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Il giovane regista racconta a Vorrei la sua nuova produzione - “Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico” - e fa una promessa, “La Brianza nel cinema è una zona poco affermata. Noi proveremo a cambiarla... nel nostro piccolo”.


Abbiamo intervistato Andrea Monzani in occasione dell'uscita del suo secondo corto, “Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico” con cui è in tour, pellicola che narra un ritorno a casa che coincide con una partenza per il mondo dei ricordi.

Come é nata l'idea e chi ti ha eventualmente aiutato a svilupparla.
L’idea di “Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico” é nata qualche settimana prima che rientrassi in Italia dopo un anno backpacking solitario attorno al mondo.
Il corto é un piccolo estratto di quella che é la sceneggiatura di un lungometraggio che ho scritto cercando di racchiudere alcune delle esperienze vissute durante i miei viaggi, può essere visto come una parte del terzo atto di quel lungo, ovvero il momento in cui il nostro eroe fa ritorno a casa. È una storia molto semplice, questa, proprio perchè dopo il primo corto, avevo deciso di concentrarmi di piú sulle atmosfere e la regia, piuttosto che sull’originalità e sulla complessità dello script.

Quanto tempo hai impiegato a realizzarla e con chi hai collaborato?
Per la stesura della sceneggiatura, o meglio, l’adattamento della parte che é poi divenuta il corto, ci sono voluti tre mesi circa. Mentre per quanto riguarda la produzione vera e propria, abbiamo girato per quattro giorni fra Madrid ed El Escorial nel mese d’Ottobre.
Il montaggio e la parte di post produzione audio ha richiesto una ventina di giorni ed é stata interamente realizzata presso gli studi della “Cortar por lo Sano” di Jose Manuel Jimenez, montatore fra i tanti del film di successo “Kidnapped” di Miguel Ángel Vivas.

 

Il trailer di “Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico”

 

Perché con una produzione spagnola e non italiana?
Non per scelta, ma per caso, perchè ho conosciuto Ramòn Rodrìguez & Julia Guillén Creagh , titolari appunto della Atraco Perfecto Producciones, in Egitto all’ Ismailia Film Festival con il mio primo corto “La Settimana Prossima”. In dieci giorni tra chiacchiere e pellicole si sono interessati alla mia storia e ai miei viaggi per il mondo. E al mio soggetto, anche, e così è partito tutto.

Soddisfatto della scelta?
Si, decisamente, anche se non nego di aver avuto qualche preoccupazione, inizialmente. Si trattava di passare da un piccolo corto prodotto con 500Euro, ad una produzione importante, con attori affermati e conosciuti, e per di piú diretti in lingua inglese. Piccole sfide che pero’ mi hanno insegnato molto, e mi hanno permesso di conoscere persone straordinarie e professionisti eccellenti.

Ad esempio?
Primi fra tutti Victor Clavijo, attore dal talento straordinario nominato persino al Goya del 2004 come “Migliore Attore Emergente” con la quale c’e’ stata subito un’ottima intesa, ed Alice Henley, meglio nota al pubblico italiano per il ruolo di Livia Drusilla nella serie TV prodotta dalla HBO “Rome”, e per il film “La Promessa dell’Assassino” di Cronenberg, dove recita a fianco di Viggo Mortensen e Vincent Cassel.

In Italia sarebbe stato fattibile?
Credo di sì, la medesima produzione si sarebbe potuta tirare in piedi anche in Italia, dato che credo il cinema italiano sia ricco di giovani talenti, e questo é confermato dai cortometraggi d’altissimo livello che é possibile vedere nei nostri festival.

Come stai promuovendo il tuo corto?
Sarà una casa di distribuzione spagnola ad occuparsi di gestire al meglio sia distribuzione che pubblicitá e visibilitá, ma ovviamente, per un cortometraggio, la vetrina migliore é quella dei Festival, pertanto verrá inviato alle piú importanti competizioni a partire da fine Gennaio.

Quali analogie esistono tra il primo e il secondo corto?
In realtá molto poche. Soprattutto dal punto di vista registico. Sono due storie diverse che richiedevano una mess-en-scene differente. Se si guarda fotografia, movimenti di macchina, ritmo del film, montaggio, ad esempio, si noteranno decine e decine di differenze. Ho fatto passare tre anni fra i due, per ricercare un punto di vista “nuovo” in me. Il primo era un film di dialogo, che puntava maggiormente sul colpo di scena finale.
“Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico” é invece un viaggio in quella che é l’anima di un solitario. Siamo ospiti silenziosi nell’abitazione di un uomo che per qualche motivo aveva deciso di allontanarsi da casa, ed ora deve tornare alla routine della sua vita quotidiana. E’ un film dal ritmo lento e fatto di inquadrature lunghe e “vuote”, dove non é di certo l’azione a mandare avanti la storia, ma piú che altro l’atmosfera che viene creata da tutti gli elementi visivi e che crea una sorta di alone misterioso attorno alla figura del protagonista.

