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Dossier: La verità, vi prego, sulla politica. Maurizio Bedendo è il secondo assessore sostituito dal Sindaco di Arcore Rosalba Colombo. In questa intervista ci spiega perché

 

2011

sono passati soli due anni da quella che era stata definita “la primavera della partecipazione”, i referendum per l'acqua pubblica e le centrali nucleari.Le successive elezioni amministrative avevano favorito la vittoria del centrosinistra in importanti comuni della Brianza.

2013, una serie di segnali di crisi fanno presagire una fase difficile per la tenuta di alcune di quelle stesse amministrazioni dove era avvenuto il ribaltamento della guida politica.

Proprio in questi giorni la giunta Pisapia a Milano, il capoluogo dove il “vento della primavera” era stato più intenso, sta attraversando il momento più acuto di crisi: il rimpasto di giunta in atto sembra segnare più che un cambio di direzione la risoluzione di problemi relazionali. Così come anche ad Arcore la compagine del centrosinistra aveva cominciato a perdere colpi con le dimissioni dell'Assessore Raffaele Mantegazza, avvenute pochi mesi fa.

Problemi relazionali tra Boeri e Pisapia, simile inconveniente sembrerebbe anche ad Arcore tra l'Assessore alla Cultura e il Sindaco Rosalba Colombo. Sarà colpa della crisi economica o del fatto che essendoci poche risorse a disposizione il ruolo dell'Assessorato alla Cultura in qualche misura ne viene ridimensionato? Chissà. Di fatto ad Arcore si è aperto un altro fronte di crisi nel settore Lavori Pubblici o per meglio dire in alcune scelte importanti che riguardano l'urbanistica e l'adozione del nuovo Piano di Governo del Territorio.

Abbiamo intervistato Maurizio Bedendo, il secondo Assessore “saltato” in pochi mesi perché il Sindaco Rosalba Colombo gli ha di recente ritirato le deleghe: il suo partito Sel ha espresso il voto contrario al Pgt e questo è bastato per essere allontanato dalla giunta. Cerchiamo di capire, aldilà della cronaca e dei dissensi riportati più volte nella stampa locale, i motivi profondi alla base delle crisi.

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 Maurizio Bedendo, primo in alto a sinistra - foto di Avis Comunale Arcore

 

“La miglior Arcore della nostra vita”. Così recitava uno slogan durante la campagna elettorale del 2011, quando il centrosinistra si apprestava a sostituire una precedente amministrazione di Pdl-Lega, apparsa decisamente inattiva per tutto il mandato per poi essere travolta dal furor di popolo per via di scelte sciagurate compiute nell'ultimo anno, come l'insediamento di un impianto di betonaggio, a poca distanza da un ambito residenziale. Bedendo, cosa è successo, si tratta anche in questo caso di problemi relazionali tra il Sindaco e l'Assessore?
No, Raffaele Mantegazza era un indipendente, un professore universitario di fama prestato all'amministrazione per le sue competenze di alto livello culturale. In questo caso la rottura è maturata nel percorso decisionale del Pgt, o meglio per alcune se non addirittura una singola scelta. Sinistra e Libertà di Arcore ha deciso il voto contrario e in conseguenza il Sindaco ha ritirato le deleghe, mettendo di fatto fuori dalla maggioranza Sel.

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Villa Borromeo: chiusura della campagna elettorale 2o11

 

Non è un po' eccessiva questa rottura dopo soli due anni? La coalizione sembrava ben motivata da un programma amministrativo, vista anche l'enfasi mostrata in campagna elettorale e poi per la presenza preponderante di donne in giunta a cominciare dal Sindaco.
Sì certo, ma alcune cose non le avevamo concordate e questa in particolare è stata proposta dopo e quindi Sel non è affatto venuta meno agli impegni presi. È vero, la città ha bisogno di una palestra, ma qui ci è stata proposta una operazione immobiliare che prevede lo spostamento dell'area Tennis su una superficie verde, una delle ultime rimaste, per far posto a edifici residenziali. Personalmente penso che nonostante tutto si potesse andare ancora avanti, non so fino a quando, alcuni ci avevano suggerito di dare un voto di astensione, come ha fatto per esempio il Prc che è rimasto in giunta. Ma i problemi sarebbero stati solo rimandati nel tempo.

La politica non ha credibilità: sia a livello nazionale che locale vengono dichiarati degli intenti e poi vengono praticate altre cose

Ci sono dei problemi insolubili?
La politica non ha credibilità: sia a livello nazionale che locale vengono dichiarati degli intenti e poi vengono praticate altre cose. C'è ormai la consapevolezza diffusa qui in Brianza che non si può consumare ulteriore territorio, visto il livello insostenibile di urbanizzazione. Tutti mettono nei loro programmi consumo di suolo prossimo allo zero, poi però queste politiche non vengono perseguite: gli amministratori presi nella morsa dei problemi legati al bilancio e dalla necessità di fornire servizi ai cittadini decidono di utilizzare la risorsa irriproducibile e fondamentale, cioè il territorio.

Un pezzetto ora e un pezzetto dopo si continua inesorabilmente a vendere quel poco che resta. Il problema non è stato solo lo spostamento del Tennis (qui la posizione degli ambientalisti arcoresi e qui la risposta del Sindaco, ndr), ancora prima eravamo usciti in modo complicato dalla progettazione dell'ex area Falk e sempre per problematiche urbanistiche da un altro spostamento proposto e poi rientrato della piscina, che andava ad insistere sulla stessa area attualmente a verde.

