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 20160121 brera

«Il nuovo direttore generale della  Pinacoteca di Brera e della  Biblioteca Braidense, James Bradburne, illustra il suo  progetto per  il rilancio del  complesso che  vede  al centro il museo»

Riceviamo e pubblichiamo

Riportare Brera nel  cuore di Milano.  E il visitatore al centro di Brera. Una Brera in dialogo con  la città e allo stesso tempo proiettata in una prospet- tiva internazionale. Una visione resa possibile anche grazie all’autonomia che  consentirà il sostegno a Brera da parte di nuovi  partner privati. A 100 giorni dalla  sua  nomina a nuovo direttore generale della  Pinacoteca di Brera e della  Bi- blioteca Braidense, James Bradburne, alla presenza di Dario Franceschini, Ministro dei  beni  e delle  attività culturali e del turismo, illustra il suo  progetto per  il rilancio del  complesso che  vede  al centro il museo che  contiene tesori tra i più importanti dell’arte italiana.

“Il mio  obiettivo è far sì che i milanesi tornino a innamorarsi di Brera.  Se Milano abbraccia la sua  Brera,  il mondo la segue” afferma il direttore nel  comunicare le linee  guida di un  programma triennale che  già nel  2016 vedrà realizzarsi tappe importanti su  differenti livelli strategici: cittadino, culturale ed  economico. “La missione di Brera nei prossimi anni deve essere quella di conservare la sua collezio- ne rendendola parte  integrante della vita  contemporanea, al servizio della più am- pia gamma possibile  di utenti di tutte le età, nazionalità ed etnie.  Le opere saranno utilizzate per stimolare la curiosità, affinare la critica e la percezione, aumentare l’intelligenza visiva. Non  dobbiamo banalizzare la cultura, ma rendere consapevole il pubblico  di oggi che Mantegna, Caravaggio, Raffaello  sono  stati  artisti perfetta- mente contemporanei, nel significato più  radicale.  Come  diceva  Nelson Goodman, “noi siamo  istituzioni per prevenire la cecità”.

PIANO CITTADINO. Brera  “cuore”  e  “nel  cuore”  di  Milano,  significa partire da tre parole chiave: ascolto, accessibilità, accoglienza. “L’idea è quella di creare  una “grande  brera” che  non  sia  un’operazione  immobiliare ma  una  visione cittadina” dice  il direttore prendendo ispirazione anche dagli  scritti di  Franco Russoli,  il soprintendente che  a fine  anni  60  immaginava il museo come “arma  di cultura attiva, un  luogo  dove  si va per  alimentare i propri problemi di conoscenza”. Una strategia che  punta il compasso sul  genius loci Brera,  la sua  identità e dunque

si allarga all’intero complesso: Pinacoteca,  Biblioteca, Accademia, Osservatorio, Orto Botanico, Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere. Si parte dal cortile napoleonico che  diventerà un “cortile delle  arti” sul quale si affacciano Ac- cademia e Pinacoteca. Riarredato con  cestini, panchine, segnaletica fissa ed elet- tronica diverrà uno  spazio pubblico aperto a tutti, un  luogo  dove  si svolgeranno eventi in funzione di un visitatore che  sia “fruitore” della  sua  Brera. Per  quel  che riguarda la Pinacoteca il progetto vedrà il riallestimento di tutte le 38 sale  in tre anni  con  nuove sedute, wifi, nuove uniformi firmate Trussardi per  lo staff.  Come prima tappa l’inaugurazione il 16 giugno prossimo di un nuovo assetto dell’ingres- so e dell’accoglienza con  un miglioramento dei servizi essenziali, dal guardaroba all’informazione, in previsione di un  nuovo shop, di un  caffè  e altri  servizi per  il

2017. Entro il 2018 si intende riqualificare inoltre l’ingresso di via Fiori  Oscuri 4 all’Orto  Botanico e all’Osservatorio Astronomico così  da creare un chiaro asse di percorso, un vero “Viale delle scienze”. Una Brera aperta alla città e ai suoi abitanti che  comprende un utilizzo pieno degli  spazi della  Biblioteca Braidense da vivere come luogo  a misura del visitatore, per  un’esperienza che sia “un’avventura” come

scriveva Umberto Eco  nel  suo  “De biblioteca”,  dove  si può  passare dalla  lettura dei  giornali a quella dei  testi di Galeno. “La sfida  – dice  Bradburne – è quella  di riconnettere il museo all’oggi, con un  “ascolto” del visitatore-detective dell’arte. Lo abbiamo fatto  a Palazzo  Strozzi per 8 anni. A Brera, la possibilità si moltiplica, gra- zie alle straordinarie risorse  di un complesso unico”. Infine il traguardo, nel 2018, a quasi cinquant’anni dall’acquisto, della piena disponibilità di Palazzo  Citterio, con la ricollocazione in quella sede delle  collezioni Jesi  e Vitali, straordinari esempi del più illuminato collezionismo milanese. Tra gli obiettivi non  secondari la riqua- lificazione del Palazzo di via Brera 19 che  potrebbe essere destinato a sede di aule dell’Accademia, dei depositi visitabili, di un ristorante e altre attività.

