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gulisano

BandAutori 12. Musica al femminile: Roberta Gulisano col suo cantautorato etno-folk, IO e la TIGRE con il loro indie rock chitarristico. Per "Libri che suonano" le canzoni di Calvino.

Roberta Gulisano “Piena di(s)grazia” (Private Stanze/Audioglobe)

E’ un momento eccellente per la musica al femminile italiana. Può essere il Veneto senza confini (Vanessa Tagliabue Yorke), intensità Occitana (Valeria Tron) o terra di approdi come Lampedusa (Mary Di Malta, che è artista di strada e non ha ancora inciso un album vero e proprio). Il live come prova del nove, il giusto distacco da regolamentazioni e sottobanchi indie e da certo auto-citazionismo cantautorale, sono i migliori imprinting per queste artiste che hanno lo sguardo posizionato altrove. Botti che vengono da dentro. Sinceri e in grado di scoperchiare tutto quello che c’è da scoperchiare. Nulla lasciato al caso, anzi: riflessivo, pensato molto, lentezza che sa trasformarsi in eccitazione, salutare respiro finale. Roberta Gulisano è un’artista siciliana ed è sicuramente da annoverare tra queste. Voce incantevole, il districarsi con più strumenti, accattivanti tragitti sonori, ballate etno-folk con più atmosfere, due canzoni trasformate in una (cioè capacità di sintesi), tradizioni popolari personalizzate, testi intriganti e non artificiosi. Ascolto il disco e lo leggo pure. E’ un baule di sentimenti, mica sono solo note di copertina: il sopruso, la tirannia tinta di libertà, la rabbia, la morte buttana sempre pronta a scegliere per te (luoghi del No, sensibilità; accade, comunque accadono… come se fossero cambiamenti climatici).  E poi: la Madonna, simbolo mistico in cui converge la sincretica incoerenza, terreni su cui poggiare i piedi e fuori le unghie e tutto l’amore. La pervicacia e gli agglomerati di annotazioni. Dopo un silenzio di circa tre anni (“Destini coatti”, il precedente album è datato 2012), Roberta Gulisano si rifà viva con un album (uscita prevista: gennaio 2016) dal notevole potenziale. Alla produzione artistica c’è Cesare Basile, uno dei musicisti più percettivi in circolazione e l’intero album sprigiona curiose suggestioni, intenti libertari, frequenze su cui sintonizzarsi. La canzone che dà il titolo all’album è un’odissea tra Santa Anarchia e Madre Grazia, “Gira di ventu” è naccherata, percussiva, insediata tra pupi e pupari, “La brigante” è orbita folk (a godere libertà), “Ave Maria” è social, pugni stretti, tastiere, voce e organetto come un gioco a carte, “Mennula amara” è Rosa Balistreri-phatos, color celeste ma pure limoni e diavoli, “Mattanza” è ambientazione col ritmo del cuore. In tutto, nove canzoni come tatuaggi. Ed è questione di pelle. Voto: 8,5 (Massimo Pirotta)

 

N.B. Canzone estratta dal disco precedente, "Destini coatti"

 

IO e la TIGRE “10 e 9” (Garrincha Records)

E’ un momento eccellente per la musica al femminile italiana, come dice qui sopra il collega Pirotta, anche nel mondo indipendente con le chitarre elettriche. Dopo gli ottimi Any Other, guidati dalla poco più che ventenne Adele Nigro e recensiti in questa stessa rubrica il mese scorso, è uscito in questi giorni anche il primo album lungo di IO e la TIGRE, duo romagnolo formato da Aurora (IO) e Barbara (la TIGRE). Anche in questo caso il mondo sonoro di riferimento è profondamente legato all’indie anni 90, a volte più rumoroso e punkeggiante (vedi “Io e il mio cane”), altre più riflessivo e minimale (come nel singolo di lancio “I santi” e in “Lui sta sognando”), sempre lo-fi ma comunque vario e personale. I testi sono interessanti, adolescenziali ed emo quanto basta ma senza scadere nell’autocompiacimento o nei cliché, tra storie d’amore che finiscono (“Non hai vinto tu” oppure “Buonanotte”), altre che non sbocciano mai davvero (“Tu non sei un mio ex”), gustose vendette personali (“Povero Cristo”) e descrizioni di personaggi non così rari nel mondo indie italiano (ad esempio nella già citata “Lui sta sognando”). Produce Andrea Cola, già con i Sunday Morning e autore di buone cose come solista, mentre l’etichetta è la Garrincha Records, che per una volta dà spazio a una proposta sì scanzonata ma più di sostanza rispetto a molte altre del roster. Voto: 7.5 (Fabio Pozzi)

