Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

Vorrei | Rivista non profit


Print Friendly, PDF & Email

20090712-venturi_cisco-a

Seconda puntata della nostra indagine sulle grandi imprese internazionali che scelgono (o meno) il territorio di Monza per insediarsi. Intervista all'Amministratore Delegato di Cisco Italia.


Qual è la visione di Cisco in Brianza in una prospettiva di medio - lungo termine?
La scelta di iniziare dalla Brianza, quando Cisco è sbarcata in Italia nel 1994, è stata guidata dalla consapevolezza che fosse un terreno fertile per l’innovazione, e così è stato. Negli anni abbiamo assistito al suo sviluppo e oggi vediamo in essa un territorio ad alto potenziale, per la concentrazione di imprese hi-tech e per lo stretto collegamento con realtà in ambito universitario e di ricerca che rappresentano un ricco “giacimento di talenti”. Dopo aver stabilito la nostra sede a Vimercate, nel 2000 abbiamo insediato a Monza anche il laboratorio Cisco Photonics, centro di ricerca e sviluppo sulle tecnologie di rete ottica; abbiamo riconfermato la nostra scelta lo scorso anno quando abbiamo trasferito in un nuovo edificio i nostri Headquarters e quest’anno vi abbiamo creato un centro di competenza dedicato alla business collaboration, il CBC (Cisco Business Collaboration center) . Per il nostro futuro in Brianza immaginiamo di procedere su questa stessa strada di integrazione e stimolo all’innovazione. Abbiamo visto nascere un indotto positivo di iniziative nuove, start up, realtà di nicchia nella ricerca e sviluppo e, restando al centro di questa rete di innovazione, non potremo che trarne beneficio.

20090712-venturi_cisco

Le vostre strategie potrebbero prevedere delocalizzazioni di tutte o parte delle loro attività in Brianza verso altri siti?
Il centro di ricerca di Monza guida a livello mondiale le attività di ricerca, progettazione e sviluppo Cisco nell’ambito della fotonica; Il CBC è il primo centro che Cisco dedica alle tecnologie di business collaboration, ed è nato con lo specifico obiettivo di offrire ad imprese, pubblica amministrazione, istituzioni uno spazio di confronto e di sperimentazione delle potenzialità di una famiglia di soluzioni che, nella nostra visione, sono la chiave di volta per innovare e rendere più produttiva l’attività imprenditoriale e di governo. L’insediamento in questo territorio di due poli di così grande importanza è indice del valore che viene riconosciuto alla Brianza.

Ritenete che in futuro le condizioni ambientali della Brianza, nel loro complesso, miglioreranno o peggioreranno per la sopravvivenza e lo sviluppo del vostro insediamento?
Riconosciamo a questo territorio un grande valore dal punto di vista della qualità della vita, un aspetto che, come azienda, teniamo in altissima considerazione. Vediamo una situazione fluida che certamente sarà oggetto di grandi cambiamenti nel futuro, anche correlati all’evoluzione della situazione economica e di governo generale; basandoci su quanto abbiamo visto nei nostri 15 anni di presenza riteniamo che il territorio abbia la resilienza e la capacità di evolvere per continuare ad essere ciò che rappresenta oggi.

Cosa potrebbero o dovrebbero fare le istituzioni locali (regione, provincia, comuni) per fare in modo che l’ambiente che circonda l’impresa diventi un “luogo dove è bello e conveniente vivere e lavorare”?
Noi sentiamo in modo particolare l’esigenza di avere migliori collegamenti, trasporti pubblici che uniscano con la città di Milano, con Monza, con gli aeroporti. Il tema del trasporto pubblico ci sta molto a cuore anche perché Cisco a livello globale e locale incentiva dipendenti e collaboratori a preferire questo tipo di trasporto e a ridurre il pendolarismo. Migliorare i trasporti è necessario non solo per una questione di efficienza degli spostamenti, ma anche – forse soprattutto – per favorire la riduzione dell’impatto ambientale portato inevitabilmente dalla presenza di tante aziende, anche di grandi dimensioni. In questo senso, ad esempio, abbiamo aderito all’appello del distretto Fondazione Distretto HT Milano e Brianza perché la linea 2 della metropolitana di Milano venisse prolungata fino a Vimercate.

In che cosa e come vorreste che l’ambiente brianzolo cambiasse, per favorire la permanenza e lo sviluppo di Cisco?

vediamo un territorio in cui è possibile creare le condizioni adeguate per lo sviluppo di iniziative imprenditoriali legate al mondo dell’università e della ricerca.