Tema del ricordo mi sembra ricorrente, é così? Perchè?
Credo sia una pura casualitá che entrambi i corti abbiano come tema secondario il ricordo, credo che sia piú che altro stato un riflesso di quello che era il mio animo al tempo, dove mi ritrovavo a ricordare di posti straordinari ed avventure bizzarre vissute per il mondo. È senza dubbio un film nostalgico, sia per le atmosfere, che per le ambientazione: l’arredamento, la segreteria telefonica, una vecchia macchina fotografica a rullino, una telecamera in super8... tutto richiama a qualcosa di ormai trascorso, passato, e che viene visto come “migliore” in un certo senso.

 

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Quanto c'è autobiografico del secondo corto?
Sicuramente il tema del viaggio e la malinconia del protagonista sono i lati del film che piú mi si avvicinano, ma é comunque un prodotto di fantasia. Non é un film autobiografico, o almeno, non lo é il cortometraggio. Non cosí tanto.

Come hai scelto l'accompagnamento sonoro del tuo film?
Inizialmente il film prevedeva l’incisione di una canzone vera e propria per quanto riguarda il finale del film, ma era diventato complesso trovare la cantante giusta, soprattutto in Spagna, cosí con Alessio Pamovio, pianista e jazzista di Biassono, abbiamo scelto di concentrarci sul nostro unico protagonista. Abbiamo inoltre abbandonato l’idea dell’orchestra e del quartetto d’archi, perché sarebbe risultata eccessiva e troppo ingombrante rispetto a quella che invece é la semplicitá del film.

Progetti e sogni (svelabili)?
Progetti, molti. Ma non ne vorrei parlare per scaramanzia. Ho comunque pronte due sceneggiature di lungometraggi, attualmente in cerca di produzione, uno da cui questo cortometraggio é tratto, l'altro invece é una commedia famigliare che si distacca molto dal genere delle mie prime due opere, ma che tengo particolarmente a cuore

Qualcosa ambientato in Brianza, no?
Certamente. La bellezza del cinema sta proprio nel suo potere di non avere confini. La Brianza offre un sacco di spunti interessanti, soprattutto dal punto di vista storico. Il mio primo cortometraggio é stato girato a Burago di Molgora, dove risiedo fra l’altro, per cui non precludo future produzioni sul nostre territorio.

Panorama cinematografico e produzione in Brianza, come è? Quali spazi?
Ci sono tante piccole case di produzione per documentari, spot commerciali, videoclip musicali, video istituzionali od aziendali... Ma per quanto riguarda il “cinema” , é una zona poco affermata. Ma proveremo a cambiarla... nel nostro piccolo.

 

Chi è Andrea Monzani

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Andrea Monzani (1986) ha lavorato come regista, scrittore, assistente alla regia e montatore sin dal 2007. Nel 2008 collabora come montatore al cortometraggio “Ordalìa” di Marco Bonfanti e vince il premio per Miglior Montaggio al “Corto e Cultura Manfredonia 2009”. Nello stesso anno, vince una menzione speciale al “Premio San Fedele” per il Montaggio del documentario “Arte è potere?” di Giuseppe Carrieri. Sempre nel 2008 dirige lo spot informativo AMALO, supportato dalla Città di Milano e che vede la partecipazione del comico ed attore Claudio Batta, collabora inoltre alla realizzazione del documentario “La Voce del Sangue” di Giuseppe Carrieri, selezionato in alcuni Festival tematici. Il millimetraggio da un minuto “Non scommettete su di me” viene selezionato alla terza edizione del “Young Director Project”. Nel 2009 scrive, dirige e produce con meno di 500€ il suo primo cortometraggio “La Settimana Prossima”, selezionato nel corso del 2010-­‐2011 in più di 70 Festival Internazionali e vincitore di dodici premi, fra i quali Miglior Film al “Corti a Firenze” (2009) , Festival dei Corti Riviera dei Cedri (2011) ed il “Lublin Film Festival” (Polonia 2011). Ultimate le riprese parte per un anno solitario attorno al mondo, ed è proprio in quel periodo backpacking e couchsurfing fra Australia, India, Asia ed Africa che gli viene in mente la storia adatta per il suo secondo cortometraggio da Regista (Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico).

 

La settimana prossima

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