 

 

Libri che “suonano” (un estratto)

 

Nel momento in cui comincia a scrivere canzoni, Calvino ha da poco pubblicato uno dei suoi romanzi più autobiografici, “La speculazione edilizia” (1957), e in appena due mesi tra il 1956 e il 1957 “Il barone rampante” (secondo volume de “I nostri antenati”; nel ’59 completa la terza parte della trilogia con “Il cavaliere inesistente”). E aveva appena raccolto e riscritto dal 1954 al 1956 le famose “Fiabe italiane”, pur con dichiarata incompetenza specifica. Siamo prima della svolta degli anni ’60, che passa da “La giornata di uno scrutatore” (1963), ultimo romanzo realista, a “Marcovaldo ovvero le stagioni in città”, la sua prima opera scritta in maniera modulare (…) in generale, quasi tutte le sue canzoni hanno una struttura che purtroppo la canzone italiana sta trascurando: una linearità narrativa, anche se magari non-realistica. Ho l’impressione che per gli autori sia più facile scrivere filosofeggiando, sentenziando, indugiando in divagazioni esistenziali, anziché fotografare una situazione concreta, raccontare una storia. L’astratto è più comodo da giostrare, anche tecnicamente, perché ci si può infilare qualunque vago concetto, qualunque parola generica che stia sulla musica, mentre una narrazione precisa non può ignorare la verità di quel che si sta raccontando, nei suoi dettagli. Insomma, pochi in canzone “raccontano”. Calvino lo fa. Teniamo presente che stiamo parlando di testi che Calvino scrisse espressamente “per canzone”; non com’è nella maggioranza dei casi, di suoi testi musicati a posteriori per iniziativa di qualche musicista o cantautore, o di canzoni ispirate a sue opere. (da “Italo Calvino e gli anni delle sue canzoni” a cura di Enrico de Angelis, Betelgeuse Editore, 2015)

P.S.: in allegato al libro c’è il cd di Grazia De Marchi che interpreta le canzoni di Italo Calvino ed è accompagnata al pianoforte da Giannantonio Mutto (“Dove vola l’avvoltoio”, “Canzone triste”, “Sul verde fiume Po”, “Oltre il ponte”, Turin  la nuit o Rome by night”, “La tigre”, “Il padrone del mondo”, “Quando ricordiamo”).  Si tratta della registrazione dal vivo del loro concerto tenutosi nel 2014 in Piazza San Costanzo a Sanremo per il Club Tenco.

 

Novità, ristampe, prossime pubblicazioni:

