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Grande pubblico a  Sesto per il live delle Storie Tese. Il video di "Servi della gleba"

 

Da oltre vent’anni andare a un concerto di Elio e Le Storie Tese significa assistere a una serata all’insegna del divertimento e dell’ottima musica. Il gruppo milanese ha infatti creato fin dalla fine degli anni ’80 un perfetto mix tra quello che viene chiamato “rock demenziale”, sulla falsariga degli Skiantos, e un gusto musicale che discende direttamente dal progressive degli anni ’70 e dalle sue emanazioni più folli, in particolar modo quelle di Frank Zappa.

Queste due anime trovano nel live la loro migliore espressione, regalando una sorpresa dietro l’altra a chi si trova tra il pubblico: alla meraviglia per le trovate tecniche dei musicisti si sostituiscono le risate causate dall’ironia di Elio e dalle assurde interpretazioni “teatrali” di Mangoni. Anche al Carroponte è stato così, fin dall’inizio: il primo brano eseguito è stato infatti “Shine On You Crazy Diamond” dei Pink Floyd, o meglio solo la prima parte di esso; quando è infatti giunto il momento di cantare, lo Shine del testo si è trasformato in un shiaooooo di benvenuto da parte di Elio.

Dopo questa partenza clamorosa il concerto è poi proseguito con “Lo Stato A, Lo Stato B”, ripescato da “Eat The Phikis”, il disco uscito dopo la partecipazione del gruppo a Sanremo, con “Pagano” e con il primo super-classico conosciuto davvero da tutti (e in cui tutti si riconoscono), cioè “Servi della gleba”, caratterizzata, dopo circa vent’anni, da quella che è una vera e propria svolta epocale: Faso, dopo tutto questo tempo, riesce infatti a ribellarsi dal giogo femminile che lo ha imprigionato finora, creando attimi di vero e proprio tripudio nella folla.

 

 

Da lì in poi la scaletta ha privilegiato brani tratti da “Studentessi”, l’album del 2008: una scelta non del tutto condivisibile, perché solitamente la promozione di un disco dura qualche mese, dopodiché si torna a mescolare maggiormente le carte durante i concerti. Fatto sta che gli Elii continuano invece a dare maggior peso proprio a quell’uscita (buona, ma non la migliore della loro storia), forse per dare spazio alla bellissima voce di Paola Folli, che ormai fa stabilmente parte del gruppo.

Verso il finale si è poi tornati a fare salti nel passato, per esempio con “Fossi figo” e “John Holmes”, e a tributare le giuste ovazioni a Mangoni, impegnato a impersonare il Bellimbusto protagonista dell’ultimo singolo, il campione mondiale di lap dance su “Discomusic” e quello di imitazione di Michael Jackson.

Dopo “Parco Sempione” e il suo attacco ai politici milanesi capaci di abbattere parchi nel nome dell’Expo, nei bis c’è prima stato il ritorno di Mangoni, stavolta nei panni di un Freddie Mercury sovrappeso in “Rock’n’roll”, seguito dagli attimi di catarsi collettiva rappresentati da “Tapparella”, la canzone che meglio di tutte sa descrivere la vita degli esclusi, non solo dalle feste delle medie, e del loro riscatto, con o senza l’amico Panino.

Concerto quindi soddisfacente, con un afflusso di pubblico davvero imponente (3000 persone, tutto esaurito) e una bella atmosfera, rovinata solo dai volumi un po’ troppo bassi per un concerto del genere. Ma la legge è legge, e per ora un giudice di X-Factor non la può cambiare…

Gli autori di Vorrei
Fabio Pozzi
Fabio Pozzi

Nasce nel 1984. Studi liceali e poi al Politecnico. La grande passione per la musica di quasi ogni genere (solo roba buona, sia chiaro) lo porta sotto centinaia di palchi e ad aprire un blog. Non contento, inizia a collaborare con un paio di siti (Indie-Eye e Black Milk Mag) fino ad arrivare a Vorrei. Del domani non v'è certezza.

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.