Guardando all’approccio innovativo che caratterizza la Brianza, vediamo un territorio in cui è possibile creare le condizioni adeguate per lo sviluppo di iniziative imprenditoriali legate al mondo dell’università e della ricerca. Vediamo un “capitale umano” di altissimo livello ed una concentrazione di eccellenze che però trovano a fatica il modo di dispiegare le proprie potenzialità dando vita a nuove aziende, Pensando alla Brianza del futuro, vorremmo vederla popolata di spin-off universitari e imprese innovative, insediate in un territorio capace di offrire loro il necessario supporto.

Quali di questi cambiamenti sono particolarmente importanti o addirittura decisivi per assicurare la permanenza e lo sviluppo del vostro insediamento?
Come dicevamo in precedenza, per noi il punto nevralgico sono la qualità dei trasporti e delle comunicazioni. Per quanto riguarda gli altri aspetti, il livello di qualità di vita che caratterizza la Brianza è testimoniato dal fatto che nel tempo la maggior parte di chi lavora con noi sia a Vimercate sia al centro di ricerca di Monza ha scelto di vivere in questo stesso territorio. Anche questo è uno dei motivi che, quando si è manifestata l’esigenza di trasferire i nostri Headquarter in una nuova sede, ci ha spinti a scegliere lo stesso luogo anche per il nuovo edificio – e a ospitare al suo interno anche il centro Cisco Business Collaboration.

Un cambiamento che vorremmo vedere, inoltre, riguarda il sistema dei collegamenti aerei, con particolare riferimento all’aeroporto di Malpensa. Fino al 2001 l’offerta di voli verso gli Stati Uniti ed in particolare verso la California era molto ricca; in seguito abbiamo assistito a una progressiva riduzione dei collegamenti verso questa zona del mondo che è cruciale per noi – come per ogni realtà che operi a livello internazionale, in particolare nel settore hi-tech. Riteniamo che la situazione attuale sia un limite importante a cui si dovrebbe porre rimedio per supportare ancora meglio l’attività delle aziende.

Cisco ha già adottato o ha in programma di adottare iniziative proprie o in cooperazione con altri, perché il contesto ambientale corrisponda meglio alle esigenze dell’impresa e di chi ci lavora? Con quale visione dell’interesse dell’impresa?
Cisco Systems coltiva un rapporto propositivo e responsabile con il territorio in cui opera, in tutte le proprie sedi del mondo; il territorio non è una risorsa da sfruttare, bensì un ecosistema con cui interagire in un’ottica di lungo termine, che produca benefici sia per il nostro business, sia per la comunità in cui esso si insedia.

E’ interesse primario dell’impresa che si attivi una fattiva collaborazione con i soggetti presenti sul territorio per valorizzare le sue peculiarità e per creare opportunità di sviluppo.

Intorno alla nostra sede centrale in Brianza ed intorno al laboratorio Cisco Photonics si è creata occupazione (il laboratorio ad esempio attualmente impiega circa 250 persone) ed è nato un rapporto virtuoso con numerose realtà che operano dentro o in connessione con il territorio, quali le Università, con cui collaboriamo fattivamente finanziando progetti di ricerca con i team più eccellenti.

Fino al 2001 l’offerta di voli verso gli Stati Uniti ed in particolare verso la California era molto ricca; in seguito abbiamo assistito a una progressiva riduzione dei collegamenti verso questa zona del mondo che è cruciale per noi 

La recente apertura a Vimercate del centro Cisco Business Collaboration costituisce un nuovo elemento in questa logica di apertura all’esterno: è un centro di sperimentazione delle tecnologie di collaborazione, ed è un luogo di scambio “bidirezionale” con attori pubblici e privati, che permetterà di cogliere nuove opportunità non solo per lo sviluppo imprenditoriale, ma anche per la governance del territorio e per i servizi al cittadino.

