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Svelato il vincitore del bando, Italiana Costruzioni. Ma di cosa ci sarà concretamente nelle aree non occupate da negozi e ristoranti per ora nessuno sa o dice nulla. I video degli interventi di Formigoni, Mariani e Petraroia

Il vincitore del bando per il recupero della Villa Reale di Monza è Italiana Costruzioni, sconfitta quindi l'unica altra concorrente, la Sacaim. Queste le offerte che hanno fatto pendere da una parte la bilancia: 60.000 euro di canone annuo invece dei 30.000 previsti dalla base del bando; invece dello 0,5% sugli utili, Italiana Costruzioni verserà lo 0,7%, infine come partecipazione al costo del recupero verserà più di 8 milioni invece dei circa 6 previsti. A ciò si aggiunge la bizzarra decisione di accorciare la durata della concessione da 30 a 23 anni (compresi quelli necessari per il restauro). Molti hanno visto in questa decisione un tentativo dell'azienda di mettersi al riparo da ricorsi visto che lo stesso ente che ha emanato il bando ha, per statuto, una durata inferiore.

 

L'intervento del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formioni

 

Dopo la bocciatura in Consiglio comunale dell'ordine del giorno contro l'operato del Consorzio Villa Reale e l'apertura delle buste, sembra quindi ormai spianata la strada per il progetto voluto da Mariani e Formigoni, nonostante le migliaia di firme raccolte contrarie e nonostante non si sia stati capaci di coinvolgere l'intera città su un'operazione di tale importanza.
I toni del Presidente della Regione e del Sindaco alla conferenza stampa nel Teatrino della Villa sono stati a dir poco trionfalistici, con il secondo che si è soffermato sulla lunga attesa che la città ha dovuto sopportare per poter tornare a godere della reggia.
A conforto dell'iniziativa sono stati chiamati anche Alain Elkann (in video) e il professor Alan Jones, i cui interventi hanno sottolineato l'importanza dell'intervento dei privati nella gestione del patrimonio culturale, con l'americano che è sembrato confondere un po' i termini della questione visto che non si è difronte ad un esempio di mecenatismo ma di un puro e semplice appalto con fini economici.

 

L'intervento del Sindaco di Monza, Marco Mariani

 

Grande assente, a nostro modesto parere, la sostanza vera di un bene culturale come la Villa Reale: cosa ospiterà nelle aree non occupate da negozi e ristoranti? Quali saranno le attività istituzionali previste? Quali attività e di quali istituzioni, visto che il tutto sarà nelle mani del privato e che al Consorzio resta a disposizione circa un mese all'anno? Abbiamo provato a chiedere lumi sul progetto culturale: Formigoni è scappato via lasciando a Petraroia (il direttore del Consorzio Villa Reale) il compito di lanciarsi in una fumosa descrizione delle linee guida tracciate dal Codice per i beni culturali. Sorta di sacre scritture in cui dovremmo leggere il futuro di un museo che "non può avere un progetto culturale lungo 20 anni" ma che dovrebbe attirare 500.000 visitatori l'anno. Queste sono infatti le stime della Camera di Commercio di Monza e Brianza. In base a cosa gli indovini di Carlo Edoardo Valli presumono queste cifre? perché questo fiume di gente dovrebbe arrivare, per vedere cosa? quali mostre? quali interni?

 

L'intervento del direttore del Consorzio Villa Reale, Pietro Petraroia

 

Per tutta la conferenza stampa si è abbattuta sui presenti una pioggia di riferimenti ai musei più importanti del mondo, parlando solo ed esclusivamente però dell'aspetto gestionale e sempre con lo scopo di rivendicare il ruolo dei privati ovunque. Anche lì facendo finta di nulla sulla sostanza vera e ultima di ogni museo, di ogni istituzione artistico-culturale: deve ancora nascere colui che fa visita al Louvre perché sotto la piramide c'è l'autogrill. Al Louvre si va per vedere Vermeer, Rubens, Veronese, Leonardo e altre migliaia fra i massimi artisti e capolavori della storia dell'umanità. Alla Villa Reale di Monza per ora sappiamo solo che verrebbero a vedere le bottegucce degli artigiani al piano terra e il ristorante del Belvedere. Chiediamo davvero troppo se vogliamo capire cosa altro ci sarà in quello che Formigoni stesso chiama museo?

 

Gli autori di Vorrei
Antonio Cornacchia
Author: Antonio CornacchiaWebsite: www.antoniocornacchia.com

Grafico e art director, ho studiato all'Accademia delle Belle Arti.
Curo campagne pubblicitarie e politiche, progetti grafici ed editoriali. Siti web per testate, istituzioni, aziende, enti non profit e professionisti.
Sono giornalista pubblicista dal 1996 e dirigo Vorrei.

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