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cover de gregori canta bob dylan amore e furto

BandAutori 10. Due cantautori che non temono di mostrare le loro radici: Francesco De Gregori omaggia Bob Dylan, mentre Bugo mostra ancora una volta il suo lato pop. Per "Libri che suonano" andiamo al Banana Moon di Firenze negli anni Settanta

 

Francesco De Gregori “De Gregori canta Bob Dylan. Amore e furto” (Sony Music)

Strenne natalizie alle porte, l’industria discografica (quel che rimane dell’) si mobilita. Circolano invitanti cofanetti di artisti come Battiato, De Andrè, Guccini. Rispolveri, aggiornamenti per completisti. Mentre De Gregori sceglie la via del “regolamento dei conti”, della percezione e omaggia il suo Maestro/alter-ego d’Oltreoceano (ci sta). Un album che già dal titolo è tutto un programma. Amore, stima, furto, ammissione/emissione  al “pigmalione”. Di loro si dice: scorbutici. Può darsi, ma quando ci si immerge nel mondo delle sette note, ciò può essere un bene. Altrimenti non si capirebbero alcune cose (di Francesco). Facciamo un passo indietro. Sono fortemente caratteriali album capolavoro come “Rimmel” e “Canzoni d’amore”, temi vibranti come “La donna cannone”, il duettare con Giovanna Marini (più che con Lucio Dalla). Fischi del vapore, di avvisi di chiamata e il volgere lo sguardo su un’umanità complessa e da sviscerare nei dettagli. Re/reale con un cerchio dai contorni alquanto surrealisti. La band che lo affianca possiede phatos, è affiatata (ci sono Lucio Bardi alla chitarra, Guido Guglielmetti al basso e cori al femminile) ed è garanzia di qualità. Le liriche sono ineccepibili: farina del sacco di Francesco dylaniato, “equo-distanti”/“eretiche” nel loro sfuggire dal “paro paro”. Non ingabbiate, in totale libertà e abbinate a quell’espressività che l’ha sempre contraddistinto. Momenti clou: “Una serie di sogni”, sfoggiata pura e incantevole (“Solamente una serie di sogni, senza metrica senza velocità, nella stanza c’è un’unica uscita, ed è quella invisibile solamente da te, non cercavo chissà quali risposte, non avevo grandi perplessità, niente da dover dichiarare, niente dogana niente formalità”), “Dignità” è il trionfo di diverse sfumature e suggestioni possibili,  “Servire qualcuno” è di blues rivestita, “Mondo politico” è un rock dalla testa all’insù (“La pietà scaraventata a mare, la vita è un riflesso, la morte una maschera, ogni banca è una cattedrale”), “Acido seminterrato” è uno “swingante” lancio di coriandoli. Un disco che è in egual misura carne, sangue, spirito, fiato sul collo e carica emotiva.  Voto: 9 (Massimo Pirotta)

 

 

Bugo “Arrivano i nostri EP” (Carosello Records)

Christian Bugatti, in arte Bugo, è sempre stato profondamente pop nella scrittura e nelle soluzioni musicali, anche quando agli esordi più o meno per scelta si erse a paladino italico delle registrazioni in bassa fedeltà e dei testi in bilico tra ironia e nonsense, fino a essere chiamato “il Beck italiano”. Da qualche anno a questa parte il nostro è invece passato a suoni più puliti ed ortodossi, che fanno emergere la sua natura primigenia più chiaramente, in bilico tra la tradizione cantautorale delle nostre parti (Battisti su tutti) e l’arte della melodia e del suono cesellato di derivazione anglosassone, dagli anni sessanta dei Beatles e dei Beach Boys fino agli ottanta del pop più (Human League, OMD) o meno synth (XTC). Con questo nuovo EP e con il precedente singolo estivo “Cosa ne pensi Sergio” (qui riproposto in versione live) Bugo prosegue su questa strada, confermando anche di essere un ottimo scrittore di melodie e di ritornelli a presa rapida, elementi base del pop, senza però scadere nello scontato o nel mellifluo, capacità che segna la differenza tra chi è bravo veramente e chi invece è paraculo. Nell’EP ci sono cinque ottimi brani, quadretti di vita come “Vado ma non so”, amore come “Sei la donna” o follia come “Tempi acidi”, dove torna il nonsense degli esordi, che fanno crescere l’attesa per un disco lungo che dovrebbe arrivare nei prossimi mesi. Voto: 7.5 (Fabio Pozzi)

 

 

 

Libri che “suonano” (un estratto)

Era molto tempo che aspettavamo l’arrivo di Franco Battiato al Banana Moon. Per noi è un grande onore avere un musicista che stimiamo e consideriamo un amico, ho visto tanti concerti che lui ha realizzato in molte piazze italiane per il Partito Radicale. A Firenze, in piazza S. Croce (27 aprile 1975), partecipa ad una manifestazione-concerto antimilitarista con tanti artisti come Claudio Rocchi, Collettivo Victor Jara, Zooglea, Insieme. Al Banana Moon esegue un concerto emozionante, è il 12 febbraio 1978, una fredda domenica invernale. E’ uscito da poco un suo nuovo album “L’Egitto prima delle sabbie” con due pianisti eccelsi e cioè Antonio Ballista e Bruno Canino. Suoni rarefatti, ipnotici, iterativi, circolari, quasi una sorta di “mantra contemporaneo” che ti arriva, entra in profondità, suoni interiori, epidermici, suoni che arrivano da altri continenti, dal silenzio dei deserti. Il pubblico del Banana Moon è rapito, quasi un “rito magico”, un silenzio commovente, intelligente. Il set dura poco più di un’ora, applausi e ovazioni, molti vogliono parlare con Battiato (…) Ad assistere al concerto di Franco Battiato è presente il caro amico Herbert Pagani. Da poco ha finito la sua trionfale tournèe con il concerto “Pitture e Megalopolis”. A Firenze è stato rappresentato al Teatro della Pergola dal 9 al 14 novembre 1976, con un tutto esaurito. (da “Banana Moon. C’era una volta un freak-rock club a Firenze, sul finire degli anni Settanta”) di Bruno Casini, Editrice Zona, 2008)

