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Dossier. Il consumo consapevole. Condividere la propria abitazione è un’opzione possibile, il comune brianzolo ci sta pensando e a Vimercate il Girasole è realtà

Nell’ottica di una vita economicamente ed ecologicamente sostenibile, scegliere di condividere la propria abitazione è un’opzione possibile, oltre che un modo per sfuggire alla solita logica di occupare altro suolo, vivere in un appartamento ristretto pagato probabilmente a peso d’oro, in un’area urbana, priva di verde e inquinata.

Il cohousing, o coabitazione solidale, è uno stile di vita abitativo nato alla fine degli anni '50 in Scandinavia estesosi poi nel nord Europa, in Giappone, Australia e USA. Le regole della coabitazione sono poche e semplici, dipendono dal fatto che non ci sono vere regole fisse. Ogni esperienza fa testo a sé: ogni comunità, infatti, decide liberamente le proprie regole di convivenza ed organizzazione, dandosi il proprio statuto. Di certo, ogni esperienza di cohousing ha delle caratteristiche di base che lo connotano: la progettazione partecipata, cioè la progettazione condivisa dello spazio che si abiterà insieme, la non appartenenza ad alcun tipo di ideologia e la struttura paritaria e non gerarchica dei cohouser.
Solitamente, il cohousing prevede degli spazi comuni, sia interni che esterni, e degli spazi privati e chiusi delle singole famiglie. Spesso nelle coabitazioni ci sono parco giochi per bambini, internet cafè, piscine, biblioteche, lavanderie, stanze per ospiti, ecc. ; ma non è la struttura fisica o esterna che connota questo tipo di più-che-condominio.
L’idea base del cohousing è quello di ricreare die piccoli villaggi/comunità di persone, che vivono in modo solidale, secondo un principio di mutuo soccorso: i cohousers affrontano i problemi insieme, con il loro stile di vita riducono le spese e le uscite economiche e l’impatto ambientale, perché spesso uniscono al vivere insieme programmi di car sharing o di utilizzo di energie alternative.

In Italia è da pochi anni che si iniziano a fare esperienze del genere e ci sono diversi siti ricchi di informazioni utili e aggiornamenti sulle comunità in vita (cohousing e cohousingitalia.it, per esempio).

 

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Il primo cohousing italiano è milanese, situato nel quartiere Bovisa ed è stato attivato solo due anni. Altri progetti sono appena fuori Milano, altri a Bologna e in Toscana, mentre ci si comincia a muovere pure anche nella provincia lombarda.
A Desio, qualcosa di simile al cohousing è stato realizzato – nonostante in questo caso si tratti piuttosto di coresidenze che puntano a uno standard decisamente altolocato, tenendo in comune pochi spazi,come la piscina e la palestra.

In un senso più tradizionale e vicino all’accezione scandinava ed ecosostenibile va il progetto appena promosso dal Comune di Agrate, casecollaborative.wordpress.com. A partire dal 28 Febbraio 2014 è partita una serie di incontri, promossa dal Comune, per parlare di questo progetto e vedere che riscontro c’è nella cittadinanza. Da quello che ci dice Roberto Bossi, della giunta di Agrate e forse unico in Italia ad avere la delega per "l'economia solidale", al primo incontro c’erano già più di 25 partecipanti, molti dei quali attualmente non ancora residenti nel comune. Un ottimo risultato, se si pensa che l’iniziativa non è stata pubblicizzata in nessun modo ma il tam tam è stato fatto passare soltanto attraverso i GAS e gli interessati. Il processo che porterà effettivamente alla costituzione di un indediamento di cohousing ad Agrate è ancora abbozzato e richiederà comunque un certo periodo mediolungo di tempo per divenire realtà. Innanzitutto, per dare modo ai futuri coabitanti di conoscersi, decidere che tipo di cohousers saranno e di darsi sulle regole comuni. Per ora, sulla carta, a parte la voglia, è stata delimitata un’area ad hoc nel PGT approvato dalla giunta.

La speranza è quella che si formi un certo tipo di cohousing, magari contraddistinto anche da un impegno smaccatamente sociale: ci sono esempi (provenienti dall'estero) di cohousing in cui vivono famiglie economicamente svantaggiate a carico del resto dei coabitanti o in cui parte degli ambienti esterni sono coinvolti in attività socialmente utili, come un parco per i bambini o una sala per gli anziani. Si auspica la nascita di una comunità attiva, consapevole, che possa diventare il catalizzatore per iniziative comuni. Tutto ciò naturalmente dipenderà dal tipo di coabitazioni che si svilupperanno, nonché dall’esito delle comunali in primavera, poiché il mandato dell’attuale giunta è in scadenza e non si sa se il progetto resterà vivo in caso di cambio di colore. Nel frattempo, ad Agrate Brianza, si continua a parlare del tema e a mantenere viva questa speranza, raccogliendo informazioni sul sito ad hoc e prodeguendo con gli appuntamenti informativi.

2014-3-9-vimercateLa buona notizia è che a Vimercate la Corte dei Girasoli è ormai una realtà. Il progetto, nato nel 2010, ha portato alla costituzione di un’associazione di 14 famiglie che hanno scelto di coabitare in quest’unicum abitativo, dall'impatto ambientale è molto basso, il cui cantiere si è messo in moto a novembre 2013. Particolarità della Corte dei Girasoli è l’idea di casa aperta, ossia di un appartamento comune per parenti o amici che necessitano di vivere a Vimercate per un breve periodo; inoltre, il gruppo di cohouser rende  disponibile una sala comune per le associazioni culturali, sociali o benefiche del territori, in modo da permettere la realizzazione delle loro attività, vantaggiose per l’intera comunità.


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