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20180612 societa benefit

Introdotte con la Legge di Stabilità 2016, oggi le SB sono circa 168, il 46% si concentra in Lombardia. La loro mission è quella di contribuire allo sviluppo e al benessere collettivo creando impatti positivi per la collettività e per l’ambiente.

Negli ultimi anni è di particolare interesse l’orientamento dell’economia verso la responsabilità sociale d’impresa, intesa come comportamento responsabile dell’azienda verso il territorio in cui opera. Si parla, dunque, di economia sostenibile in cui l’impresa non si focalizza solo sul proprio profitto ma orienta la propria attività verso valori etici, di tutela sociale e ambientale.

Negli ultimi anni si parla anche di impact investing; infatti il settore della finanza sembra interessarsi alle imprese ad elevato impatto sociale, misurabile e compatibile con un rendimento economico, il cui obiettivo è quello di creare strumenti e prodotti per reperire fondi ma anche di qualificare e remunerare le imprese più meritevoli.

Le organizzazioni che possono misurare l’impatto sociale creato sul territorio in cui operano possono essere non solo le organizzazioni non profit e sociali ma anche gli enti orientati al profitto.

Si stanno diffondendo anche in Italia sulla scia dell’esperienza americana le cosiddette Società Benefit (SB), un nuovo status di enti for profit introdotte con la Legge di Stabilità 2016 su iniziativa del senatore Mauro Del Barba. L’Italia è il primo Paese in Europa a dotarsi di uno strumento normativo nel settore. Negli ultimi due anni si è avuto un incremento di questa nuova tipologia di imprese; oggi le SB sono circa 168, il 46% si concentra in Lombardia ed la maggior parte opera nei servizi e nella consulenza (Fonte Atlis).

Con questa nuova qualifica giuridica un’impresa, oltre ai propri obiettivi di profitto, si impegna a perseguire anche finalità di beneficio comune

Con questa nuova qualifica giuridica un’impresa, oltre ai propri obiettivi di profitto, si impegna a perseguire anche finalità di beneficio comune atti ad avere un impatto positivo a lungo termine su società e ambiente. L’obiettivo è che il for benefit e la sostenibilità non siano più un’alternativa ma un nuovo modello di fare business. Si tratta di imprese che volontariamente decidono di svolgere in modo innovativo attività di business avendo, “oltre” l’obiettivo di massimizzare il profitto, “anche” quello di creare un impatto positivo in termini economici, sociali e ambientali. Si assumono, inoltre, formalmente l’obbligo di raggiungere lo scopo di beneficio comune operando in modo responsabile, trasparente e sostenibile verso  tutti  gli  stakeholder:  soci,  dipendenti,  fornitori,  cittadini  e tutte  le categorie che possano essere impattate dall’attività aziendale.

Il “beneficio comune” è da intendersi come il perseguimento di uno o più effetti positivi, o la riduzione di effetti negativi, che l’attività aziendale può avere sulla stessa collettività o nel territorio in cui opera. Il beneficio comune deve pertanto essere reale, tangibile e rispondere alle esigenze concrete della realtà in cui l’azienda opera e non può discostarsi dalla sua mission aziendale e dai suoi obiettivi. Si ritiene che debba essere fortemente connesso con questi elementi.

Il beneficio comune deve pertanto essere reale, tangibile e rispondere alle esigenze concrete della realtà in cui l’azienda opera

La normativa, comunque, lascia ampia libertà alle imprese nell’individuare le proprie finalità di beneficio comune da indicare nel statuto, non obbligando le stesse ad una connessione tra tali finalità e i soggetti verso cui sono rivolte. Prevalentemente l’essenza delle SB è quella di identificare effetti positivi o negativi generati dalla propria attività nella realtà in cui operano e agire sulle stesse in modo da creare un impatto positivo sia in termini economici sia in termini sociali e ambientali; è possibile anche avere generiche finalità di beneficio comune, quali ad esempio la crescita del benessere di persone e comunità, conservazione e recupero dei beni di patrimonio artistico e culturale del luogo in cui operano, o diffusione e sostegno delle attività culturali e sociali, di enti e associazioni che operano nei confronti della collettività e per il benessere sociale.