Però se la costruzione di una nuova palestra è una necessità della città l'Amministrazione ne deve rispondere. Non avete pensato di proporre altre soluzioni? Dire un semplice no non è una soluzione politica. Semmai il compito o meglio l'utilità della politica non sarebbe dare risposte, creare prospettive e progetti?
Abbiamo contato ben 7 possibili soluzioni alternative che avrebbero evitato il consumo di suolo, ma non siamo stati ascoltati.

La verità è che le amministrazioni sono prese da due vie di scelta: restare immobili o vendere il territorio. Ma c'è anche una terza via: creare economie locali

Forse non erano realizzabili?
La verità è che le amministrazioni in generale, non solo la nostra, sono prese da due vie di scelta: la prima è di restare immobili, ingessate nel bilancio con il rischio di ridurre la prestazione di servizi; la seconda è quella di vendere il territorio o meglio i pezzettini di quel poco che resta. Ma c'è anche, prendo a prestito una frase di Enrico Berlinguer, una terza via: creare economie locali. Si possono costruire e gestire ad esempio le palestre facendo convenzioni con il privato e utilizzando concessioni pluriennali per ammortizzare gli investimenti. Oppure accedere a progetti di contenuto innovativo e a basso costo per l'ente pubblico come possono essere le Green Economy o le Smart Cities: abbiamo un patrimonio come la Villa Borromeo da valorizzare, ci sono tanti bandi da sapere intercettare, insomma ci sono una serie di elementi che se messi bene in rete possono sopperire alla mancanza di risorse degli enti pubblici. La politica deve fare un salto di qualità e uscire dai suoi vecchi schemi, lo richiedono i tempi.

Siete stati i soli ad uscire dalla maggioranza, una coalizione che pure è variegata e comprende oltre al Pd anche Rifondazione, Socialisti e una Lista Civica. Non avete trovato nessun riscontro nel dialogo con gli altri partiti?
Rifondazione, come ho detto prima ha deciso di astenersi. Non mi pare sia emersa alcuna voce dal Pd, che anzi in alcuni passaggi è sembrato essere un monolite (qui una discussione sul tema riportata nel blog del Pd di Arcore, ndr). Si parla tanto di partecipazione e democrazia però poi nella politica ci si misura con l'antitesi del concetto di paritetico: ci si trova a confrontarsi tra un topolino e un elefante. (mi espone una rappresentazione con gli oggetti presenti sul tavolino, stiamo conversando alla Casa del Lavoratore di via Roma: una tazzina di caffè che simboleggia il Pd, un attimo di panico perché non c'è un oggetto abbastanza minuscolo per rappresentare Sel e poi, grazie alla mia tolleranza intellettiva, gli consento di usare il cucchiaino: capisco lo stesso e c'è abbastanza intelligenza percettiva da trasmettere ai lettori di Vorrei, ndr). Allora la partecipazione in queste condizioni viene avvilita, fa perdere ulteriore credibilità alla politica. Forse dovremmo interrogarci molto più a fondo su queste dinamiche che poi alla fine generano un malfunzionamento, un degenerare, un girarsi attorno su se stessa della politica.

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Chi è Maurizio Bedendo

Nato a Legnago (Vr) il 28/06/1957 è un tecnico professionista di informatica.

Trasferitosi da giovanissimo ad Arcore milita nelle file del Partito Comunista Italiano, negli anni '80 e 90 diviene prima Consigliere Comunale e poi Assessore al Bilancio.

Segue la trasformazione del Pci in Pds ma poi si allontana dalla politica nella successiva fase della nascita del partito Ds negli anni '90.

Ritorna nel 2006, proposto come candidato Sindaco di una alleanza Ds-Verdi, che vedeva peraltro l'attuale Sindaco Rosalba Colombo come capolista in concorrenza alla rimanente compagine di Centro Sinistra e di Pdl-Lega.

Eletto Consigliere di minoranza diviene rappresentante dei Verdi in Consiglio Comunale e successivamente aderisce a Sel.

Nel 2011 viene rieletto nel gruppo di Sel. Nominato Assessore ai Lavori Pubblici si dimette come consuetudine dalla carica di Consigliere Comunale. Attualmente, dopo il ritiro delle deleghe, non ricopre nessun incarico.

Gli autori di Vorrei
Pino Timpani
Author: Pino TimpaniWebsite: http://blog.libero.it/PinoTimpani/

"Scrivere non ha niente a che vedere con significare, ma con misurare territori, cartografare contrade a venire." (Gilles Deleuze & Felix Guattari: Rizoma, Mille piani - 1980)
Pur essendo nato in Calabria, fui trapiantato a Monza nel 1968 e qui brianzolato nel corso di molti anni. Sono impegnato in politica e nell'associazionismo ambientalista brianzolo, presidente dell'Associazione per i Parchi del Vimercatese. Ho lavorato dal 1979 fino al 2014 alla Delchi di Villasanta, industria manifatturiera fondata nel 1908 e acquistata dalla multinazionale Carrier nel 1984 (Orwell qui non c'entra nulla). Nell'adolescenza, in gioventù e poi nell'età adulta, sono stato appassionato cultore della letteratura di Italo Calvino e di James Ballard.

digilander.libero.it/pinotimpani/

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