PIANO CULTURALE. Un  rinnovamento che  coinvolge anche la qualità dei  ser- vizi. Sempre nella  visione strategica di Brera cuore di Milano  che  vede  al centro l’interesse del fruitore, cambio di marcia anche nella  politica dei prezzi. Si andrà incontro al pubblico, favorendo una  visita  frequente alla Pinacoteca grazie a un biglietto intero dal costo di € 10 valido  per  tre mesi,  con  il visitatore che  diventa amico di Brera temporaneo. “Nel programma triennale è previsto un riallestimento progressivo di tutta la Pinacoteca, per fare  di Brera  un  museo che parli  all’altezza di una collezione di importanza mondiale” dice  Bradburne. Valorizzare la collezione  significa anche mettere in campo a questo scopo tutti gli strumenti utilizzati di solito per  le esposizioni temporanee. I riallestimenti saranno accompagnati e chiariti da “dialoghi”  – della  durata di tre mesi  - con  quadri “ospiti”  tra alcuni dipinti della Pinacoteca e opere in prestito, costruiti per  attualizzare e approfondire il senso delle  opere di Brera. Per  il 2016 ci saranno i riallestimenti di tre nuclei, centrati su tre capolavori del museo. Il primo, il 17 marzo, avrà  come fulcro Raf- faello,  il secondo, il 16 giugno, Mantegna, il terzo, il 27 ottobre sarà focalizzato su  Caravaggio. Ogni  tappa sarà l’occasione per  verificare l’effetto dei  nuovi  ap- procci interpretativi che  comprenderanno testi di sala,  didascalie, illuminazione e colore delle  pareti. L’efficacia reale degli  allestimenti sarà accertata attraverso “Brera ascolta”,  una  consultazione periodica alla  quale saranno chiamati tutti  i cittadini interessati. In questo contesto i capolavori della  Pinacoteca resteranno “a casa”: non  verranno effettuati prestiti delle  opere per  tre anni.  Una  strategia di valorizzazione della  collezione che  vedrà anche la ripresa dell’iniziativa “Brera mai vista”, opere dai depositi ricollocate provvisoriamente nelle  sale,  attorno alle quali  sarà costruito un  percorso speciale. L’idea è quella di un  museo non  come sede soltanto di contemplazione o di studio della tradizione o di una  disciplina, la storia dell’arte, ma, come ancora diceva Franco Russoli,  “un luogo in cui si costruisce e si vive  lo sviluppo della realtà  contemporanea. Non occupazione per il tempo libero, bensì  per il tempo impegnato”. Un progetto che  prevede una  cura specifica per  l’attività educativa, non  intesa in senso restrittivo per  le scuole ma per  l’intera gamma di visitatori, che  peraltro è già  inscritta chiaramente nel  DNA di Brera che  vanta in questo campo una  tradizione d’avanguardia. Saranno attivati servizi e kit per  famiglie e bambini tra cui “un passeggino nel museo”, tour dedicato alle mamme con  bambini con  meno di 18 mesi,  la borsa di Brera  e l’iniziativa  “Top Ten”, percorso dedicato ai 10 quadri scelti dai bambini. “Tutto questo  sarà possibile perché  sarà data  molta  importanza allo staff,  riportato al centro dell’esperienza di Brera” dice  Bradburne.

PIANO ECONOMICO. Un altro livello di sviluppo strategico, collegato alle nuove linee  guida della  riforma del ministro Franceschini, è quello dell’autonomia economica. “Come autonomia intendiamo autonomia di spendere ma anche  di costruire un  rendiconto che sia uno  strumento di verifica dei risultati annuali – spiega il direttore – Oltre  ai dati  economici dell’anno  testeremo infatti la soddisfazione dei  visitatori, l’impatto economico sul  territorio e sulla  stampa”.  Autonomia  che renderà possibile l’ingresso di partner privati e di sponsor attraverso la nascita di due  nuovi  strumenti. Oltre ai finanziatori privati già esistenti e agli Amici di Brera, per  aumentare il potenziale di raccolta fondi  si sta  creando infatti l’Associazione di Partner Brera (APB) che  permetterà alle aziende italiane di unirsi per  sostenere Brera. E l’Associazione American Friends of Brera che consentirà a Brera di raccogliere fondi  negli  Stati  Uniti  offrendo la deducibilità ai soggetti americani.

 

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