Tra gli insediamenti della vostra impresa nelle diverse parti del globo, ce n’è qualcuno che può essere considerato un modello di qualità ambientale per la vostra impresa? Quale e perché?
Essere un modello di qualità ambientale è un impegno che riguarda in vario modo tutte le nostre sedi nel mondo. Cisco persegue la sostenibilità del proprio business in modo articolato, attraverso le iniziative promosse da un EcoBoard e declinate localmente da un Green Ambassador presente in ogni paese. Promuoviamo uno stile di vita e di lavoro sostenibile fra i nostri dipendenti e incoraggiamo tutte le attività che permettano di ridurre l’impatto ambientale dei processi aziendali. La nostra nuova sede di Vimercate è un esempio molto efficace dell’approccio di qualità; è stata realizzata secondo principi di eco sostenibilità – infatti ha la certificazione ISO 14001 –, il 100% dell’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili, gli spazi di lavoro sono organizzati secondo un modello di condivisione – consentito dalle tecnologie di collaborazione e di rete – che permette di operare in piena efficienza disponendo di meno “scrivanie” e meno attrezzature. Nella nostra azienda, inoltre, è normale lavorare in remoto o da casa, secondo un modello di flessibilità che impatta positivamente sia sulla qualità della vita dei dipendenti, sia sull’ambiente perché si riducono gli spostamenti, notevole fonte di inquinamento. Siamo particolarmente orgogliosi di questo nostro impegno locale, oltre che globale, per la sostenibilità, che ci è riconosciuto anche a livello istituzionale; quest’anno infatti abbiamo vinto nella categoria imprese il premio GPP – Progetti sostenibili e Green Public Procurement” creato dalla Consip per premiare le realtà pubbliche e imprenditoriali che promuovano politiche e progetti a favore della sostenibilità ambientale e privilegino l’utilizzo e l’offerta di beni con minore impatto ambientale.

 

Chi è Stefano Venturi

Stefano Venturi è entrato in Cisco Systems Italy nove anni fa, dopo esperienze significative in note imprese tecnologiche fra cui Olivetti, Hewlett-Packard, Wyse Technology e Sunsoft (gruppo Sun Microsystems) dove dal 1994 al 1996 è stato General Manager dell’area Sud-Europa (Francia, Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e Turchia).
Tra i risultati della sua gestione vi sono una crescita costante dell’azienda (il numero dei dipendenti è passato da 12 a 700) ed un’attenzione sempre maggiore della multinazionale californiana verso il Paese Italia, non solo in termini commerciali ma anche di sviluppo di risorse e conoscenze.
In particolare, Venturi ha partecipato attivamente alle due operazioni industriali che hanno visto Cisco Systems entrare nel capitale di Italtel con una partecipazione del 18% ed acquisire il settore Sistemi Ottici di Pirelli, creando a Monza, alle porte di Milano, uno dei più grandi centri di ricerca e sviluppo europei sulla fotonica, presso cui vengono create alcune delle tecnologie innovative che Cisco esporta in tutto il mondo.
Sotto la guida di Venturi è inoltre nato in Italia il progetto Networking Academy, che ha lo scopo di ridurre la mancanza di personale qualificato nel settore ICT (Information & Communication Technology) e che ha visto Cisco investire, ad oggi, circa 21 milioni di Euro nella formazione di studenti e docenti, con il coinvolgimento permanente di circa 300 scuole ed istituti su tutto il territorio nazionale.
Nel 2003 Venturi ha assunto l’incarico di Vice Presidente della sede italiana dell’American Chamber of Commerce e da maggio 2004 è Vice Presidente e Consigliere del Comitato Direttivo di ANIE e fa parte del Comitato di Presidenza dell’Associazione Nazionale Telecomunicazioni, Informatica ed Elettronica di Consumo.

Cisco in pillole

Cisco Systems, Inc. è leader mondiale nella fornitura di “soluzioni di rete”, cioè di quei sistemi elettronici sempre più diffusi e sempre più sofisticati che consentono a persone e imprese di comunicare e collaborare, scambiandosi informazioni e servizi.

La sede centrale dell’impresa è a San Josè, California, nel cuore della Sylicon Valley.
Cisco impiega oltre 67 mila dipendenti nel mondo e nel 2008 ha fatturato quasi 40 miliardi di dollari. Oltre il 10% del fatturato è investito in ricerca & sviluppo.

E’ presente in Italia dal 1994, come Cisco Italia, guidata dall’A D Stefano Venturi, che è anche Vice Presidente della casa madre. Nel 2000 l’impresa ha insediato a Monza il laboratorio Cisco Photonics, che guida a livello mondiale le attività di ricerca, progettazione e sviluppo nell’ambito della fotonica (fibre ottiche e dintorni). Recentemente ha inoltre creato a Vimercate un centro dedicato alle tecnologie della business collaboration (CBC), finalizzate a rendere più produttive le attività imprenditoriali e di governo.
Cisco svolge anche una diffusa attività di formazione tramite i centri della Cisco Networking Academy, dedicata allo sviluppo di talenti, competenze, figure professionali dotate di competenze informatiche tuttora carenti.

 

Le puntate dell'inchiesta

Introduzione - Monza e Brianza: cosa li rende attraenti?

1 - L'intervista ad Adriano De Maio (Distretto HiTech Brianza)

2 - L'intervista a Stefano Venturi (AD Cisco Italia)

3 - Augusto Abbarchi (SAP Italia)

4 - Pietro Palella (STMicroelectronics)

5 - Giuseppe Crippa (Brianza Plastica)