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Intervista alla scrittrice monzese. Anticipazioni e disvelamenti su Ogni giorno come fossi bambina

Michela, raccontaci cosa c'è di nuovo in Ogni giorno come fossi bambina, il tuo ultimo libro, rispetto i tuoi precedenti romanzi.
Qui ho messo tanto, tanto entusiasmo per il lavoro, perché in mezzo ho incontrato il teatro, che mi ha sconvolto la vita. Spero che si senta la passione per la vita, ho voluto proprio raccontare il desiderio: in questo libro le due protgoniste hanno in comune il sogno, il desiderio, la passione... ecco per me, è cambiato questa nella mia vita e questa ho messo nel romanzo.

Parli del teatro e di questo incontro sconvolgente... ma a chi, cosa ti riferisci nello specifico?
Parlo degli attori di Monza, di Corrado Accordino e il suo gruppo. Per me è un lavoro in fieri, siamo ancora all'inizio di un percorso, che è nato da Tutti tranne Giulia, quando ci siamo trovati, io e Accordino, perché lui ha presentato il romanzo. È stato un momento di illuminazione per la scrittura, perché finora il teatro l'avevo vissuto solo da spettatrice, mentre ora mi ci sono immersa: sto leggendo tantissimo e vedendo moltissime cose, mi sto facendo una cultura e cercando di recuperare. Non posso dirti chi prediligo fra tutti... ritengo Pinter assolutamente importante, ho visto Morte di un commesso viaggiatore di De Capitani e mi è piaciuto moltissimo, così come L'Idiota di Accordino... L'incontro travolgente è stato quando ho visto Per favore niente eroi di Carver a teatro, che io amavo già come scrittore, e questo mi ha spinto ad andare verso questo linguaggio...

 

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L'attesa del libro in centro Monza (Foto di Davide Campana)

 

L'uscita di Ogni giorno come fossi bambina è stata salutata da un happening a Monza: alcuni tuoi lettori hanno aspettato l'arrivo del libro davanti alla libreria Libri&Libri, a dimostrare che non si fa la coda soltanto per iPhone e altri gadget, ma anche per i libri.
Sì, l'idea è nata da alcuni amici che avevano voglia di parlarne e farlo con un moto di affetto; c'erano i primi lettori del romanzo, i miei amici più intimi e altre persone ancora. Hanno organizzato tutto senza dirmi niente, io ero alquanto imbarazzata da questa cosa, che mi ha ovviamente riempito di felicità e gioia. Tra i miei amici e le persone che lavorano con me ci sono alcuni che sono dei punti di riferimento, a cui faccio talvolta leggere qualcosa prima che sia uscito, c'è mio marito, naturalmente, due o tre amici intimi, Serena, una persona che lavora nell' agenzia, lo stesso Accordino, ed è anche grazie a loro che ho tutto questo entusiasmo per la scrittura.

Nel nuovo romanzo centrale è l'amicizia tra due donne, che non sono parenti o amiche, non hanno neanche la stessa età. A chi ti sei ispirata per parlare di questa particolare amicizia? Tra l'altro una delle due protagoniste si chiama Argentina, un nome molto originale, mi incuriosisce sapere perché l'hai scelto.
Cercavo dei suoni particolari per i nomi e ho fatto alcune ricerche; ho visto che Argentina era un nome molto usato in Lucania, mi ha colpito subito, lo trovo molto evocativo e allora l'ho preso! Come rapporto d'amicizia, credo di non essermi ispirata a nessuno, forse un po' a mia nonna per il caratterino e la vitalità che aveva e che ha anche Argentina, un carattere propositivo, forte, che può sembrare anche antipatico invece è solo operoso; per Arianna ho pensato a tante adolescenze e nessuna in particolare. Io stessa non ero felice dov'ero e come mi sentivo, adesso guardavo mia figlia e le sue amiche, ma non ho preso nulla di specifico da loro, mi hanno soltanto stimolato. Credo che l'adolescenza sia un momento di disagio per tutti, è un momento difficile, ma questa è anche la grande bellezza di quest'età, che dietro tanta fragilità nascconde tanta forza.

2015 01 22 romanzo tilliQuanto ti senti vicina ad altre autrici come Isabelle Allende, Marcella Serano, l'italiana Agnello Hornby, che spesso hanno queste relazioni al femminile al centro dei loro romanzi?
I loro libri sono memorabili perché le loro creatrici sono brave, non perché sono frutto di penne al femminile. Ho trovato relazioni tra donne altrettanto vivide in "Cent'anni di solitudine". Un bel libro vive di vita propria e quando leggo voglio dimenticarmi dell'autore o dell'autrice. Mi piace molto Elena Ferrante, per esempio, e mi fanno sorridere le ipotesi sulla sua identità: ciò che conta è l'opera e la scelta di nascondersi dietro a uno pseudonimo vuole sottolineare proprio quello. Dal mio piccolo punto di vista, scrivere di una donna anziana come Argentina e di un'adolescente problematica come Arianna presenta le stesse difficoltà che avrebbe raccontare due protagonisti maschi: si tratta comunque di personaggi che sono "altro" da me e per entrare nei loro pensieri lo sforzo è identico.

Quindi, deduco che secondo te è abbastanza inutile parlare di una "letteratura al femminile".
In generale non credo esista una "letteratura al femminile", come non ne esiste una al maschile. Ogni autrice (o autore) ha i propri temi e le proprie idiosincrasie e se i critici o i professionisti del mondo librario vogliono applicare delle definizioni ai libri, a posteriori, sono liberi di farlo. Le categorie possono sempre avere una loro utilità per capire, spiegare e orientarsi nella molteplicità del reale. Vale naturalmente anche il contrario, e se un'autrice, nella sua individualità, decide di rivolgersi solo alle donne, nessuno glielo vieta. Trovo tuttavia che certi progetti siano molto riduttivi. La bella letteratura trascende l'identità dell'autore ed è in grado di raggiungere tutti. 

Com'è avvenuto il passaggio da Fernandel alla Garzanti?
Dopo aver pubblicato due romanzi con Fernandel sono stata contattata dall'agenzia letteraria che attualmente mi rappresenta, la Thesis Contents. "Ogni giorno come fossi bambina" ha ricevuto subito grande attenzione da diversi editori e con Garzanti è scattata una straordinaria intesa. Il passaggio da un piccolo e serissimo editore alla grande editoria mi spaventava, ma ho avuto la fortuna di trovare di nuovo un ambiente fantastico, dove la qualità e le relazioni umane sono messe costantemente al primo posto.

Prossimamente, al Teatro Libero di Milano, andrà in scena il suo spettacolo,Tacchi a Spillo, con la regia di Accordino e l'attrice Silvana Fallisi. E per chi non conoscesse abbastanza bene Michela, vi rimandiamo a una sua intervista da Scrivere in Brianza, in cui parla di sè, dei suoi libri e delle sue passioni.

 

 


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