorrei | Rivista non profit


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 Teatro. Perché scegliere una strada a discapito dell'altra? Si può fare spettacolo profondo, contemporaneo, colto eppure godibile, divertente, leggero. Lo spettacolo di Punta Corsara lo dimostra.

 

Tu nun si' cchiù Pulecenella / Facive ridere e pazzià' / Mo t'arragge e pienze a' guerra / E nce parle 'e libertà.


Così come Pino Daniele cantava di Pulcinella in Suonno d'ajere (Terra mia, 1977), ci parla di libertà anche Petitoblok, lo spettacolo di Punta Corsara arrivato all'Elfo Puccini di Milano e in cartellone fino al 17 febbraio 2013. La libertà di mettere insieme le maschere napoletane e l'avanguardia russa di inizio Novecento, la tradizione e chi la stravolge, o la stravolgeva. Di paradossi e ossimori lo spettacolo ne presenta e usa più d'uno. Visivi come l'accostamento della maschera nera e nasuta di Pulcinella e il vestito futuribile della Colombina-robot che riprende quelli disegnati dall'artista di ambito Bauhaus Oskar Schlemmer per il Triadisches Ballet. Drammaturgici, come l'alternarsi e il mischiarsi di situazioni classiche della commedia (i morti di fame sempre alla ricerca di una vittima da fregare) con il meta-teatro: la confusione realtà-recitazione-realtà in cui i personaggi si ritrovano nello svolgimento del copione.

In scena ci sono 2 attrici e 3 attori, tutti giovani e formati all'interno dei laboratori che Punta Corsara ha curato nel corso degli anni lavorando nei quartieri di Napoli. La lingua è il napoletano e anche quella contrasta un bel po' quando vengono rivolte le domande al pubblico meneghino in un stridere di cotolette, risotti e paccheri e vermicielli. Il tono è quello della commedia e le battute abbondano (La morte me la ricordavo più secca, indicando il corpo in carne dell'attrice che l'impersona) ma i livelli del gioco sono molteplici e questo dà spessore allo spettacolo insieme alla bravura degli intepreti.

Si potrebbe fare la gara per individuare per chi parteggiano gli autori: per Ciarlatano che vuole cancellare Pulcinella, Sciosciammocca e il teatro tradizionale? o per i due furbastri che pensano di fregare anche la morte? Per i riferimenti colti alla storia dell'arte o per la gag pecoreccia di Pulcinella che tocca il culo metallico di Combina? Per il teatro d'elite o per quello popolare?
Petitoblok ci pare che ponga le domande ma intelligentemente non dia le risposte. O forse sì. Perché scegliere una strada a discapito dell'altra? Si può fare spettacolo profondo, contemporaneo, colto eppure godibile, divertente, leggero. In senso calviniano, ovviamente.

 

Teatro Elfo Puccini
sala Bausch | 12 - 17 febbraio 2013

mar-sab: 19:30 / dom: 18:30  

 

Petitoblok

Il baraccone della morte ciarlatana
Nuove Storie

liberamente ispirato alle opere di Antonio Petito e Aleksandr Blok
drammaturgia Antonio Calone

regia Emanuele Valenti
aiuto regia Antonio Calone

costumi Daniela Salernitano
maschera Marialaura Buonocore

con Giuseppina Cervizzi (la morte), Christian Giroso (Felice Sciosciammocca), Giovanni Vastarella (Pulcinella), Valeria Pollice (Colombina), Emanuele Valenti (il Ciarlatano)

tecnico Giuseppe Di Lorenzo
spazio scenico Emanuele Valenti, Daniela Salernitano
disegno luci Antonio Gatto

produzione Punta Corsara, 369gradi, Armunia/Festival Inequilibrio

foto di Marina Dammacco

 

Gli autori di Vorrei
Antonio Cornacchia
Author: Antonio CornacchiaWebsite: www.antoniocornacchia.com

Grafico e art director, ho studiato all'Accademia delle Belle Arti.
Curo campagne pubblicitarie e politiche, progetti grafici ed editoriali. Siti web per testate, istituzioni, aziende, enti non profit e professionisti.
Sono giornalista pubblicista dal 1996 e dirigo Vorrei.

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