AA.VV. “100% Frank. Tribute To Sinatra” (cd allegato a “Musica Jazz”), Alessandro Galati Trio “On A Sunny Day”, Alessandro Scala “Groove Island”, Alessandro Sipolo “Eresie”, Alessandro Tomaselli “Dove andiamo noi, niente a che fare”, Alex Barattini “Fall Again. The Album”, Anacondia “L’orizzonte degli eventi”, Anastasio “Che soddisfazione”, Articolo 31 “Così com’è” (LP), Betularia “Pura sopravvivenza”, Blessed Child Opera “The Devil & The Ghost Dissolved”, Bluvertigo “Metallo non metallo” (LP), Casablanca “Casablanca”, Cesare Picco “Original Sin”, Circus 2000 “Escape From A Box” (LP), Ciro Perrino “Back Home”, Davide Ravera “Gospel”, Dogma “Sospesi”, Egisto Macchi “Nucleo centrale operativo” (LP), Emanuele Cisi “Clear Days, Wind Nights”, Enrico Negro “La memoria dell’acqua”, Equipe 84 “Sacrificio”, Erica Mou “Tienimi il posto (impresa diretta)” (LP), Ettore Fioravanti “Traditori”, Fabio Giachino “Balancing Dream”, Fabrizio  De Andrè “1991 Concerti” (LP), Fabrizio Paterlini “Live In Bratislava”, Federico Marchesano “The Inner Bass”, Francesco De Gregori “Francesco De Gregori” (LP), Francesco Di Fiore “Pianosequenza”, Franco Battiato “Fleurs 3” (LP), Giufà “Trinakristan”, Goblin “La via della droga”, Gronge “Gli Anni ‘80”, Herva “Kila”, Homunculus Res “Come si diventa ciò che si era”, I Giganti “Terra in bocca” (LP), Il Bacio della Medusa “Il Bacio della Medusa”, “Discesa agli inferi d’un giovane amante”, Il Ballo delle Castagne “Soundtrack For An Unreleased Herzog Movie”, Improgressive “Primo”, Incomprensibile FC “Superfast Nonstop”, Io e La Tigre “10 e 9”, Klune “Klune”, La Banda del Pozzo “La Banda del Pozzo”, La Distanza della Luna “La Distanza della Luna”, La Fabbrica dell’Assoluto “1984: l’ultimo uomo d’Europa”, La Notte “La Notte”, La Rappresentante di Lista “Bu Bu Sad”, Loredana Bertè “Traslocando”, Luciano Biondini “Senza fine”, Lucio Dalla “Storie di casa mia” (LP), Luigi Blasioli “Sensory Emotion”, Magnelli Trio “Pictures Of Moments”, Marchesi Scamorza “Hypnophonia”, Marco Detto “Alma”, Marco Fusi “World Chamber Music”, Marco Rotelli “Il mio domani”, Marian Trapassi & Luca Gemma “La canzone dei desideri” (cd single), Mario Zara “Fade Out”, Massimo Amato “La centrale elettrica”, Maurizio Martini “Soli”, Mobius Project “Ra me nivar”, Mosè Santamaria “Risorseumane”, Mutante “Essenza perfetta”, Nicola Pisani “Cypriana”, Note Noir “Oltreconfine”, Nothing For Breakfast “Place”, OAK “We Were Elsewhere”, Offlaga Disco Pax “Socialismo tascabile”, Osanna “Palepolitana” (LP), OSC2X “Under The Sun All Night Long”, Oslo Tapes “Tango Kalashnikov”, Ottone Pesante “Ottone Pesante” (EP),Paolo Conte “Paris Milonga” (LP), Parsec “Sulla notte”, Pico Rama “Locura”, Piero Ciampi “Andare camminare lavorare” (LP), Piero Umiliani “Le isole dell’amore” (LP), Quiver With Joy “Ghost”, Radiodervisch “In Search Of Simurgh”, “Beyond The Sea”, Renzo Arbore “Io faccio ‘o show”, Roberto Tarenzi “Trio Live”, Romina Daniele “Spannung” (cd box set), Ronin “Stalingrad” (EP), Sergio Armaroli Axis Quartet “Vacancy In The Park”, Sirio “Luce”, Soviet Ladies “Soviet Ladies”, Statuto “Amore di classe”, Stefano Risso “Tentacoli”, Terzo Piano “Super Super”, The Braen’s Machine “Temi ritmici e dinamici” (LP), Una “Come in cielo così in terra”, Uto “Animalidasalvare”, Velodrama “LeticAmorale”, VIII Strada “Babylon”, Viridanse “Viridanse”, W. Victor “Che bella cacofonia”, ZApha “Why Do You From?”, Zombiero Martìn “Fur Laboratory Skin Maker” (m.p.)

 

TOP 5 i dischi (di ieri e di oggi) più ascoltati negli ultimi giorni:

Valeria Tron “Lève les yeux”, Giuda “Speaks Evil”, Sacri Cuori “Delone”, Mezzala “Irrequieto”, Anna Identici “I successi” (Massimo Pirotta)

Adriano Viterbini “Film |O| Sound”, Slick Steve and The Gangsters “On Parade”, Paolo Tarsi “Furniture Music for New Primitives”, No Strange “Universi e trasparenze”, IOSONOUNCANE “DIE” (Fabio Pozzi)

 


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