 

Novità, ristampe, prossime uscite:

Alessandro Alessandroni “Angoscia” (LP), Alessandro Fiori “Shopping List 1”, Alex Britti “In nome dell’amore Vol.1”, Alex Britti “The Platinum Collection” (cd box set), Anna Granata “Re-Edith”, Andrea Grossi “Concreto/Astratto”, Antonello Venditti “Tortuga. Un giorno in paradiso, Stadio Olimpico 2015” (cd box set), Aucan “Stelle fisse”, Autori vari “L’ottava vita. Tributo a Claudio Rocchi”, Bugo “Arrivano i nostri EP”, Calcutta “Mainstream”, Cassandra Raffaele “Chagall”, Claudio Simonetti’s Goblin “Profondo rosso”, Colours Jazz Orchestra “Plays The Music Of Ayn Inserto”, Crifiu “A un passo da te”, Dead Shrimp “How Big Is Your Soul?”, Diana Winter “Tender Hearted”, Elpris “Elpris”, Emanuele Dabbono & Terrarossa “La velocità del buio”, Ennio Morricone “Città violenta” (LP), Ennio Morricone “Humanoid” (LP), Erio “Fur El”, Esterina “Dio ti salvi”, Fabrizio De Andrè “Fabrizio De Andrè in studio” (cd box set), Forthyto “Radio Interference”, Francesco Guccini “Se io avessi previsto tutto questo” (cd box set), Franco Battiato “Anthology. Le nostre anime” (cd box set), Giancarlo Frigieri “Troppo tardi”, Giorgio Ciccarelli “Le cose cambiano”, Hugomorales “Hugomorales”, I Raminghi “Il lungo cammino dei Raminghi” (LP), Il Corso delle Cose “Come stai”, Il Volo “Live a Pompei”, Indianizer “Neon Hawaii”, K-Ant Combolution “La concezione del tempo”, La Notte delle Streghe “Storie di Via Togliatti”, La Nua “Just For Taste”, Lanfranco Malaguti “Oltre il confine”, Lebowski “Disadattati”, Leonardo Lanzano “Taranterra mia”, Libra “Shock” (LP), Lino Capra Vaccina “Arcaico armonico”, Livia Ferri “A Path Made By Walking”, Lucio Dalla “Trilogia” (cd box set), Lucio Leoni (Bu Cho) “Lorem Ipsum”, Lush Rimbaud “L/R”, Mama Marjas “Mama”, Mangiacassette “Non lo voleva sapere”, Marco Flor & Avant Orchestra “Let Ring”, Marco Mengoni “Le cose che non ho”, Matteo Bordone Travelers “Time Images”, Metamorfosi “E fu il sesto giorno”, Mimmo Crudo & Lady U “Ondanomala”, Mirko Signorile “Buongiorno Giappone”, Misfatto “Rosencrutz Is Dead”, Monumentum “In Absentia Christi”, Movimento d’Avanguardia Ermetico “Torri del silenzio”, Mutante “Essenza perfetta”, Na Isna “Un dio furioso”, Nient’Altro Che Macerie “Hai perso”, Nomadi “Il sogno di due sedicenni è diventato realtà. Le origini”, Opa Cupa “Baluardo”, Ottone Pesante “Ottone Pesante”, Paolo Bacchetta “Egon’s”, Paolo Damiani “Seven Sketches In Music”, Paolo Tofani “Real Essence”, Paolo Zanardi “Viaggio di ritorno”, Piero Umiliani “Fischiando in beat” (LP), Raffaele Casarano “Medina”, Remo Anzovino “L’alba dei tram. Dedicato a Pasolini”, Romina Falconi “Certi sogni si fanno attraverso un filo d’odio”, Sakee Sed “Hardcore da saloon”, Sara Loreni “Mentha”, Seby Burgio “Bounce”, Sertango “El Barrio”, Soviet Ladies “Soviet Ladies”, Stres “New Relax”, Teo Manzo “Le pironami”, The Dining Rooms “Do Hipsters Love Sun (Ra)?”, Tiziano Ferro “TZN. Lo Stadio Tour 2015” (cd box set), Viva Lion “Mi casa es tu casa”, Walter Rizzati Orchestra “Park Avenue” (LP), Zivago “Lo specchio”, Zombiero Martin “Fur Laboratory Skin Maker” (m.p.)

 

Top 5. Gli album (di ieri e di oggi) più ascoltati negli ultimi giorni:

Cesare Basile “Tu prenditi l’amore che vuoi e non chiederlo più”, Ludovico Einaudi “Le onde”, Any Other “Silently. Quietly. Going Away”, I Giganti “Terra in bocca”, Patrizia Lieti “Sonhando o sol” (Massimo Pirotta)

Paolo Angeli “S’u”, Giovanna Marini “L’Italia in lungo e in largo”, Iacampo “Flores”, Afterhours “Hai paura del buio?”, Dargen D’Amico “D’io” (Fabio Pozzi)

 


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