Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

Print Friendly, PDF & Email

FairytaleOfNewYorktitolo

Dossier: L'amore (di questi tempi). Tentativo di guida all'amore in musica in questi anni difficili, nel nome di "Alta fedeltà" e della fedeltà verso le grandi canzoni.

 

“Io

 ascoltavo la pop music perché ero un infelice. O ero infelice perché ascoltavo la pop music?”: questo è il dilemma di Rob, il protagonista di Alta Fedeltà, il romanzo di Nick Hornby capace di descrivere con taglio quasi documentaristico la vita e i pensieri di un appassionato di musica. Questa domanda prima o poi sorge spontanea per chi spende tempo ed energie rincorrendo da una parte la canzone perfetta e dall’altro la persona perfetta, trovandosi però spesso ben lontano dall’una e dall’altra.

 

highfidelity1

Rob Gordon (John Cusack) nella versione cinematografica di Alta Fedeltà

 

In questi anni di crisi generalizzata (economica, di valori, di identità) risulta ancor più arduo riuscire in questa vana rincorsa alla canzone in grado di descrivere al meglio i nostri sentimenti, per due motivi che possono sembrare contrastanti, se non letti nella giusta ottica. Da una parte si è assistito infatti a una plastificazione e ad un appiattimento della proposta musicale mainstream (o che mainstream vorrebbe essere, o che del mainstream copia modalità ed idee), dall’altro il numero delle produzioni è aumentato a dismisura, rendendo difficile la scelta di cosa ascoltare e cosa evitare. Queste difficoltà sono poi acuite dal fatto che oggi il tema amoroso è ancor più diffuso nei testi, dato che le canzoni politiche e di lotta sono ormai fuori moda e che anche quelle legate ai vizi da rockstar (alcol e droga su tutto) non se la passano bene, se non nelle caricature hip hop.

Si corre così il rischio di perdere la perfect song, perché si evita o sottovaluta il potenziale del pezzo famoso o perché al contrario non si arriva proprio ad ascoltare il brano nascosto, per errori di valutazione o semplice mancanza di tempo o di possibilità di ascolto. Tutto ciò aumenta la frustrazione in chi soffre pene amorose in mancanza della giusta colonna sonora e potrebbe addirittura non far godere al 100% dei momenti belli, per chi è così fortunato da averne.

Per cercare di facilitare la vita a tutti voi mi appello a un’altra caratteristica del Rob di "Alta Fedeltà", cioè le classifiche: vi propongo infatti una top 5 delle migliori canzoni d’amore uscite in questi anni di crisi (dal 2007 a oggi, suppergiù), classifica naturalmente parzialissima per i motivi sopracitati e perché risponde dei gusti di colui che la stila. Poi, per completezza, ci sarà spazio anche per le cinque canzoni da evitare, perché non è vero che in amore tutto è lecito, le nefandezze lasciamole alla guerra.

 

Top 5 (non in ordine):

 

Radiohead – All I Need (da "In Rainbows", 2007). Archi sognanti su cui parte un caldo pattern ritmico che è il battito del nostro cuore, seguito poi dalla voce di Thom Yorke, in una delle sue migliori interpretazioni, e da suoni sintetici che però non sono mai stati così umani. E poi il crescendo finale, guidato dal piano e da Thom che va su, dove solo i cuori sanno volare. Una delle canzoni più belle di uno dei gruppi più importanti degli ultimi anni.

Giorgio Canali – Lezioni di poesia (da "Nostra Signora della Dinamite", 2009). Di solito Giorgio tira fuori la rabbia e la voglia di lottare, qui canta la fatica di vivere senza di lei. E lo fa benissimo, non rinunciando al suo stile, ma innervandolo di poesia e sentimento.

Rihanna – We Found Love (ft. Calvin Harris) (da "Talk That Talk", 2011). Numero uno ovunque, ma non la solita canzone, se ascoltata bene. Rihanna canta il lato oscuro dell’amore (e della vita) e Calvin Harris sforna un gioiello produttivo con pochi eguali, tra echi di anni ’90 e bassi in grado di far muovere chiunque.

The Rapture – How Deep Is Your Love? (da "In The Grace Of Your Love", 2011). Capolavoro di fusione tra rock e house music, sei minuti di ritmo alla ricerca della vera definizione di Amore. E un finale in cui si chiede “let me hear that song”. Che è ciò di cui parliamo in questo articolo.

Bob Corn – Reds Between Blacks (da "We Don’t Need The Outside", 2011). Due anime riescono a trovarsi, se sono le uniche due rosse in mezzo a un mare di nero. Bob Corn canta questo incontro nel modo più classico possibile, una voce, una chitarra. E due cuori.

 

 

Flop 5

 

Lo Stato Sociale – Amore ai tempi dell’Ikea (da "Turisti della democrazia", 2012). Montare mensole e aprire scatoloni diventa metafora dell’amore mordi e fuggi. No, grazie.

Dente – Due volte niente (da "Io tra di noi", 2011). Giochi di parole concatenati, figure retoriche di alto livello, ma alla fine è una piccola storia normale. Vorremmo di più.

Muse – Madness (da "The 2nd Law", 2012). La follia dell’amore raccontata attraverso la follia della musica. Follia in senso negativo però, un calderone con qualunque cosa vada di moda o sia andata di moda ultimamente, con l’unico filo conduttore del kitsch.

David Guetta ft. Estelle – One Love (da "One Love", 2009). Il contrario di quanto scritto per i Rapture. Qui la house è commerciale e facile facile, Estelle con la sua voce non aggiunge nulla a un testo senza particolari picchi. Bocciata pure dal mercato, fuori classifica quasi ovunque.

Club Dogo – Amore Infame (da "Dogocrazia", 2009). Una storia metropolitana, gente “strafatta nei brutti posti” e altre amenità simili. Base bruttarella, per di più.

 

 

Non è però giusto finire così ingloriosamente un articolo sulla musica e l’amore: lasciate quindi che esca dai limiti imposti in precedenza e che segua il cuore, per proporvi quella che è al contempo la miglior canzone d’amore e la miglior canzone di Natale (dati il periodo e la neve) di sempre. Si parla, naturalmente, di Fairytale Of New York dei Pogues. Non servono descrizioni, basta ascoltare.

 

 

Gli autori di Vorrei
Fabio Pozzi
Author: Fabio Pozzi

Nasce nel 1984. Studi liceali e poi al Politecnico. La grande passione per la musica di quasi ogni genere (solo roba buona, sia chiaro) lo porta sotto centinaia di palchi e ad aprire un blog. Non contento, inizia a collaborare con un paio di siti (Indie-Eye e Black Milk Mag) fino ad arrivare a Vorrei. Del domani non v'è certezza.

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.

I miei ultimi articoli

Iscriviti alla newsletter

Warning: "continue" targeting switch is equivalent to "break". Did you mean to use "continue 2"? in /web/htdocs/www.vorrei.org/home/plugins/acymailing/tagcontent/tagcontent.php on line 1228
Iscriviti gratis alla nostra newsletter per ricevere gli aggiornamenti e le novità sugli articoli e le iniziative di Vorrei

Per iscriverti devi accettare i nostri termini di utilizzo dei tuoi dati, ovvero la nostra politica riguardo la privacy. Non li cediamo a nessuno e non abusiamo mai! :)