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canzoni da marciapiede

BandAutori 3. Nel nuovo episodio spazio alle contaminazioni del cantautorato: con il folk di ogni epoca per Le Canzoni Da Marciapiede, con il pop per Antonio Fiabane. Da questo episodio anche un consiglio letterario-musicale con "Libri che suonano"

 

Le Canzoni da Marciapiede  - “Un circo di paese” (Autoproduzione)

Provengono da La Spezia e con costumi di scena e spirito d’avventura hanno portato in tutta Italia il loro spettacolo. Un’intrigante miscellanea di teatro-canzone, retro swing alla Natalino Otto, canzone francese e cabaret. Un po’ Dietrich, un po’ Edith Piaf e un po’ I Gufi e Cochi e Renato (sebbene su altre coordinate). Questo è il loro secondo album, dopo il precedente “Al pranzo di nozze”. A conferma delle loro indubbie qualità e intuizioni. Un azzeccato filo conduttore, con interessanti liriche e suoni e che ti fa dire: ne è valsa la pena tentare (loro) e dargli ascolto (noi). L’ossatura della formazione è composta da Valentina Pira (voce), Andrea Belmonte (pianoforte) e Alice Belmonte (voce). Per l’occasione, supportati da una valanga di musicisti che si danno un gran da fare con archi, fiati, nacchere, piatti sinfonici, ukulele e quant’altro.  16 canzoni: benvenuti nel variegato mondo del gran varietà e in cui puoi annotare ragazze vanitose che si accompagnano con alani, tigri che saltano il fuoco ed hanno le schiene piagate, Mine Anni 70, bipedi senza roulotte, uomini col cervello d’attore, bignamini ad uso e consumo per il tocco iniziale e finale. Il backstage, i protagonisti, il pubblico, il racconto della vita. Il vero circo: quello dentro o fuori dal tendone? Visioni oniriche, baldanzose, talvolta malinconiche. Tra i brani: “E’ arrivato il circo”, intro strumentale breve quanto intensa e con evidenti riferimenti a Federico Fellini e a Nino Rota, “Il lanciatore di coltelli” che è tutta Paris St. Germain, “Un pagliaccio”, spumantino di umori sonori, “L’elefante”, boogie con pennellate jazz. E poi, la magnifica “Nove metri (la trapezista)”, un racconto in musica tra polvere e cielo e magistralmente orchestrato. Questa canzone si è aggiudicata il Premio per Cantastorie “Giovanna Daffini” (per chi non lo sapesse o non lo ricordasse: mondina, figura storica della musica popolare e tradizionale, con incisioni pubblicate in anni remoti da I Dischi del Sole). C’è pure un booklet con tutti i testi e alcune foto scattate durante un loro show allo Spazio Bizzarro di Casatenovo. Voto: 8 (Massimo Pirotta)

 

 

 

Antonio Fiabane – “Torna di moda il binocolo” (Lavorarestanca)

Bellunese attivo ormai da tempo come autore, per esempio per la hit “L’astronauta” di Federico Stragà, dopo un allontanamento dalle scene durato circa un decennio Antonio Fiabane ha iniziato solo recentemente a fare dischi in proprio, nel 2012 con “Riconosci i tuoi santi”. Ora è il turno di “Torna di moda il binocolo”, disco in cui Antonio si interroga su amore e solitudine in otto brani contraddistinti da testi molto evocativi e in grado di far riflettere sui nostri sentimenti e anche su crescita e invecchiamento, ad esempio quando in “La moda del binocolo” afferma “a una certa età le persone cominciano a correre/ma corrono in avanti/noi corriamo indietro”. A impreziosire il tutto ci pensa la produzione di Fabio De Min, il leader dei Non Voglio Che Clara, band che unisce come poche altre cantautorato e pop d’autore. La stessa impresa riesce alla perfezione anche per il disco di Fiabane, dove  per esempio i synth riescono a togliersi l’alone anni Ottanta e a dare eleganza e profondità senza tempo alla già citata “La moda del binocolo”, dove il sax non sbrodola come spesso accaduto nel pop italiano in “Bellestati” e dove l’elettronica rende onore al bell’omaggio a ritmo di tango al ruolo del portiere “Albertosi”. Tra ricordi del Fossati ottanta-novanta, dei migliori Stadio, quelli più vicini a Dalla, e a tratti anche di Paolo Conte e delle sue trovate linguistiche, la mezz’ora circa del disco scivola via piacevolmente e ci fa capire che forse per molti anni ci siamo persi un autore di ottimo livello. Unica pecca è forse la voce un po’ monocorde su registri bassi, ma l’espressività è comunque salva. Voto: 7 (Fabio Pozzi)

 

 

Libri che “suonano” (un estratto)

 