Ad esempio, per un’impresa alimentare il perseguimento del beneficio comune potrebbe avvenire impiegando nel ciclo produttivo materiali riciclabili o biodegradabili, utilizzando energie rinnovabili, approvvigionandosi da fornitori locali, promuovendo buone pratiche per una corretta alimentazione. Ciò che conta poi è che il perseguimento di questi obiettivi sia misurabile in termini di progresso sociale e di efficienza economica.

Giuridicamente le SB, per assumere tale qualifica, aggiungono nel proprio Statuto il perseguimento di uno o più scopi di beneficio comune verso una categoria di stakeholder prescelta. Inoltre, sempre giuridicamente in virtù della caratteristica della trasparenza, devo annualmente redigere una relazione in cui vengono descritte le attività svolte per il perseguimento del benefit, la valutazione dell’impatto generato e l’individuazione di nuovi obiettivi da perseguire nell’esercizio successivo. Tale relazione annuale deve poi essere resa pubblica nelle forme previste dalla forma giuridica propria dell’impresa e pubblicata nei siti web.

La mission delle SB è quella di contribuire allo sviluppo e al benessere collettivo creando impatti positivi per la collettività e per l’ambiente. Certamente questo è un percorso che comporta una trasformazione culturale interna all’azienda dove le singole persone giocano un ruolo essenziale nel cambiamento per poter raggiungere unitariamente un bene comune. Si rende necessario un cambiamento della mentalità imprenditoriale applicando nuovi modelli innovativi di business che siano di sintesi tra imprese for profit e imprese no profit.

L’orientamento futuro è quello di porre le esigenze dell’uomo, e non dell’economia, al centro del mercato.

L’orientamento futuro è quello di porre le esigenze dell’uomo, e non dell’economia, al centro del mercato. Come affermava un giurista americano, E.M. Dodd, “le attività di impresa sono permesse e incoraggiate dalla legge perché sono un servizio alla società piuttosto che fonte di profitto per i suoi proprietari”.  Ciò ben si sposa con l’intenzione voluta dal legislatore italiano con l’introduzione delle Società Benefit nel nostro ordinamento, appunto perché le imprese che assumo la qualifica giuridica di SB sono caratterizzate dal duplice scopo di lucro e di beneficio comune.

Ci si auspica che nel prossimo futuro gli imprenditori cambino il loro modo di percepire il mercato venendo incontro anche alle nuove esigenze emergenti sia nel sociale sia nell’ambiente che li circonda. Per ora, solo chi anticipa questa nuova visione imprenditoriale può avvantaggiarsi ottenendo un vantaggio competitivo e reputazionale come pionieri di questo nuovo paradigma imprenditoriale. Perché un riposizionamento strategico dell’impresa verso la sostenibilità contribuisce alla notorietà, al miglioramneto dell’immagine all’incremento del valore del brand. Basti pensare che ciò è rafforzato dal fatto che oggi il consumatore è sempre più attento alle imprese che orientate alla sustainability disclosure e che realizzano buone pratiche in materia di sostenibilità e sono sempre più disposti a pagare anche un prezzo più alto riconoscendo un maggior valore al prodotto o servizio offerto da queste imprese.

 

 

Gli autori di Vorrei
Connie Rizzo
All’anagrafe Maria Concetta Rizzo. Dottore commercialista. Mi occupo di fiscalità per società, enti del terzo settore e mondo dell’arte, e consulenza per musei, teatri, gallerie, fondazioni e associazioni culturali.
A Milano nel 2011 e qui mi appassiono e mi avvicino al mondo dell’arte. Amo la Street-art. Trascorro i week-end tra mostre e teatro.
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