“Proprio a Livorno operavano già in quel periodo (anni ’90) due gruppi che, pur con diverse caratteristiche, ben esprimevano questi fermenti: gli Ottavo Padiglione di Bobo Rondelli e i Virginiana Miller di Simone Lenzi, e non a caso l’Arci livornese, facendosi carico di queste tendenze, organizzò un convegno nazionale, “Musica e musiche”, da cui scaturirono precise indicazioni sul futuro delle musiche popolari, ben intuendo come la nuova onda avesse ormai trovato spazio in tutto il Paese, stimolata anche dal successo internazionale dei francesi Les Negresses Vertes e Mano Negra, che finalmente rompeva il monopolio Stati Uniti-Inghilterra sul fronte delle hit parade europee. Nell’assoluta carenza di modelli forti nella storia della canzone italiana fu quasi inevitabile per questi giovani artisti, in larga parte provenienti da Lou Reed e dal punk, imbattersi in Piero Ciampi, poeta e cantautore che in nome dell’arte aveva sacrificato la sua stessa vita, tenendosi ben lontano da ogni compromesso con il sistema musicale. Per molti di loro diventò un punto di riferimento, qualcuno cominciò a cantare suoi brani durante i concerti e a pubblicare sue cover nei dischi. I primi furono i Settore Out di Evasio Muraro che nel 1993 incisero “Andare camminare lavorare” nel cd “Il rumore delle idee”; poi fu la volta dei La Crus con la loro interpretazione “Il vino”, mentre negli show degli Ottavo Padiglione capitava spesso di ascoltare “Dario di Livorno”. Era un fenomeno di straordinaria rilevanza perché attraverso percorsi clandestini, in quanto le sue opere erano introvabili, il poeta e cantautore livornese era riuscito ad arrivare a quella generazione di musicisti. Fu lì che entrò in scena il Premio Ciampi”. (da “Premio Ciampi. 20 anni di musica, parole e immagini” a cura di Franco Carratori, Edizioni ETS, pagine 166, euro 15, 2014)

 

Altre novità discografiche:

Rachele Andrioli & Rocco Nigro “Maldimè”, Joe Barbieri “Cosmonauta da appartamento”, Mariano Bellopiede “Di altri sguardi”, Francesca Bertazzo Hart “The Teaneck Session”, Paolo Bertoli “Volami nel cuore”, Betta Blues Society “Roots”, Cantodiscanto “Todo el mundo a cantar”, Daniele Cavallanti “Sound Of Hope”, Correnti Magnetiche “Live”, Matilde Davoli “I’m Calling Your From My Dreams”, Espana Circo Este “La revolucion del amor”, Favonio “Parole in primo piano”, Giovanni Lindo Ferretti “In concerto a cuor leggero”, Beppe Gambetta & Tony MacManus “Round Trip”, Gang “Dall’esilio al ritorno” (3cd box set), Inna Cantina “Piano terra”, I Topi Non Avevano Nipoti “I Topi Non Avevano Nipoti”, I Traditori “Novità”, Junkfood & Enrico Gabrielli “Italian Masters Vol.1: Piero Umiliani”, Bernardo Lanzetti & Cristiano Roversi “Quasi English”, Lassociazione “Appunti da un viaggio immaginario”, L’Estate di San Martino “ESM 40”, Le Follie Varie “Le Follie Varie”, Daniele Li Bassi “Il lato giusto”, Marco Ligabue “Luci le uniche cose importanti”, Valentina Lupi “Partenze intelligenti EP”, Marble Noir “Backward 1985-1987”, Marcondiro “Omo”, Carlo Monni & Banda Alle Ciance “Compilation 1,2,3”, Andrea Maestrelli “E’ arrivato Remo”, Andrea Molinari “L’era dell’Acquario”, Ennio Morricone “Gli intoccabili” (LP, ristampa), Obliquido “Se mi dai del lei morirò prima”, Antonio Onorato “Trio Live”, Antonio Pascuzzo “Pascouche”, Perigeo “Abbiamo tutti un blues da piangere” e “Genealogia” (LP+CD, ristampe), Raf “Sono io”, Davide Ravera “Gospel”, Ridillo “Italian Soul” e “The Best”, Chiara Santagiuliana & Vocal Sisters “Italian Boogie”, Sintonia Distorta “Frammenti d’incanto Stev”, Slick e & The Gangsters “On Parade”, Bobby Solo “Meravigliosa vita”, La Sornette “Ho abbracciato il vento”, Subsonica “Una nave in una foresta” (CD+DVD), Sweet Jane And Claire “We Are Ready For The Electric Chair”, Tarantolati di Tricarico “Sciam sciam”, Paolo Tocco “Il mio modo di ballare”, Turkish Cafè “Cambio palco”, Massimo Urbani Quartet “Live in Chieti 1979” (m.p.)

 


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